Domenica 26 gennaio, mentre a San Vittore Olona (Milano) il keniota Paul Tanui, 23 anni, bronzo iridato dei 10.000 m, si aggiudicava la Cinque Mulini, in terra giapponese, nella 33a Maratona di Osaka, era l’ucraina Gamera-Shmyrko a prevalere (2h24’37”) davanti ad Akaba. Per Debora Toniolo, ottavo posto in 2h31’42”, quarto tempo in carriera, dopo la maternità.
Domenica 16 febbraio ha conosciuto il nuovo record mondiale femminile di mezza maratona e di passaggio sui 20 km (1h01’12” rispetto al precedente 1h02’36” della Keitany). La keniota Florence Jebet Kiplagat ha migliorato a Barcellona con 1h05’12” il precedente record di 1h05’50”, che apparteneva a Mary Keitany a Ras Khaimah (Emirati Arabi) nel febbraio 2011. Da ciò si evince che il vecchio record femminile della maratona della britannica Paula Radcliffe potrà essere presto abbattuto. L’impresa assume particolare valenza non tanto per il duplice primato, cosa che era riuscita anche alla detentrice del precedente limite, Mary Keitany, quanto per il margine di miglioramento, davvero inatteso. Per la prima volta, quindi, una donna copre la distanza dei 20 km in meno di un’ora e due minuti. La keniota si è presentata a Barcellona forte di un personale di 1h06’38”, crono stabilito nella vittoriosa Roma-Ostia 2012, che la collocava, su percorsi certificati, in sesta posizione nelle graduatorie di sempre della specialità.
La corsa maschile è stata vinta dall’altro favorito, l’ex-iridato dei 5.000 m, Eliud Kipchoge in 1h00’52” (59’25” di primato personale). Per la Kiplagat un debutto di stagione straordinario e la prospettiva di correre la Virgin London Marathon del prossimo 13 aprile con in dote un risultato di rilevanza enorme. La notizia del giorno che giunge dall’organizzazione della corsa, è che Haile Gebrselassie sarà il pacemaker di punta della maratona maschile, cinque giorni prima del compimento dei 41 anni.
Ben otto atleti sotto l’ora a Ras Al Khaimah nella mezza maschile. Nessun record del mondo come a Barcellona, ma una profondità di prestazioni di altissimo livello senza precedenti. I migliori risultati di sempre per i piazzamenti dal quinto all’ottavo. La vittoria è andata all’etiope Lelisa Desisa, vincitore a Boston un anno fa e argento mondiale di maratona a Mosca, che è giunto all’arrivo in 59’36”, seguito dal sorprendente eritreo Nguse Tesfaldet Amlosom (59’39”, l’unico tra i primi a stabilire il primato personale) e dal keniota Wilson Kiprop (59’45”). Sotto l’ora pure Bernard Koech (59’46”), Bernard Kipyego (59’47”), Micah Kogo (59’49”), Feyisa Lilesa (59’51”) e Paul Lonyangata (il più giovane del gruppo con i suoi 21 anni, 59’54”). Da notare il decimo posto di Ibrahim Jeylan in 1h01’47”, l’etiope che più di altri ha dato filo da torcere a Mo Farah nelle ultime stagioni in pista. Eccellente anche la corsa femminile con sei atlete in meno di 1h09’: vittoria alla superstar della maratona Priscah Jeptoo in 1h07’02” (quarta di sempre su percorso certificato in 1h06’11”), la quale ha preceduto la 32enne Filomena Cheyech (1h08’13”), la 23enne etiope Guteni Shone Imana (1h08’31”, personale), le altre due keniote Helah Kiprop (1h08’36”) e Rita Jeptoo (1h08’49”) e l’etiope Mare Dibaba, rimasta al di sotto delle aspettative in 1h08’56”, e giunta negli Emirati forte della grande vittoria a Xiamen, nella prima maratona importante del 2014, conclusa in 2h21’36”, come ricordato sopra. Nelle altre corse su strada rilevanti del fine settimana, si segnala la mezza maratona giapponese di Yamaguchi, vinta dal keniano Daniel Gitau in 1h00’59” e dalla nipponica Tomomi Tanaka in 1h09’24”, e la maratona di Hong Kong, dove si sono registrati successi etiopi: Feyera Gemeda tra gli uomini in 2h15’05” e Rehima Kedir tra le donne in 2h34’53”. La favorita Misiker Mekonnin è giunta seconda in 2h35’05”.
Nella stessa domenica, intanto, in Italia segnali positivi in prospettiva maratona con le prestazioni ai Campionati Italiani di mezza maratona di Verona. Daniele Meucci ha vinto il titolo con 1h02’44” tra gli uomini e Valeria Straneo con 1h09’45” tra le donne. Ma ottima anche la rientrante dalla maternità Anna Incerti (1h10’10”), staccatasi intorno al 18° km.
