La mia 6 ore di Ascoli Satriano (FG)

Ad ogni piè sospinto, si trovano tombe risalenti al V-IV-III-II sec.a.c., con corredi funerari di altissima qualità, dove i tombaroli spesso sono arrivati per primi. L’assessore allo sport è orgoglioso: “Archeologia Viva ha dedicato ben 10 pagine ai nostri tesori. Il J. Paul Getty Museum ci ha restituito il Trapezophoros ed il Podanipter, dopo lungaggini burocratiche ed un forte esborso economico”. Il Trapezophoros (sostegno per mensa con due grifi che azzannano un cervo) ed il Podanipter (bacino rituale con all’interno la scena del trasporto delle armi forgiate da Efesto per Achille su richiesta della madre Teti) sono esposti nel Museo Civico insieme ad altre “policromie del sublime”.

Chiarite le idee sulla città, si può parlare d’altro. Ascoli S., che ha organizzato la sua prima 6 ore il 23/12/2012, ha 6300 abitanti ed è situata a 393 m.l.m., laddove il Tavoliere, nel procedere verso l’interno, s’innalza nei primi Monti Dauni, che fanno parte del Subappennino pugliese.

foto 2Non poteva che essere impegnativo il circuito offerto ai 117 concorrenti, disposta com’è su tre colli dominanti la valle del fiume Carapelle. Poco più di 800 m, cioè la distanza per salire dall’ampia piazza della partenza-arrivo all’imponente castello e ritorno dalla parte opposta, dopo un susseguirsi di strettoie, slarghi, curve a gomito, salite e discese di tutti i tipi e qualche rettilineo.

I 44 iscritti alla mezza maratona devono sciropparsi 25 giri per un totale di 21,5 km; i 16 della maratona, 49 giri per un totale di 42,140 km; i 57 della sei ore, tutti quelli che riescono a completare. Viene spiegato chiaramente che saranno conteggiati soltanto i giri interi; non ci sarà la misurazione dei metri dell’ultimo giro.

Fa freddo; il cielo è terso ed offre un panorama immenso sugli Appennini da una parte, sulla seconda pianura più vasta d’Italia dall’altra.

Data la giornata festiva e la temperatura rigida, la città dorme ancora alle 9:30. Quando la massa dei partecipanti irrompe nelle tortuose vie, qualche persiana accenna timidamente ad aprirsi. Gradualmente, gli ascolani si riversano nella piazza e guardano stupiti coloro che hanno rotto la loro quiete e la monotonia della loro giornata.

Nella mente degli atleti frullano due linee di pensiero.

1) Corriamo da un anno e siamo allenati; questa sei ore impegnativa giunge nel momento più opportuno.

2) Corriamo da un anno e siamo stanchi; questa sei ore così dura non ci voleva in questo momento.

La loro mente ha pensieri diversi, ma le loro gambe, che non pensano, corrono allo stesso modo. Le distingue soltanto la frequenza del passo, inversamente proporzionale alla distanza che si sono proposte di correre.

foto 3Un’ora è trascorsa. “E’ il momento di scattare un po’ di foto, altrimenti mi perdo quelli della mezza maratona”, penso. “Poi, voglio cimentarmi, con la mia macchinetta low cost, a ritrarre corridori in movimento”. La estraggo dallo zaino, e per un intero giro scatto un centinaio di foto, riprendendo i concorrenti nei punti più significativi del percorso. Impiego un’ora e mezza per percorrere gli 800 m. “Rischio di non riuscire a coprire nemmeno la distanza della maratona”, mormoro fra di me. La rimetto nello zaino e comincio a correre seriamente, riuscendo a farcela per il rotto della cuffia.

Francesco Milella vince la maratonina in 1:21:49, al secondo posto Giuseppe Bellebuono in 1:25:38, al terzo posto Fabio Ricci in 1:29:58. Fra le donne 1) Marilena Di Nanni 2:28:25, 2) Monica Di Bitonto 2:28:52.

Mentre gli altri atleti continuano, seppure più lentamente, a girare, gli ascolani che erano usciti da casa con le mani vuote, se ne ritornano carichi di pacchi natalizi.

La gara della maratona e della sei ore si concludono quasi contemporaneamente, avendo buona parte dei maratoneti sfruttato tutto il tempo disponibile.

Vince la maratona Ignazio Antonacci in 3:31:37, 2) Riccardo Loconte 3:35:25, 3) Giuseppe Teofilo 3:59:32. Fra le donne: 1) Anna Maria Elisa Brunetti 4:41:22, 2) Maria Cassano 5:12:33.

Nella 6 ore 1) Pierluigi Gianni 64,500 km, 2) Antonio Nogarotto 60,200 km, 3) Leonardo Morcone 59,340. Fra le donne: 1) Pasqualina Losurdo 54,180 km, 2) Antonietta Iacola 51,600 km, 3) Angela Gargano e Roberta Dalba ex aequo 49,020 km.

Alle 15:38, finisce la gara che è costata non più del prezzo di qualche pettorale della maratona di New York. Quando si ha voglia di correre, lo si può fare con molto poco in tutto il mondo. E’ l’inutile contorno che fa lievitare i costi.

Mentre dalla collina scendevo verso il Tavoliere, il sole cominciava a tramontare in questa che è una delle più corte giornate dell’anno, colorando di rosso i Monti della Daunia. “Rosso di sera, buon tempo si spera”. Domani è la vigilia di Natale. Che non sia buono solo il tempo atmosferico! Che ci siano altre speranze!

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