La mia 50 km dello Zerbion. Freccette gialle e freccette rosse.

002Oggi si corrono in contemporanea le 12, 14, 20 e 34 km, camminate a passo libero “ludico motorie”, e la 5^ Alpemarathon dello Zerbion, maratona alpina competitiva, possibile anche nella versione non competitiva come le camminate precedenti.

Partiamo da Bologna sabato mattina con SuperMario Ferri e Angelo Squadrone, socio del Club in piena attività nonostante 85 primavere sonanti. Chi volesse saperne di più, legga il suo profilo alla pagina di questo sito https://www.clubsupermarathon.it/di-angelo-squadrone.html.

Prima di arrivare a Chatillon, visitiamo Forte di Bard, complesso fortificato medioevale situato all’imbocco della Val d’Aosta sulla rocca che sovrasta il Borgo di Bard. Ristrutturato di recente in “polo culturale delle Alpi occidentali” (oggi, una mostra su Picasso), è dotato di moderni ascensori e trenini a cremagliera per l’accesso in sommità. Un gioiello che, da solo, vale una visita nella Valle.

003I percorsi delle 34 e 42 coincidenti nella prima metà, si differenziano nella seconda. L’organizzazione raccomanda di seguire le freccette gialle per la maratona e quelle rosse per la 34. Al 19^ km siamo in vetta. Nella successiva discesa, una carrareccia formata da due sentieri brecciosi laterali separati da una striscia erbosa centrale, corro con il freno a mano tirato per non rischiare di cadere. Al 22^ km inizia la strada asfaltata. Memore del mio passato giovanile da discesista e visto che le gambe girano ancora bene, mollo il freno e mi lascio andare. Al 26^ km incontro un addetto fermo ad un bivio verso sinistra, intento a rilevare i pettorali dei partecipanti. Lo saluto con un rapido cenno, correndo sempre a rotta di collo per la strada principale. Una ventina di minuti dopo, la prima ombra di dubbio, che si fa più consistente quando vedo solo freccette rosse. Sopraggiunge una ragazza senza pettorale e il dubbio diventa certezza: questo è il percorso della 34, il bivio per la maratona era oltre quattro chilometri prima! Recito il mea culpa per la sbadataggine nell’aver perso di vista le freccette gialle. Ma anche quell’addetto però!! Sono frastornato. Mi riprendo solo dopo aver lanciato le solite carinerie: vffncl prcpttn e vi risparmio le altre. Sono trascorse 3 ore e 40. Quando dopo 50 minuti di ripida salita raggiungo il bivio, il volontario è ancora lì. Osservando il pettorale, segnala di averlo già appuntato sul suo taccuino. Alla mia domanda perentoria del perché non mi abbia indicato di girare a sinistra, apre la bocca senza esser capace di rispondere. Lo lascio con la bocca ancora aperta e corro via, questa volta nella direzione indicata dalle freccette gialle.

Qualche chilometro dopo, un altro addetto a cui racconto la mia triste storia confessa di non sapere nemmeno lui chi corra la maratona e chi no. Ma come?? E i pettorali? È la conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, della mancanza di formazione e informazione di alcuni volontari.

004Arrivo quasi ultimo in 7 ore e 35. Salgo sul palco dove sono in corso le premiazioni e chiedo il microfono per una comunicazione. Racconto con tono drammaticamente umoristico le mie peripezie e concludo con queste parole: “Ho corso la 1^ 50 km dello Zerbion. Nonostante sia stato l’unico partecipante, ho vinto con pieno merito. Mi aspetto ricchi premi e cotillon”. Il patron Mario Blatto si congratula. Stringendomi calorosamente la mano, mi consegna una bottiglia di Elixir Génépy della Ottoz, marchio simbolo del prodotto tipico valdostano. Dopo una bella doccia (gelata) si torna a casa. Arrivederci al prossimo anno.

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