Intanto, il 17 febbraio, Matteo Renzi, 39 anni, del Partito Democratico, riceve da Napolitano l’incarico di formare il governo. Renzi è uno sportivo: calcio, ciclismo ed anche corsa, benché non abbia certo un fisico snello come gli africani. Due maratone al suo attivo: a Firenze nel 2010 ha corso in 4h42’31” e nel 2011 si è migliorato con 4h10’59”.
Nella mezza maratona di New York, il 16 marzo, Mo Farah è secondo in 1h01’07” dietro a Geoffrey Mutai (1h00’50”). Caduto dopo 8 km, il britannico ha pagato lo sforzo ed il freddo, è stato soccorso a fine gara dopo uno svenimento, ma non rinuncerà alla Maratona di Londra di aprile.
Doppia vittoria etiope alla XX Acea Maratona di Roma, che ha segnato il record di iscritti: 19.061 e di arrivati: 14.608. Si tratta del numero di arrivati più alto in un evento sportivo italiano, in qualsiasi disciplina. Il precedente primato di 12.614 arrivati nell’edizione 2011 della Maratona di Roma è stato ampiamente superato. Il 27enne Legese Shume Hailu, in una giornata difficile a causa di pioggia e vento, ha vinto in 2h09’47″. Al secondo posto è arrivato il connazionale Mekonnen Sisay Jisa, 31 anni, con 2h11’20”. Terzo il 32enne keniota Leonard Kipkoech Langat (2h14’08″), esordiente sulla distanza. Discreta gara per Domenico Ricatti, 34 anni. Il barlettano con 2h15’07″ è riuscito a migliorare il suo primato personale di 9”, nonostante le avverse condizioni meteorologiche, che hanno reso il terreno scivoloso.
Tra le donne è stata la 27enne etiope Geda Ayelu Lemma a fare gara tutta di testa. Dopo una partenza velocissima, la maratoneta africana ha faticato assai, per tagliare il traguardo in un non eccellente 2h34’49”. Dietro alla Lemma si sono piazzate la 30enne marocchina Janat Hanane (2h38’08”) e la grande attesa della vigilia, la genovese Emma Quaglia, 33 anni, che ha tagliato il traguardo in 2h43’24”.
Il campione paralimpico Alex Zanardi ha messo a segno la sua quarta vittoria nell’handbike, tagliando per primo il traguardo in 1h12’36″. L’ex pilota di Formula 1, già vincitore nel 2010, nel 2012 (quando aveva registrato il primato della gara in 1h11’46”) e nel 2013, si è aggiudicato anche questa storica edizione, registrando così il record assoluto di quattro vittorie sul percorso. Dietro di lui, sul podio, gli italiani Paolo Cecchetto (1h22’57”) e Pantaleo Sette (1h22’58”).
«A 47 anni, posso dirmi contento del risultato ‒ ha dichiarato il paralimpionico ‒ un tempo eccezionale nonostante alla fine mi sia dovuto fermare per una piccola modifica all’handbike e nonostante il meteo, che certo non ci ha aiutati. A Roma tornerò sempre, finché gli organizzatori mi vorranno, perché è una gara meravigliosa. Vorrei che oltre al mio nome venisse ricordato anche quello dei tanti ragazzi che arrivano dietro di me ma non per questo sono meno importanti».
Tra le donne vittoria di Elisabeth Sanden (USA) in 2h40’29″.
Il 6 aprile la SuisseGas Milano Marathon XIV edizione, valida come Campionato Italiano di Maratona assoluti e master è ancora più green. Infatti è stata insignita del prestigioso premio Best Green Award, riconosciuto dall’AIMS, l’Associazione Mondiale delle Maratone, la quale l’ha consacrata come la maratona più verde del mondo. Vittoria di Danilo Goffi (2h17’20”) tra gli uomini e di Claudia Gelsomino (2h51’22”) tra le donne, entrambi over 40.
Il 30 marzo, si sono corsi i Campionati Mondiali di Mezza Maratona a Copenaghen. L’Italia donne è quarta con Valerio Straneo ottava in 1h08’54” nella gara femminile vinta dalla keniota Gladys Cherono, oro in 1h07’25”, mentre argento dalla connazionale Mary Ngugi (1h07’43”). L’azzurra Veronica Inglese è 22esima con il personale 1h10’56”. Titolo a squadre al Kenya su Etiopia e Giappone. Tra gli uomini Daniele Meucci è 27° (1h01’56”) e l’Italia 12esima. Vince il keniota Geoffrey Kipsang (59’07”) davanti all’eritreo Samuele Tsegay (59’20”) e all’etiope Guye Adola (59’20”). Nella classifica a squadre oro all’Eritrea, argento al Kenya e bronzo all’Etiopia.
