2020 – LA MIA MARATONA DEL GIRO DEL “LAGO DORATO” (O DEI GIRI DEL MIO PARCHEGGIO)????

non c’è nessuno!!! Non c’è il tavolo del ristoro finale; ah già, ma la gara è in autosufficienza quindi niente prelibatezze finali, ti devi arrangiare; non c’è Paolo, il Presidente del Club Super Marathon con l’immancabile megafono; non c’è il fotografo ufficiale (che sarebbe poi sempre l’arrotino); non ci sono atleti, addobbi, striscioni pubblicitari; non c’è nulla! Adesso che ci penso, anche durante il tragitto in auto da Milano, via autostrada, non ho incontrato una macchina……. Porca puzzola, vuoi dire che a causa del corona virus c’era ancora l’obbligo di stare a casa e io ho trasgredito alla regola?? Che fare??? Pazienza, ormai sono qui e la mia maratona la corro…..

Alle 9.00 in punto, parto…… rigorosamente da solo, in direzione di Orta San Giulio e tra me e me penso: vuoi dire che oggi riesco a vincere la mia prima maratona?? (sempre che non mi ritiri prima del traguardo)…

Da Orta San Giulio partono i battelli per l’unica isola del lago: l’isola di San Giulio, con la sua Basilica di San Giulio, appunto, e l’Abbazia Mater Ecclesiae. Su questa splendida isola è ambientato il romanzo breve dello scrittore Gianni Rodari: C’era due volte il barone Lamberto, ovvero, I misteri dell’isola di San Giulio. Tra l’altro, proprio nel 2020, ricorre il centenario della nascita dello scrittore, nativo di Omegna.

Anche il cinema ha messo piede sull’isola: qui, infatti, sono state girate molte scene del film “La Corrispondenza”, di Giuseppe Tornatore.

Che bello, la strada provinciale che costeggia il lago è deserta, non una macchina, non una moto, nessuno che passeggia. Solo io che corro, solitario. Mai successo! Ma ecco che, avanti un centinaio di metri, vedo una figura, un omone barbuto con un viso da bonaccione, vestito tutto di bianco. Più mi avvicino, riconosco in quella figura il grande chef napoletano Antonino Cannavacciuolo. Proprio davanti al suo ristorante all’interno dell’hotel di lusso Villa Crespi. Incredibile, e chi lo avrebbe mai detto…..Arrivo ad un paio di metri da lui, mi accoglie con un generoso applauso e mi invita a fermarmi per concedermi un meritato ristoro. La gara è in autosufficienza, ma chi se ne frega! Lo so, è un po’ troppo presto, ma come si può rinunciare a quel ben di Dio che aveva preparato su una tavola imbandita, tutta per me: antipasto di mare caldo e freddo, spaghetti con vongole veraci, 2 babà imbevuti di rum, una caraffa di prosecco, caffè. Al termine mi chiede se desidero anche un bicchiere di limoncello. A malincuore, rispondo: “no, grazie chef, ma durante la gara non bevo super alcolici (già, ma i babà cos’erano)… e devo percorrere ancora circa 35 km.” Mi alzo dalla tavola, lo ringrazio e, un po’ appesantito, riprendo la mia corsa. Sono solo al 6° km, ma il tempo limite per concludere la gara è di 24 ore, quindi…..

Saranno stati i babà al rum o il prosecco, non saprei, ma sto correndo di buona lena verso il fondo lago, guardando a nord. Sempre nessun’ auto o altro lungo strada. Intravedo Omegna. La raggiungo in che men non si dica. Mi trovo lungo la passeggiata sulla Nigoglia , un piccolo fiume emissario del lago, famoso perché è l’unico in Italia che scorre verso nord…..

Purtroppo altri ristori non ne ho incontrati e ne sento l’esigenza. Ah, già, ma è una gara in autosufficienza….Da Omegna inizia il ritorno verso il luogo di partenza costeggiando la sponda occidentale del lago. O quasi…..

Infatti, a Bagnella, una frazione di Omegna, noto una deviazione del percorso. Da qui inizia infatti la salita verso Nonio, conosciuto come il paese dei gatti. Ma anche qui, gatti non ne vedo. Vuoi dire che anche loro stanno rispettando l’ordinanza di “io#resto#a#casa”?? Ho letto su qualche rivista che sopra Nonio c’è una piccola radura con al centro un faggio a forma di ombrello. Bene, questo albero è nella lista degli alberi secolari e sembra un enorme bonsai….Vorrei tanto allungare il percorso per andarlo ad ammirare, ma le energie cominciano a scarseggiare.

Ancora qualche chilometro ed inizio la discesa verso Pella. Auto, moto, persone, sempre niente. Ma anche ristori……neanche l’ombra. Ah, già, dimentico sempre che la gara è in autosufficienza; ma dopo il ristoro di Cannavacciuolo, mi aspettavo qualcosa di simile anche sulla via del ritorno. Giusto per una merenda…..

Ecco Pella! So che il lido di Gozzano, il traguardo, dista poco più di 6 km. Percorrendo il lungolago passo davanti alla chiesa romanica di S. Filiberto, la più antica della sponda occidentale del lago. Ed eccolo, in lontananza, il lido. Mi sembra di non vedere ombrelloni aperti; eppure la giornata è bella soleggiata, anche se leggermente ventilata che, per correre è l’ideale. Arrivo, finalmente, a Gozzano. Il lido è sempre deserto e infatti ad aspettarmi non trovo nessuno. Il parcheggio è vuoto. Mi convinco ormai che, senza dubbio, nessuno oggi è arrivato sin qui e nessuno, a parte il sottoscritto, è partito da questo splendido posto per percorrere il giro del Lago Dorato.

Rientro con la mia auto verso il capoluogo lombardo, convincendomi ormai di aver infranto le regole imposte dai vari decreti a causa di questo malefico virus. Fortunatamente, arrivo a destinazione senza incontrare posti di blocco.

A questo punto, spero di rivedere gli amici che incontravo ogni domenica in giro per il Belpaese, il 1° di agosto sempre qui al lido di Gozzano, in occasione della 7° edizione della 10 in 10 e della 1° edizione della 20 in 20 del “Lago Dorato”. Sperem!……

Un abbraccio a tutti e ……….a presto

Maurizio

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