La comunità ha reagito. I risultati già si vedono, pur prospettandosi la ricostruzione lunga e difficile.
Naturalmente, anche la comunità podistica s’è messa in moto. Lo scorso anno era stata celebrata la prima edizione della Maratona di Crevalcore. Era una neonata bisognosa di cure. In tempi attuali così difficili per lo sport, in cui anche maratone adulte non riescono a sopravvivere, quella scossa poteva essere letale.
Il terremoto ha dovuto fare i conti con la tempra dei maratoneti. Hanno trasformato quella scossa in energia, e le centinaia che sono seguite hanno prodotto energia a catena.
“La terra trema ma non ci piega” si legge da queste parti. Non vi sembra una di quelle frasi che frequentemente si vedono scritte sulle nostre magliette?
Ho sempre ritenuto eccessivo e retorico il concetto secondo il quale le difficoltà della maratona preparano a quelle della vita. Mi sbagliavo. Devo ringraziare Accorsi-Barchetti e compagni che mi hanno fatto ricredere.
Il sisma ha trovato di fronte non due maratoneti, ma due ultramaratoneti capaci di correre per sei giorni di seguito e stabilire primati nazionali. Ed io so, indirettamente, quali pene d’inferno bisogna superare!
Il loro carisma ha agito da calamita che ha attratto 800 atleti in un paese gradevole, ma pur sempre un piccolo centro della Bassa padana. Molti hanno aderito all’iniziativa di solidarietà: Speciali Pettorali 100 x 100 x Crevalcore. Non ho dati statistici ma, da assiduo frequentatore di gare, posso garantire che erano rappresentate tutte le regioni d’Italia.
Per 42 km, Monica ed Andrea ci hanno mostrato la loro sconfinata pianura, un mare di erba verde, zolle arate, filari di pioppi, campanili svettanti sulla nebbia, casolari di campagna, strade asfaltate e sterrate. E le ferite che il terremoto ha inferto al centro storico, che ha mantenuto l’impianto urbanistico ortogonale risalente al XIII secolo.
Lungo le strade abbiamo avuto calore. La palestra, adibita a centro maratona, è divenuta una grande casa in cui hanno mostrato il loro grande cuore.
L’amore ha caratterizzato tutta la manifestazione. “L’amore vince sempre” dice Andrea Accorsi. Il nostro sito ne ha colto appieno il significato corredando con immagini di coppie uno degli articoli dedicati a Crevalcore. L’amore è per sempre, l’opera di bene è perenne, mentre la medaglia, segno esteriore di ricompensa, è caduca.
Ha pure un preciso significato l’immagine della stazione ferroviaria di Crevalcore, insolita per una gara podistica, con cui abbiamo aperto l’articolo scritto da Claudio Bernagozzi. Essa è luogo di partenza dei treni. Appunto, dopo il terremoto la città è pronta per ripartire.