Nella Maratona di Parigi del 6 aprile debutto sulla distanza dell’etiope Kenenisa Bekele, che vince in 2h05’03” dopo gli innumerevoli trionfi nel cross, nei 5.000 e 10.000 m.
Il 13 aprile, nella Maratona di Londra vittoria del primatista mondiale Wilson Kipsang (2h04’29”), nuovo record del percorso. In campo femminile prevale Edna Kiplagat (2h20’21”) Il britannico Mo Farah, campione olimpico dei 5.000 e 10.000 m giunge ottavo in 2h08’21”, prestazione deludente, in quanto giunta al termine di una gara condotta con estrema prudenza sin dal via, evitando accuratamente di fare corsa comune con tutti gli altri big presenti al via, Wilson Kipsang in testa. Farah debutta dopo tre mesi di lavoro specifico, evidentemente insufficienti per cambiare la sua cilindrata. Inoltre, se egli vorrà insistere a correre la maratona da protagonista un aspetto da tenere presente è quello relativo alla sua meccanica di corsa, che si esprime attraverso una falcata ampia e morbida, certamente elastica, ma che rende al meglio su ritmi intorno ai 2’40” al km, mentre diventa penalizzante quando l’andatura scende sino ai 3‘ al km. In definitiva Mo Farah deve riuscire a correre usando maggiormente la frequenza del passo. Alcuni rilievi fatti a Londra hanno evidenziato che Mo utilizza circa 172 passi al minuto rispetto per esempio ai 196 del keniota Wilson Kipsang, che ha vinto la gara.
Ai Campionati Europei di Zurigo 2014, sabato 16 agosto, la maratona femminile regala la seconda medaglia all’Italia dopo l’oro della Grenot nei 400 m donne. Valeria Straneo vince l’argento al termine di una gara da protagonista assoluta, sempre in testa, come fu un a anno fa ai Campionati di Mosca. Questa volta a superare l’azzurra è la francese Cristelle Daunay (2h25’14”), andata via a 2 km dal traguardo, in una gara resa difficile dalle salite lungo il percorso. Per la Straneo 2h25’27”, secondo tempo in carriera. Il bronzo alla pimpante portoghese Jessica Augusto (2h25’41”). Anna Incerti, tornata sulla distanza dopo la maternità, sesta (2h29’58”) e la prestazione dell’oriunda Nadia Ejjafini (2h32’34”), consentono all’Italia di confermarsi sul podio a squadre, quattro anni dopo Barcellona. Completano il risultato azzurro, Emma Quaglia (14esima in 2h32’45”), Deborah Toniolo (16esima in 2h33’02”), Rosalba Consolle (40esima in 2h43’40”). Per Rio 2016 si può sperare.
Dieci anni dopo il trionfo di Stefano Baldini all’Olimpiade di Atene 2004, domenica 17 un altro azzurro torna a vincere un titolo importante, quello europeo. Terza medaglia azzurra ai Campionati Europei nella maratona maschile (km 42,195). Bravo il “veterano” Ruggero Pertile (2h14’18”), 7° a 40 anni dopo aver aiutato Meucci, pur avendo passato un inverno travagliato per problemi fisici. Siamo tornati a essere il Paese della maratona. All’arrivo Daniele Meucci ha guardato il cielo, si è fatto il segno della croce e ha baciato l’asfalto di Zurigo, quello che ha consacrato la sua nuova dimensione. Pisano di 28 anni, ingegnere elettronico già papà di due bimbi, a livello continentale aveva già vinto il bronzo e l’argento sui 10˙000 m a Barcellona 2010 e Helsinki 2012. Un passato importante, che gli ha dato le chiavi anche per il trionfo sulla maratona di Zurigo. Daniele, in forza all’Esercito, è riuscito a firmare il primato personale, chiudendo in 2h11’08” (alla terza maratona in carriera) al termine di uno straordinario attacco, che poco prima del 35° chilometro lo ha portato coraggiosamente da solo al comando della gara su un tracciato impegnativo per le salite e il caldo. Argento al polacco Yared Shegumo (2h12’00”) e bronzo al russo Aleksey Reunkov (2h12’15”). Il terzo italiano al traguardo è il 22enne Michele Palamini, che conclude il suo battesimo in nazionale al 32° posto (2h21’32”). Ritirati, invece, Andrea Lalli, Liberato Pellecchia e Domenico Ricatti (infortunato).
Nella classifica di Coppa Europa di Maratona, gli azzurri sfiorano il podio per soli 10” piazzandosi quarti (6h46’58”) dietro la Svizzera e la Francia nel Trofeo vinto dalla Russia (6h46’04”).
