Ora che l’ho corsa pure io e che finalmente conosco i motivi del perché viene definita tale, posso pienamente confermarlo! Credo di poterla classificare senza dubbio ai primi posti fra le ultramaratone piu’ dure in assoluto che abbia mai affrontato finora, roba che il Passatore a confronto e’ una passeggiatina di salute (e non esagero)! Infatti non a caso ho impiegato un sacco di tempo a concluderla (piu’ che altro perché era la prima e non sapevo bene cosa aspettarmi, quindi la saggezza una volta tanto ha prevalso), ma sono felice lo stesso del risultato, anche considerando il fatto che su circa 264 iscritti ne sono giunti al traguardo solo 184, ed e’ una grande soddisfazione per una ultramaratoneta ancora giovane come me essere riuscita ad arricchire il proprio medagliere con una delle ultra più dure e conosciute sia in Italia che in Europa.
In attesa del sunto vero e proprio sull’esperienza che scriverò a breve, faccio un “mini-sunto” per spiegare meglio i dettagli della gara a chi non sa di cosa sto parlando.
La 100 km di Asolo è una ultramaratona di straordinaria bellezza paesaggistica e anche di grande importanza storica: infatti, partendo alle due del pomeriggio dal pittoresco paesino di Asolo situato a 80 metri di livello dal mare, si sale gradualmente fino ad arrivare ai 1.784 metri del Monumento ai caduti della prima Guerra Mondiale, il famoso “Ossario”, situato sulla cima del monte Grappa.
Esso è un luogo “sacro” e simbolico, dove l’aria è intrisa di Storia e ci racconta di battaglie e di milioni di caduti in nome di una Patria che forse non lo meritava (e non lo merita neanche adesso). Arrivati sulla cima del Grappa si è a metà percorso e da li si deve ridiscendere, percorrendo gli ultimi 50 km quasi tutti per l’appunto in ripida discesa, forse più impegnativa della salita iniziale, ma con alcuni strappi nuovamente in salita verso il tratto finale.
Un percorso quindi davvero molto tecnico e selettivo, da saper gestire bene, dovuto sia al notevole dislivello, con salite anche del 24% di pendenza (come il “Salto della Capra”), ma anche al repentino cambio di temperature alle diverse quote. Infatti è opportuno munirsi di un cambio pesante per la notte, dato che mano a mano che si sale le temperature scendono di parecchio rispetto al giorno (in ciò i partecipanti sono facilitati dai tre punti di cambio posti sul percorso, rispettivamente al 38esimo, 50esimo e 75esimo km). In conclusione, è sicuramente una gara da provare per ogni ultramaratoneta che si rispetti, specie per quelli convinti che la 100 km più dura sia quella del Passatore!
Rispetto a quest’ultimo, è molto meno gettonata e se avete letto bene ciò che ho scritto ne capirete facilmente il motivo. A me personalmente è piaciuta molto, nonostante la durezza del percorso; purtroppo mi rendo conto di averla un po’ sottovalutata, commettendo alcuni errori, tipo quello di non aver dormito e di non essermi alimentata a sufficienza il giorno prima; errori stupidi che poi ho ripagato in gara con crisi di sonno e di fame (mai avute in nessun’altra ultra, alle stesse condizioni).
Ora che so cosa mi aspetta, ho già deciso che il prossimo anno ci tornerò più riposata e soprattutto preparata, poiché questa non è assolutamente una ultra da prendere alla leggera, anzi!
È una gara da onorare e rispettare, da affrontare con la massima serietà ed umiltà, poiché non fa sconti a nessuno (e lo dimostrano i tanti nomi eccelsi di esperti ultramaratoneti che si sono dovuti ritirare), quindi in futuro la preparerò come si deve e se riesco cercherò anche di chiuderla con paio d’ore in meno. Intanto questa è già la mia seconda 100 km del 2016 e posso ritenermi soddisfatta…come sempre è stato uno splendido viaggio, una fantastica avventura, resa ancora più bella e memorabile dal fatto di averla corsa tutta assieme al mio Spagnolito che non perde mai occasione per aiutarmi e sostenermi. Non so proprio come farei (e come ho fatto finora) senza di lui, è una persona davvero eccezionale, un Animo puro e nobile con un Cuore immenso, e ogni giorno ringrazio il Cielo per avermelo fatto incontrare.
Ovviamente un caloroso ringraziamento va anche a tutti coloro che ogniqualvolta devo correre una ultra impegnativa come questa si preoccupano di farmi sentire il loro affetto e il loro sostegno a distanza tramite messaggi e telefonate: non avete idea dell’energia che in tal modo riuscite a trasmettermi e quindi un GRAZIE sincero di cuore anche a tutti voi è doveroso, siete unici e preziosi!
Sperando che abbiate apprezzato il “mini-sunto” e in attesa di quello ufficiale con tanto di foto sul percorso…auguro a tutti un buon inizio di settimana!



