Conosco tutto di questo percorso: le salite e le discese, gli scorci dei paesini, il panorama, le colline, il mare, i diversi traguardi che si sono succeduti negli anni: dall’arco in piazza, al porto, alla Rocca.
Su queste strade ho fatto il mio record personale di 3 ore 40 minuti, stupendo tutti e in primis me stessa, e la mia peggiore prestazione (a dimostrazione che le variabili in maratona sono tantissime) e conservo tutte le medaglie che qui ho conquistato, essendo questa gara valevole come campionato regionale individuale Conservo anche le ceramiche, dai vasi al portapenne, che abbelliscono il mio studio… anche esse parlano della “Barchi-Fano”.
Ricordo tutte le volte che mi ha accompagnato mio marito e abbiamo riempito la nostra capiente macchina di altri atleti marchigiani con cui condividere questa splendida avventura. Soprattutto ho nel cuore due edizioni: in modo particolare la maratona che ho corso con mio figlio (lui è arrivato prima di me come è giusto che sia) e quella che ho corso con mio fratello, che oggi purtroppo non c’è più. Con loro ci siamo misurati non solo sulla distanza, ma anche e soprattutto sulla volontà di riuscire
La mia Collemar-athon c’è stata anche quest’anno perché, rivisitando medaglie, foto, ricordi… ho ricorso tutte e 14 le edizioni a cui ha partecipato. A volte la fantasia si nutre di distanze impercorribili.
Cinzia Spataro
3 maggio 2020