«Non ho mai guardato il cronometro ‒ le parole di Meucci ‒ ho badato solo a me stesso, alle mie sensazioni e al comportamento degli avversari. Al 35° chilometro Massimo Magnani mi ha detto che stavo bene e che dovevo andare. Io ero un pò in dubbio, mi sembrava troppo presto ma ho avuto fiducia. Ho ascoltato il consiglio e ha avuto ragione. Le sue parole mi hanno dato una grandissima consapevolezza e in quel momento ho capito che avrei vinto». Nel programma di Daniele, la maratona olimpica di Rio 2016.
40.004 corridori provenienti da 130 nazioni hanno partecipato alla 41a BMW Maratona di Berlino. La vittoria al keniano Dennis Kimetto, che ha portato per la prima volta il limite maschile sui 42,195 km sotto le 2h03”, chiudendo in uno strepitoso 2h02’57”, al termine di una gara sempre in proiezione “sotto” al precedente record mondiale di Wilson Kipsang (2h03’23”), ottenuto sempre a Berlino un anno fa. Sempre in testa alla gara nell’ombra dei pacemakers, il gruppo dei testa della corsa, inizialmente composto di 11 unità, si è assottigliato in prossimità del 30° km, dove 7 atleti sono rimasti al comando. L’azione decisiva di Kimetto è stata dopo il 35° km, quando il keniano ha lasciato la compagnia di Emmanuel Mutai, incredibile co-protagonista della corsa, che è sceso anche lui sotto il limite precedente di Kipsang con l’ottimo 2h03’13”. 3° in 2h05’56” l’etiope Abera Kuma, alla seconda maratona della carriera, con un sostanziale progresso di 4’. Giù dal podio berlinese il campione del mondo di mezza maratona Geoffrey Kamworor (2h06’39”) e Eliud Kiptanui (2h07’28”). Solo 9° l’altro grande favorito Tsegaye Kebede in 2h10’27”, che ha ceduto all’insostenibile ritmo dei keniani dopo metà gara. 10° il giapponese Tomaro (2h11’25”), il primo dei non africani.
Il record del mondo è maturato nella seconda parte della gara. Nel best di Kipsang, si passò a metà gara più velocemente (1h01’32”) di quanto successo oggi (1h01’45”). Il 22° km è stato quello che dato la scossa (2’39”), portando Kimetto in vantaggio di 5” sulla tabella-record al 25° km, un vantaggio salito a 38” al 30° km; ad addirittura 49” al 35° km e a 43” al 40° km. Kimetto ha parzialmente dilapidato l’enorme “capitale” negli ultimi 2 km e quasi 200 metri, che Kipsang, un anno fa, percorse con maggior freschezza. La storia della maratona insegna che quando un maratoneta è impegnato da un avversario nel tratto finale può superare i propri limiti fisici. Mentre a Berlino 2014 l’ultima lepre ha terminato il suo compito al 30° km. Analizzando i parziali ogni 5 km si osserva che quelli più alti sono all’inizio e alla fine, segno che nella parte iniziale si può guadagnare qualcosa: il resto potrebbe farlo un ritmo uniforme senza gli sbalzi cronometrici di Kimetto del giorno del record.
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10 km |
20 km |
21,097 km |
30 km |
40 km |
42,195 |
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29’23” |
58’35” |
1h01’45” |
1h27’37” |
1h56’29” |
2h02’57” |
2h02’57”, il tempo del nuovo recordman, significa correre a 2’55 al km, quindi con parziali sui 400 m in 1’10”; 29’02” sui 10 km, tempi con i quali lo scorso secolo si poteva vincere la gara più lunga in pista.
La gara di Berlino ha delle condizioni ideali che facilitano l’assalto al record:
1) condizioni atmosferiche: il giorno del record di Kimetto ci sono stati 9° gradi alla partenza e 14° all’arrivo, e una percentuale di umidità (94%) pressoché perfetta;
2) condizioni del percorso, perfettamente pianeggiante e rettilineo.
Come sostiene l’esperto Fulvio Massini, tecnico che ha accompagnato centinaia di italiani in giro per il mondo con l’agenzia Born To Run:
«Ormai il record del mondo si può fare solo qui o al limite a Chicago».
