La grande sfida capitolo 4 – NOVE COLLI – quarta di (BIG) SE(r)I(es)

Affronto e racconto le TRE storielle per i TRE giorni successivi ma la MENTE è solo a venerdì, treno x Cesenatico ed appuntamento con ROCCIA…sembra gli sia presa la Alimontite e stia pianificando grandi cose;
piedi ed alluci sono ko, calzini a cinque dita non entrano così come le scarpe…chiuse…devo usare quelle tagliate…le MIMI’ impossibile, restano le misura13 e tanta speranza.

Se il buongiorno si vede dal mattino allora dovevo capirlo subito…sono sul treno, controllo il biglietto e scopro di essere …su due treni contemporaneamente…ho fatto anche il ritorno per oggi invece che per lunedì!!!

Arrivo x pranzo e grazie a ROCCIA evito i 3km a piedi, pranzo in hotel, riposino, gelatino e verso le 19:00 ci presentiamo al RITIRO pettorali che ritarda, optiamo x la cena; ROCCIA vuole la cena dei campioni e quindi mi ritrovo ad ordinare un CRUDO e una BIRRA in mezzo alla sorpresa o sgomento generale…il resto è il solito pre-gara…dei campioni. Ritiriamo pettorale e ci ritiriamo rispettivamente in stanza e camper.
Ho già preparato le sacche confermando le TRE fermate di TRE anni fa, PIEVE/BARBOTTO/PUGLIANO ma un ripassino è obbligatorio visto il mio stato di forma oltre che d’animo; arriviamo verso la fine saltando il briefing, fa caldo molto caldo e l’attesa dell’appello è senza appello…MEZZOGIONO di FUOCO…PRONTI VIA!!!
Il caldo è asfissiante, le gambe sono molli, i piedi manco a dirlo, acqua non ce n’è e fatico a restare nel gruppo; quasi subito passa ROCCIA e va spedito, capisco subito che sarà una bella giornata… la sua.
Mi trascino fino al primo ristoro, poi al secondo ed infine PRIMO CANCELLO stranamente in linea con TABELLA; come sia possibile non so ma mangio e brindo alla lieta novella prima di incamminarmi insuxil primo colle in linea col suo nome mi sento POLENTONE. Tra caldo e F&F il viaggio è più duro di qto ricordassi ma qdo arrivo al SECONDO colle/cancello sono in linea con tabella e tre anni fa; mi cambio di tutto punto, indosso zianetto e lampada e via giù a TUTTA in discesa….STAAAAAAAAAAAAAAAK…la caviglia destra è partita, non riesco a poggiare il piede, nessun avvertimento siamo al 57km ed è NOTTE FONDA nel morale.
Provo a scendere a zig zag con passetti minuscoli ma il dolore è lancinante, mi appoggio al guardrail e sconsolato inizio a pensare che non è solo la TOP a remare contro9
Passa qualche minuto e riprovo piano piano, sembro una lumaca vera, si è fatto BUIO anche fuori, mi rassegno al mio destino qualunque esso sia MA AVANZO; non so come ma mi ritrovo alla CIOLA, 3° COLLE, ancora in LINEA con tabella ed in perfetta sincronia con tre anni fa…sarà…VERO o il SOGNO è beffardo. Scendo verso il MERCATO non potendo quasi camminare, a breve sarò l’UNICO che alla 9 Colli aspetta le salite per non soffrire; è chiaro che non si va molto lontano in questa gara se le discese non le corri, figurati se le cammini a mala pena …e che pena!!!
Al BARBOTTO farò il BOTTO, penso, e mi consolo pregustando il mega ristoro che regna lì da anni; strana MENTE mi ritrovo in orario e mi concedo il meritato relax, la caviglia fa un male cane ma gonfia non è…si continua.
Inizia il tratto peggiore, almeno nei miei ricordi, un infinito il cui significato si apprende ad ogni passo…sembra non arrivare mai PONTE USO…poi giù in discesa con una lentezza esasperata sempre sul filo di lana…come tre anni fa…CANCELLO è ben messo ed aspetta alle DUEeUNQUARTO…io arrivo alle DUEmenopoco ma quel POCOCHEBASTA ad essere ANCORA IN; è qui che mi raggiunge LEI, LA MITIKA UNOeMEZZO con cui avrò il piacere di condividere gioie…poche…e dolori…molti per un bel tratto.
Affronto il TIFFI&PERTI nella notte buia e umida ma sereno essendo tutta salita…se ne accorge F&F che si erge a protagonista per compensare…alla fine sarà record di SSTOP ben QUATTORDICI; con la MITIKA facciamo l’elastico almeno fintanto che predomina la salita me la posso giocare, dopo sarà discesa e quindi tortura pura.
