La mia Maratona delle Terre Verdiane 2013

A Bologna, nel cambiare treno, sono entrato in contatto con la temperatura gelida, mentre prima, rintanato nello scompartimento, erano stati i colori a catturare la mia attenzione.

Camminando incerto per Fidenza innevata, mi sono convinto di aver intrapreso un inutile viaggio di 700 km. Tuttavia, mi sono ben guardato dal telefonare a Chittolini che, pur conoscendolo di vista, immaginavo quale sarebbe stata la sua risposta.

foto 2Prima di addormentarmi, affacciandomi alla finestra, una spessa coltre bianca aveva reso tutt’uno strade e marciapiedi. E continuava a nevicare!

Prima la politica, poi il gelo e la neve. No! Non poteva andare tutto storto. Non poteva essere stata ordita una congiura contro la maratona delle terre verdiane, proprio nel bicentenario della nascita del grande Maestro.

Domenica mattina, certamente non è stato Chittolini a far smettere di nevicare, ma è stato frutto del suo lavoro il trovare strade spalate, indicazioni solidamente impiantate nel terreno e volontari al loro posto lungo il percorso.

Alla partenza, le musiche più eccitanti del contadino di Busseto riempivano i vasti spazi del Fidenza Village, riscaldavano gli animi e scioglievano anche la neve assiepata lungo i bordi.

Sono stati 42 km percorsi in un paesaggio similsiberiano, in cui il candore della neve uniformava cielo, terra, case ed alberi. A rompere la monotonia, ci pensavano i campanili svettanti, il passaggio alla Rocca di Fontanellato e nel castello di Soragna.

La musiche verdiane sono tornate alla ribalta soltanto in prossimità della casa natale di Roncole. Poi niente più, nemmeno all’arrivo, dove non sarebbe stato problematico impiantare un altoparlante.

foto 3La 16^ maratona delle terre verdiane ha battuto la politica, ha sconfitto il freddo e la neve del generale inverno, ma ha fatto ben poco per la musica di Verdi, che è stata sempre poco presente in tutte le edizioni.

Sia ben chiaro, tutto è relativo! Quando ero piccolo, al mio paese, durante le feste patronali, si rappresentavano in piazza opere liriche intere. Tutti stavano in piedi, quasi sull’attenti, ad ascoltarle in religioso silenzio. Erano contadini provati dal lavoro e dal sole, molti non avevano neppure la licenza elementare, ma Verdi, Puccini, Mascagni, Leoncavallo ecc. li conoscevano a memoria.

Quando ho corso la prima edizione della maratona, ero convinto che le musiche verdiane sarebbero risuonate incessanti. Immaginavo, lungo le strade, nelle piazze, dai balconi, dalle finestre, tutti avrebbero acceso un mangianastri, un giradischi di fortuna, oltre naturalmente ai mezzi sofisticati dell’organizzazione. Non dico che non ci sia stata, ma nella terra natale era ragionevole aspettarsi di più.

In tutti i modi, non si finirà mai di lodare la tenacia con cui Chittolini ha realizzato questa edizione. Dicono che, per essere in forma al momento giusto, si sia sottoposto ad un intervento chirurgico all’anca a tempo debito.

Il mio viaggio di ritorno è stato l’esatto contrario di quello dell’andata. Pioggerellina e nevischio a Fidenza, ma già a Bologna il cielo volgeva al bello ed il sole riflettendosi sulla neve le conferiva un colore azzurrino. Procedendo verso sud, la neve è scomparsa. Poi la notte ha reso tutte le cose di uno stesso colore.

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