Per Dennis Kipruto Kimetto Dennis Kipruto Koech, proveniente da Eldorete parte di un gruppo di formazione tra cui Geoffrey Mutai, la sua prima grande vittoria fu nella mezza maratona di Nairobi nel 2011. Un passaporto errato è stata la causa sia della differenza di età che del termine improprio Koech. Il suo cognome in realtà è Kimetto.Questo è stato rettificato nelle competizioni successive. Il suo manager olandese Gerard van de Veer spiega che:
«Furono proprio Geoffrey Mutai e Wilson Kipsang a segnalarmi nel 2012 che dalle loro parti, a Kapngtuny, 15 km dal centro di allenamento di Eldorete, c’era uno dei tanti fenomeni, che vinceva cross e mezze maratone a ripetizione. Tutti i manager già se lo stavano contendendo, io mi feci mandare la carta d’identità e lessi la data di nascita: 22 gennaio 1994.Scrissi in Kenya e dissi che le grandi maratone europee non volevano uno junior. Ma questo Koech non sapeva bene quando era nato, così andò col fratello all’anagrafe e concordò di spostare la data indietro di 10 anni. In realtà ora non ne ha né 20 né 30, diciamo una via di mezzo, forse 27. Ma sul passaporto resta scritta la nascita nell’84 e poi, dopo che aveva già vinto due mezze in Europa, prima di Berlino 2012 ho scoperto che aveva anche un altro nome e un altro cognome».
Forte di una condizione fisica eccezionale, Dennis Kipruto Kimetto aveva manifestato l’intenzione di migliorare il primato del mondo nella conferenza stampa berlinese pre-gara, nel caso di condizioni climatiche ideali, e ciò è avvenuto. Giunto a Berlino, la città che l’ha lanciato ai vertici del panorama internazionale, con un personale di 2h03’45” (Chicago 2013, prima del nuovo record la 3a prestazione di sempre sulla distanza), Kimetto è giunto alla grande atletica solo all’età di 27 anni, facendosi conoscere con una mezza maratona vinta nell’altura di Nairobi in 1h0’30”. Nel 2012 ha avuto accesso al circuito élite, notevole prima negli Emirati (1h00’40”) e quindi a Berlino, dove si impose in 59’14”. Sempre a Berlino, poche settimane dopo, ha stabilito il record mondiale dei 25 km in 1h11’18”, fino al debutto sui 42 km in 2h04’16”, l’esordio migliore di sempre nella maratona, solo 1” dietro al vincitore Geoffrey Mutai. L’anno scorso Kimetto ha corso e vinto due maratone, Tokyo in 2h06’50” e appunto Chicago in 2h03’45”. Quest’anno aveva preso il via a Boston con l’intenzione di migliorare il record della corsa (2h03’02” di Geoffrey Mutai che, per le caratteristiche del percorso non ha potuto essere registrato come record mondiale), ma si è però ritirato. Per Emmanuel Mutai, 2° in 2h02’13” (la miglior prestazione all-time per piazzamento), un progresso cronometrico di quasi 40” sul precedente 2h03’52” ottenuto nella grande gara di Chicago del 2013, quando perse proprio ancora da Kimetto.
Ma la gara di Berlino 2014 ha dimostrato ancora una volta lo strapotere keniano. Il Kenya ha ora 8 atleti nelle migliori 10 prestazioni di sempre nella maratona (gli altri due posti sono appannaggio dell’Etiopia, 5° e 8°).
Anche la corsa femminile ha offerto spunti tecnici rilevanti, con motivi di interesse, parzialmente confermati da quanto emerso alla vigilia, benché sia fallito l’assalto al “meno 2h20’”. Al traguardo si è imposta l’etiope Tirsi Tsegaye in 2h20’18” (1h09’38” a metà gara), migliore prestazione mondiale stagionale, che abbassa di 3” il limite della kenyana Edna Kiplagat, ottenuto in aprile a Londra. 2a l’altra etiope Feyse Tadesein 2h20’27”, come la Tsegaye del gruppo del manager italiano Gianni De Madonna, ex mezzofondista di valore negli anni Ottanta. 3a la statunitense Shalane Flanagan (2h21’14”), specialista dei 10.000 m, la quale però ha fallito l’attacco dichiarato al record americano di Deena Kastor (2h19’36”). Subito giù dal podio altre due etiopi, Tadelech Bekelecon 2h23’02” e Abebech Afeworkcon 2h25’02”. In definitiva, la gara femminile berlinese ha sentenziato il dominio etiope e come il “vecchio” record della britannica Paula Radcliffe rimanga un muro difficile da superare.
Questi i migliori risultati ottenuti da maratoneti italiani nella gara di Berlino 2014, con due specialisti tra i primi 20 classificati e 3 tra i primi 30: primato personale per Carmine Buccilli (Atl. Casone Noceto), giunto 18° in 2h16’45”, e per Giovanni Grano (Nuova Atletica Isernia), 20° in 2h17’44”. In 27a posizione Paolo Natali (Atletica Firenze Marathon S.S.) con 2h20’55”.
