La mia Maratona di Cagliari 2013

Ci sono volute ben 559 maratone/ultra per scoprire il segreto. Era ora! “Quanto è lunga una maratona?”, mi sono chiesto mentre ero in attesa del via. “42,195 km”. “E cosa sono rispetto ai 100 km di Seregno?”. “Una nullità!”. “Quanto si impiega a concludere 42,195 km?”. “Quattro, quattr’ore e trenta”. “E cosa sono rispetto alle mie 12:53:39 di Seregno?”. “Una fumata di sigaretta!”. Vi assicuro che la maratona di Cagliari è stata per me una passeggiata. Ecco, ho trovato! Il miglior antidoto alla fatica della maratona è correre una 100 km la settimana prima!

foto 2Se poi ci sono altri ingredienti, le cose vanno ancora meglio. Giunto in albergo, non ho resistito al fascino di salire sulla scalinata della Basilica di Bonaria. Dall’alto, ho avuto una visione della bellezza della città ed, indirettamente, un’idea di come sarebbe stata la maratona.

Secondo i profondi studi di un grande esperto, la maratona sarda è molto veloce e si colloca al terzo posto nella speciale classifica sui tempi medi realizzati dagli atleti classificati, con una media di 3:44:10 (3:42:33 per gli uomini, 3:57:14 per le donne). Poi, si va a vedere il regolamento e si scopre che il tempo limite è di 5 ore. Non poteva essere diversamente, quando le altre gare concedono 6, 7, 8 ore!

Anche a Cagliari sono mattinieri. La partenza viene data alle ore 8:30 presso lo stadio di atletica; non lontano dal Sant’Elia, costruito dopo la conquista dello scudetto.

Tutta cittadina la prima parte del percorso, che si presenta scorrevole e lineare nonostante in essa si concentrino gli unici, modesti dislivelli e quasi tutte le 52 curve. Cagliari mette in mostra gli ampi viali, le larghe strade, le tipiche vie del quartiere Marina ed il fronte porto. Niente da fare! Nel Castello non si entra! La maratona vuole conservare la specificità della velocità, per cui si debbono ammirare da lontano gli spalti e le torri della città-fortezza situata sul colle. Previgente, il Castello, cioè la parte più antica della città, l’avevo visitata il giorno prima, godendo di squarci panoramici immensi.

foto 3Al 21° km, si torna nella zona partenza-arrivo, dove si conclude la mezza maratona. I maratoneti se ne vanno dalla parte opposta alla città, verso il mare, gli stagni e i parchi naturali, che rendono questa seconda parte del tracciato simile ad un’ecomaratona.

Si corre su una pista ciclabile costeggiata dal canale che alimenta le saline. Poco dopo, l’immensa distesa di acqua immobile me la ritrovo vicinissima sulla mia destra. Alla mia sinistra dovrei scorgere lo stagno di Molentargius, ma per quanto, come un fenicottero, allunghi il collo, non riesco a vederlo. Le saline sono dismesse, e tutta la zona è stata trasformata in area protetta. Non più sullo stagno, continuo ad allungare il collo ma sulle saline, fino a quando non vengo premiato dalla visione di fenicotteri rosa.

Per un breve tratto, il percorso si allontana dal mare d’acqua per passare davanti al nuovissimo stadio di calcio Is Arenas, non agibile per guai giudiziari. Sembra che una parte dei fondi destinati al parco naturale siano stati dirottati sulla costruzione dello stadio, che non rispetterebbe, tra l’altro, tutte le norme di sicurezza.

La ricomparsa dello sterrato, che costeggia nuovamente le saline, mi fa dimenticare le storie d’ordinaria cattiva amministrazione.

Un forte vento m’investe, e mi rendo conto che il mare è vicino. Si gira intorno all’estremità delle saline che rimangono sulla mia destra, mentre offro il mio fianco sinistro al mare aperto. Mi trovo sulla bellissima pista ciclabile della famosa spiaggia “Poetto”. Tutta la mia attenzione si sposta ora sul mare azzurro, sulla sabbia bianca e sulle verdi colline che lo delimitano.

Sono gli ultimi 10 km del percorso. Il mio sguardo è puntato su quella collina che, per la strana forma, ha preso il nome di Sella del Diavolo, ai cui piedi si distende Marina Piccola. Lo stadio dell’atletica, dove è previsto l’arrivo, è da quelle parti.

Mentre il maestrale mi schiaffeggia, la maratona di Cagliari mi regala un’ultima emozione. Uno stormo di fenicotteri, collo lungo, corpo filiforme e grandi ali, attraversa il cielo.

Sufficienti i ristori, compensati ampiamente dall’abbondante pranzo post-gara rigorosamente sardo: gnocchetti, salsiccia arrostita sui carboni ardenti, pecorino, salame e frutta.

Oltre all’antidoto della fatica, ho scoperto che a Cagliari sanno organizzare una bella maratona.

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