Arriviamo poco prima dello scadere al QUINTO CANCELLO in BARBA a TUTTO&TUTTI e via giù in discesa…verso i BAFFONI…ci separiamo gioco-forza ma ci ritroviamo al ristoro dove incasso il primo VERDETTO…in ritardo su TABELLA di VENTI e su tre anni fa di TRENTA; mi dico ORA c’è salita, il SETTIMO COLLE posso e devo SODEROMA almeno fino a SETTE si arriva x forza.
Affiorano i ricordi di tre anni fa, su questa salita la TOP venne rapita dal BUSCOPA dopo l’apparizione della DONNA FURGONE…vado avanti sempre sul filo del rasoio la cui lama sega la mia caviglia; scorrono i minuti e PUGLIANO non si vede, qdo mancano OTTOalleOTTO decido di correre a TUTTA, PERSOxPERSOxTREeQUATTORDICI; arrivo alle OTTOeOTTO JUSTINTIME, SETTE prima di CANCELLO, c’è l’ultima sacca…attimi di tensione e decisione…opto x il cambio TOTALE ULTRALEGGERO, lascio tutto e me la gioco…la CAVIGLIA o la MEDAGLIA.
Dopo SOLO VENTI minuti LEGGERO in panta&canotta VOLO giù in discesa consapevole che di lì a poco tutto finirà …in malo modo ed invece REGGE la caviglia e scendo a SEI…mi sembra di volare…su un piede solo; mai gioire troppo dei momenti positivi, durano poco ed infatti F&F si attiva subito per STOPparmi, la MITIKA mi guarda, sorride e se ne va. Non mi rassegno e dopo ogni sosta riparto come se nulla fosse ed alla fine a SECCHIANO arrivo con la MITIKA, il tempo potrebbe illudere…ancora IN LINEA…ma i DOLORI NO quelli si sentono tutti MA ORA c’è l’OTTAVO…RE di ROMA…o meglio COLLE di QUA…nel frattempo i ciclisti son partiti e tra poco saran qua, l’ammiraglia della MITIK ci deve salutar e noi INSUXLA dobbiamo andar. AL PASSO non certo come un GRILLO arrivo su dopo tanti ciclisti e tanti spettatori…x loro…x noi nessuno mai…la salita finisce e spiana per un attimo…l’ATTIMO FUGGENTE del mio triste destino…ora ricordo bene NOVE di TUTTA DISCESA…provo ma LEI la mia caviglia URLA…zig zag NON SI PUO’ causa ciclisti…E’ FINITA…aspetto MITIK che arriva come un treno…le faccio cenno di passare…la vedo andar via e sparire all’orizzonte delle mie speranze; continuo su un piede solo dal 57km ormai cosciente del mio secondo e consecutivo DNF ma sereno di aver dato tutto ed anche di più.
Passando MITIK ha detto “ci danno quindici di margine” che significa UNDICIe30, faccio due conti ma NADA se non corro, corricchio, arranco è impossibile; non vedo luce né tantomeno PONTE USO ma raggiungo un tedesco che come me insegue CANCELLO…ci sorpassiamo a vicenda sperando di darci la spinta.
ARRIVO al BIVIO…FIUMI di BICI…”aspetti un ATTIMO” mi dice l’ADDETTO…HA DETTO UN ATTIMO…ma sono DIECI MINUTI…”qdo finisce il gruppone…” è finito pur il tempo…sono le 11:30 di domenica mattina, riconosco PONTE USO…dov’era PRIMA che lo spostassero alle CENTO e ricordo pure che le CENTO da lì non arrivano MAI; cammino per un po’ fin qdo lo vedo…sono e45 e il BUSCOPA impietoso mi informa O PETTORALE O MORTE e prosegue verso il tedesco a cui ho dovuto spiegare io la regola del “se vuoi proseguire il pettorale devi restituire”.
Contento per il record su un PIEDESOLO di 103km e forse troppo rispettoso delle regole dico solo “PROPRIO ORA che son finite le DISCESE…”…il PETTORALE NON LO AVRETE MAI e salgo su; passando vedo sfilare la MITIK, mi scende una lacrimuccia mentre le urlo tutto il mio sostegno…al bivio GOROLO a sx e noi a dx.

Dopo DUE ORE di giri in tondo qdo ormai aspettavo STAFFELLI i DUE ADDETTI mi scaricano all’hotel…ora ne sono certo facevo prima a finirla…a statene certi la finivo…senza DISCESE:

Scoprirò solo giorni dopo dall’excel ufficiale che alle CENTO MIGLIA sono registrato alle 11:31…per UN MINUTO…oltre il margine…non c’è argine per il fiume dei rimpianti.

Quattro x nove

CRUDO

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