In campo femminile, la migliore italiana è stata Lorenza Banchetti (Atl. Ambrosiana), 34a col record personale abbassato a 2h57’25”. Ottima prestazione della veterana Franca Fiacconi (W45), che si è classificata 53a con il tempo 3h03’44”, migliorandosi rispetto alla prestazione di New York 2013. Con lei come accompagnatrice, al seguito un gruppo di affezionati podisti italiani.
Il 29enne keniano Eliud Kipchoge ha vinto, come pronosticato da molti, la Maratona di Chicago di domenica 12 ottobre 2014, correndo in 2h04’11”. Per il vice-olimpico dei 5˙000 m a Pechino e iridato a Parigi 2003, con il tempo di 12’52”, davanti a El Guerrouj e Bekele, è stata la quarta maratona della carriera (tempo peggiore di 2h05’30”), pur rimando 6” dal personale e a 1’14” dal fresco primato del mondo del connazionale Kimetto. Al secondo e terzo posto si sono piazzati altri due rappresentanti del Kenya, Sammy Kitwara (2h0’28”) e Dickson Chumba (2h04’32”), entrambi al personale, rimasti assieme a Kipchoge fino a 3 km dal traguardo. Al quarto posto l’atteso Kenenisa Bekele, il re dei 5.000 e 10.000 m degli ultimi anni. Alla seconda maratona della sua carriera, Bekele chiude in 2h05’51”.
Successo del Kenya anche tra le donne, con Rita Jeptoo, 33enne, gestita dal bresciano Federico Rosa, figlio del più noto tecnico Gabriele. La Jeptoo con 2h24’35” sigla una fantastica doppietta (Boston/Chicago 2013-2014), aggiudicandosi pure i 500mila dollari del successo nelle World Marathon Majors.
Nella Venice Marathon del 26 ottobre 2014, domina ancora l’Africa. Gli etiopi Ketema Mamno in 2h16’45”, tra gli uomini, e Konjit Biruk in 2h40’20”, tra le donne, si aggiudicano la 29° edizione della maratona lagunare. La 42,195 ha avuto 4.687 classificati.
Nella Maratona di Francoforte del 26 ottobre 2014, gara che fa parte delle IAAF Gold Label Road Race, 15.200 corridori di 101 nazioni con 234 italiani all’arrivo. Vittoria maschile per il keniano Mark Kiptoo in 2h06’49” e femminile per l’etiope Aberu Kebebe (2h22’21”).
Nella 44a New York City Marathon (2 novembre 2014) un forte e gelido vento, che ha soffiato contrario per quasi tutti i primi 24 km del percorso, ha infranto i sogni di record del keniano Wilson Kipsang. L’ex recordman ha vinto con 2h10’59”. Tra le donne ha prevalso la keniana Mary Keitany in 2h25’07”. Per Valerio Straneo, il tempo di 2h29’24” gli è valso un ottavo posto. 1.959 gli italiani all’arrivo su un totale di 50.511 classificati.
Alla Turin Marathon del 16 novembre 2014, vittoria maschile per il keniano Samuel Rutto (2h10’00”). Personale per l’azzurro Andrea Lalli con 2h12’48”, al quinto posto in classifica generale. Tra le donne si segnalano le italiane. Vince la keniana Esther Ndiema (2h28’41”) su Anna Incerti (2h28’58”) e Deborah Toniolo (2h31’35”), alla terza maratona dopo la gravidanza.
La Firenze Marathon edizione 2014 conferma la maratona fiorentina come la seconda 42 km d’Italia: 10.777 iscritti, 9.430 al via, 8.741 arrivati. Ma la gara è anche tragedia per Luigi Occone, il quale all’ultimo chilometro si accascia al suolo, per non rialzarsi più. La gara maschile è stata vinta dal debuttante Asbel Kipsang (2h09’55”), quarto tempo di sempre in questa manifestazione. Tra le donne, per il quinto anno consecutivo vince l’Etiopia con Ehite Gebireyes (2h31’28”).
Il 2014 è stato un anno intenso con medaglie azzurre ai Campionati Europei (Meucci e Straneo) e un record nella velocissima Berlin Marathon. Con Dennis Kimetto (2h02’57”). Tanti sono coloro che si preparano per la gara dei 42 km, sempre con maggior impegno e preparazione anche se non mancano eventi luttuosi. Ai corridori maratoneti così è richiesta, oltre che entusiasmo e allenamento, una dose di buon senso che li spinga a sapersi valutare e non richiedere al proprio organismo di superare i propri umani limiti.
