Un aggettivo per definire i miei 6 giorni a Riga?
Semplicemente fantastici.

Arrivo il giorno 12 Maggio all’aeroporto di Riga, ovviamente fuori città, giornata di sole con temperatura gradevole, e scopro una struttura moderna, non di grandi dimensioni, ma efficiente. Alla mia richiesta di un bus per Riga, una bellissima ragazza in divisa mi dà tutte le istruzioni necessarie, acquisto il biglietto e dopo mezz’ora arrivo in centro a Riga.
La città è un gioiello di architettura, con case storiche e costruzioni in sintonia e perfettamente coordinate, piccole vie all’interno di una antichità che ti fa sognare.
Scopro poi che Riga è stata dichiarata Patrimonio Mondiale Unesco e credo sia una scelta da condividere.
Assoluta pulizia delle strade e marciapiedi, non una carta per terra, tanti ristoranti ed alcuni negozi storici.
Un piccolo centro commerciale in centro, ma in un edificio storico che rispetta lo stile antico della città.
Ho prenotato un ostello di lusso (votazione 9,5) con uso cucina in centro città e quella è stata la mia prima meta. Tutto ok ed il giorno seguente vado a ritirare il pettorale in una struttura alla periferia dopo avere attraversato un bellissimo parco.
Il giorno prima della maratona è stato di puro relax con l’immancabile piatto abbondante di pasta la sera.

Ed arriva la domenica: partenza maratona molto presto (alle 7, ora locale, ore 6 in Italia), ma il sole da tempo presente ( in questo periodo a Riga si hanno 18 ore di luce al giorno).
Pronti, via…….Parto come sempre in fondo con l’obiettivo di stare nel tempo limite di 6 ore e quindi inizio lento per tenere le energie anche alla fine. Verso il 15 Km supero un runner cinese in difficoltà e poi un inglese. Il percorso è all’esterno della città (in centro era impossibile correre per la pavimentazione delle strade con sassi irregolari) con tanto verde e strade diritte che permettono di vedere in distanza il cartello dei km. Passo alla mezza sotto le 3 ore, non particolarmente stanco, pur in assenza quasi totale di allenamento per un esame all’Università molto pesante a metà giugno che mi assorbe tutto il tempo e le energie. Riesco a superare ancora qualcuno e provo ad allungare al 30 Km, ma le gambe fanno fatica.
Incrocio quelli del 37 Km e sinceramente li invidio per i pochi km che devono ancora fare. Al 34 km supero una ragazza biondissima e molto bella che fino all’ultimo non voleva essere superata ed inizio a vedere la luce in fondo al tunnel: i km diminuiscono anche se l’impegno fisico mi sta presentando il conto. Ma ormai ci siamo quasi, l’orologio è confortante e mi dà una proiezione abbondantemente sotto le 6 ore per cui ne approfitto per rallentare e riposarmi un po’ specialmente ai ristori ben forniti. Arrivo al km 40, capisco che ormai ci sono e cerco di gestire bene la scarsa condizione fisica. Poi al km 41 vedo in distanza lo striscione di arrivo, controllo ancora il tempo che mi dà buone conferme. Km 42,195 ben sotto le 6 ore, medaglia davvero particolare (sembra un’arma ninja), in una bellissima giornata di sole, in una città stupenda con persone splendide (le ragazze sono non bellissime, di più….). Torno all’ostello da vincitore e tutti si congratulano, conosco una ragazza inglese, insegnante di spagnolo, che è arrivata 10 minuti prima di me. Ora il pensiero è quello di recuperare le energie, quindi doccia e a letto presto dopo avere soprattutto bevuto molto.
Il giorno dopo relax e ho ripercorso le stradine dei giorni precedenti con l’orgoglio ancora una volta di avere fatto una vera impresa in drammatiche condizioni di assenza di allenamento.
E arriva il martedì, giorno della partenza alle 14,30 locali. Baci e abbracci in ostello con una sincera promessa: se nulla di negativo succede, l’anno prossimo l’appuntamento a Riga in maggio è in agenda.
Ragazzi credetemi. Davvero esperienza fantastica.
Un abbraccio a tutti.
Il vostro eccezionale Marco Simonazzi



complimemti Marco, sei davvero un runner vacanziere.