LE STATISTICHE DELLA MARATONA AL 30.12.2014
1. Migliori prestazioni mondiali maschili sulla maratona
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TEMPO |
ATLETA |
NAZIONALITÀ |
LUOGO |
DATA |
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1) 2h02’57” |
Dennis Kimetto |
KEN |
Berlino |
28.09.2014 |
|
2) 2h03’13” |
Emmanuel Mutai |
KEN |
Berlino |
28.09.2014 |
|
3) 2h03’23” |
Wilson Kipsang Kiprotich |
KEN |
Berlino |
27.09.2013 |
|
4) 2h03’38” |
Patrick Makau Musyoki |
KEN |
Berlino |
25.09.2011 |
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5) 2h03’59” |
Haile Gebrselassie |
ETH |
Berlino |
28.09.2008 |
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6) 2h04’15” |
Geoffrey Mutai |
KEN |
Berlino |
30.09.2012 |
|
7) 2h04’16” |
Dennis Kimetto |
KEN |
Berlino |
30.09.2012 |
|
8) 2h04’23” |
Ayele Abshero |
ETH |
Dubai |
27.01.2012 |
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9) 2h04’27” |
Duncan Kibet |
KEN |
Rotterdam |
05.04.2009 |
|
10) 2h04’27” |
James Kwambai |
KEN |
Rotterdam |
05.04.2009 |
2. Migliori prestazioni mondiali femminili sulla maratona
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TEMPO |
ATLETA |
NAZIONALITÀ |
LUOGO |
DATA |
|
1) 2h15’25” |
Paula Radcliffe |
GBR |
Londra |
13.04.2003 |
|
2) 2h18’20” |
Liliya Shobukhova |
RUS |
Chicago |
09.10.2011 |
|
3) 2h18’37” |
Mary Keitany |
KEN |
Londra |
22.04.2012 |
|
4) 2h18’47” |
Catherine Ndereba |
KEN |
Chicago |
07.10.2001 |
|
5) 2h18’58” |
Tiki Gelana |
ETH |
Rotterdam |
15.04.2012 |
|
6) 2h19’12” |
Mizuki Noguchi |
JAP |
Berlino |
15.09.2005 |
|
7) 2h19’19” |
Irina Mikitenko |
GER |
Berlino |
28.09.2008 |
|
8) 2h19’36’’ |
Deena Kastor |
USA |
Londra |
23.04.2006 |
|
9) 2h19’39’’ |
Sun Yingjie |
CHN |
Pechino |
19.10.2003 |
|
10) h19’50” |
Edna Kiplagat |
KEN |
Londra |
22.04.2012 |
3. Evoluzione della migliore prestazione mondiale maschile sulla maratona
|
TEMPO |
ATLETA |
NAZIONALITÀ |
LUOGO |
DATA |
|
2h55’18”4 |
Johnny Hayes |
USA |
Londra |
24.07.1908 |
|
2h52’45”4 |
Robert Fowler |
USA |
Yonkers |
01.01.1909 |
|
2h46’52”6 |
James Clark |
USA |
New York |
12.02.1909 |
|
2h46’04”6 |
Albert Raines |
USA |
New York |
08.05.1909 |
|
2h42’31” |
Frederick Barrett |
GBR |
Londra |
26.05.1909 |
|
2h38’16”2 |
Harry Green |
GBR |
Londra |
12.05.1909 |
|
2h36’06”6 |
Alexis Ahlgren |
SWE |
Londra |
31.05.1913 |
|
2h32’35”8 |
JohannesKolehmainen |
FIN |
Antwerp |
22.08.1920 |
|
2h29’01”8 |
Albert Michelsen |
USA |
Port Chester |
12.10.1925 |
|
2h27’49” |
Fusashige Suzuki |
JAP |
Tokyo |
31.03.1935 |
|
2h26’44” |
Yasuo Ikeaka |
JAP |
Tokyo |
03.04.1935 |
|
2h26’42” |
Kitei Son |
JAP |
Tokyo |
03.11.1935 |
|
2h25’39” |
Yun Bok Suh |
KOR |
Boston |
19.04.1947 |
|
2h20’42”2 |
James Peters |
GBR |
Chiswick |
14.06.1952 |
|
2h18’40”2 |
James Peters |
GBR |
Chiswick |
13.06.1953 |
|
2h18’34”8 |
James Peters |
GBR |
Turku |
04.10.1953 |
|
2h17’39”4 |
James Peters |
GBR |
Chiswick |
26.06.1954 |
|
2h15’17” |
Sergey Popov |
GBR |
Stoccolma |
24.08.1958 |
|
2h15’16”2 |
Abebe Bikila |
ETH |
Roma |
10.09.1960 |
|
2h15’15”8 |
Toru Terasawa |
JAP |
Beppu |
17.02.1963 |
|
2h14’28” |
Leonard Edelen |
USA |
Chiswick |
15.06.1963 |
|
2h13’55” |
Basil Heatly |
GBR |
Chiswick |
13.06.1964 |
|
2h12’11”2 |
Abebe Bikila |
ETH |
Tokyo |
21.10.1964 |
|
2h12’00” |
Morio Shigematsu |
JAP |
Chiswick |
12.06.1965 |
|
2h09’36”4 |
Derek Clayton |
AUS |
Fukuoka |
03.12.1967 |
|
2h08’33”6 |
Derek Clayton |
AUS |
Antwerp |
30.05.1969 |
|
2h08’13” |
Rob De Castella |
AUS |
Fukuoka |
06.12.1981 |
|
2h08’05” |
Steve Jones |
GBR |
Chicago |
21.10.1984 |
|
2h07’11” |
Carlos Lopes |
POR |
Los Angeles |
20.04.1985 |
|
2h06’50” |
Belayneh Dinsamo |
ETH |
Rotterdam |
17.04.1988 |
|
2h06’05” |
Ronaldo Da Costa |
BRA |
Berlino |
20.09.1998 |
|
2h05’42” |
Khalid Khannouchi |
MOR |
Chicago |
24.10.1999 |
|
2h05’38” |
Khalid Khannouchi |
USA |
Londra |
14.04.2002 |
|
2h04’55” |
Paul Tergat |
KEN |
Berlino |
28.09.2003 |
|
2h04’26” |
Haile Gebrselassie |
ETH |
Berlino |
30.09.2007 |
|
2h03’59” |
Haile Gebrselassie |
ETH |
Berlino |
28.09.2008 |
|
2h03’38” |
Patrick MakauMusyoki |
KEN |
Berlino |
25.09.2011 |
4. Evoluzione della migliore prestazione mondiale femminile sulla maratona
|
TEMPO |
ATLETA |
NAZIONALITÀ |
LUOGO |
DATA |
|
3h40’22” |
Violet Piercy |
GBR |
Chiswick |
03.10.1926 |
|
3h37’07” |
Merry Lepper |
USA |
Culver City |
16.12.1963 |
|
3h27’45” |
Dale Greig |
GBR |
Ryde |
23.05.1964 |
|
3h19’33” |
Mildred Sampson |
NZL |
Auckland |
21.07.1964 |
|
3h15’22” |
Maureen Wilton |
CAN |
Toronto |
06.05.1967 |
|
3h07’26” |
AnniPede-Erdkamp |
GFR |
Valdniel |
16.09.1967 |
|
3h02’53” |
Caroline Walker |
USA |
Seaside |
28.02.1970 |
|
3h01’42” |
Elizabeth Bonner |
USA |
Filadelfia |
09.05.1971 |
|
3h00’35” |
Sara Mae Berman |
USA |
Brockton |
30.05.1971 |
|
2h46’30” |
Adrienne Beames |
AUS |
Werribee |
31.08.1971 |
|
2h46’24” |
Chantal Langlace |
FRA |
Neuf Brisach |
27.10.1971 |
|
2h43’45”5 |
Jacqueline Hansen |
USA |
Culver City |
01.12.1974 |
|
2h42’24” |
Liane Winter |
GFR |
Boston |
21.04.1975 |
|
2h40’15”8 |
Christa Vahlensieck |
GFR |
Dulmen |
03.05.1975 |
|
2h38’19” |
Jacqueline Hansen |
USA |
Eugene |
12.10.1975 |
|
2h35’15”4 |
Chantal Langlace |
FRA |
Oyarzun |
01.05.1977 |
|
2h34’47”5 |
Christa Vahlensieck |
GFR |
Berlino Ovest |
10.09.1977 |
|
2h25’41” |
Grete Waitz |
NOR |
New York |
26.10.1980 |
|
2h25’28”74 |
Allison Roe |
NZL |
New York |
25.10.1981 |
|
2h22’43” |
Joan Benoit |
USA |
Boston |
18.04.1983 |
|
2h21’06” |
Ingrid Kristiansen |
NOR |
Londra |
20.04.1985 |
|
2h20’47” |
Tegla Loroupe |
KEN |
Rotterdam |
19.04.1998 |
|
2h20’43” |
Tegla Loroupe |
KEN |
Berlino |
26.09.1999 |
|
2h19’46” |
Naoko Takashaki |
JAP |
Berlino |
30.09.2001 |
|
2h18’47” |
Catherine Ndereba |
KEN |
Chicago |
07.10.2001 |
|
2h17’18” |
Paula Radcliffe |
GBR |
Chicago |
12.10.2002 |
|
2h15’25” |
Paula Radcliffe |
GBR |
Londra |
13.04.2003 |
FONTI: www.gazzettadellosport.it – www.fidal.it – 4Marathon, n° 1/2014 – www.iaaf.org.


