La mia Maratona di Napoli 2013

La minuscola area espositiva fa bene a Piazza Plebiscito, che può conservare intatto il suo fascino: un vasto spazio arcuato in cui le curve ellittiche dei colonnati s’incontrano nella grande cupola, mentre il Palazzo Reale sembra fare da corda all’arco.

Uscito dal centro-maratona, incontro Alessio Nistri con signora, figlioletto, nonno e nonna, cui non posso fare a meno di scattare una foto di gruppo con la scenografica piazza come sfondo.

Nell’attigua Piazza Trento e Trieste, un profumo di antichi sapori mi cattura. Come un segugio ne seguo la scia, che mi porta direttamente al Gambrinus. Maratoneti conosciuti a Sabaudia avevano avuto più fiuto di me nel precedermi a gustare babà, pastiere e, soprattutto, sfogliatelle, la cui composizione a forma di cuore è simbolo di un delicato sentimento d’amore.

foto 2Il sabato sera napoletano non poteva non finire nell’antica pizzeria Brandi, dove è stata creata la prima pizza. Anche qui mi vedo anticipato da Ilaria Fossati e Nadia Tosi, una lombarda e l’altra romagnola (?) che dimostrano di saperla più lunga di me nello scovare locali caratteristici partenopei.

Con partenza alle ore 8:30, la maratona di Napoli si dimostra tra le più mattiniere d’Italia, che a loro volta sono meno pigre di quelle del nord Europa, dove il via viene dato non prima delle 11:00.

Le condizioni atmosferiche sono ideali, con sole, temperatura fresca ed assenza di vento. Nel cielo limpido, soltanto due nubi sfiorano il cratere del Vesuvio, dando l’impressione che fumi, come nelle più tradizionali rappresentazioni.

I primi 14 km del percorso, dopo i quali si ritorna in Piazza Plebiscito, luogo di partenza-arrivo, hanno ricevuto il battesimo in questa 15^ Edizione. Fanno conoscere la parte più antica, la Napoli verace di Via Toledo, Spaccanapoli, Via Duomo, Via S. M. di Costantinopoli. E’ un buon assaggio di vita napoletana e del degrado in cui versano i quartieri popolari ed i grandiosi palazzi baronali, vassalli di una monarchia perdente, in una città che l’Unità d’Italia ha assegnato un ruolo marginale, pur essendo stata una grande capitale. Che poi gli abitanti ci abbiano messo molto di proprio, questo è anche vero.

Non sono mancati monumenti di elevato livello artistico, come Santa Chiara, Gesù Nuovo e il Museo Archeologico Nazionale, che conserva una delle più imponenti raccolte di antichità del mondo. A differenza di altre istituzioni simili, sono tutte opere prodotte nel territorio; anzi molti musei sono pieni di opere d’arte trafugate da queste parti.

foto 3I restanti chilometri si sono dipanati lungo il percorso delle precedenti edizioni: Riviera di Chiaia fino a Mergellina e ritorno in Piazza Plebiscito al 21° km; di nuovo Riviera di Chiaia, poi Fuorigrotta, Mostra d’Oltremare e ancora Mergellina, Riviera di Chiaia, Piazza Plebiscito. Tutti luoghi noti.

I classificati della maratona sono stati 572, quelli della mezza maratona 936. Da apprezzare la rigidità nella consegna dei pettorali, negata a quelle Società non in regola con l’iscrizione Fidal, a meno che i tesserati non fossero disposti ad acquistare il cartellino giornaliero. Un problema che colpisce frequentemente le maratone che si svolgono nelle prime settimane dell’anno nuovo.

Ciò che ha falcidiato il numero dei classificati è stata la squalifica inflitta a quelli che non sono transitati su tutti i tappetini rilevatori di chip. Personalmente, non ho avuto difficoltà perché conoscevo il percorso, non ho fatto una gara veloce e non avevo gli occhi fissi sul cronometro, essendo solito guardare le indicazioni e quanto vi è intorno. Sostanzialmente, le indicazioni erano chiare; l’organizzazione può essere chiamata in causa soltanto in quella posta al 16,5 km, che andava meglio rimarcata. Erano molti i punti in cui la tentazione di ridursi alcuni chilometri era forte. La buona fede va concessa solo a qualcuno che ha sbagliato nel punto citato.

Dovevano esserci i pace maker delle 3:30, 4:00 e 4.30. Chi li ha visti? Ci voleva il binocolo per individuare quel piccolo numero posto sul dorso.

Il passaggio nella Mostra d’Oltremare senza le fontane zampillanti al ritmo della musica classica, come in altre edizioni, è stato deludente.

Le strade erano libere dal traffico automobilistico. I problemi li hanno creato i pedoni dal 38° km in poi. Su questo tratto di lungomare, approfittando della bella giornata, si è riversata tutta la città. Non c’era un solo volontario a regolare il via vai dei passanti. Del resto, cosa si poteva pretendere dalla gente che vedeva passare, ogni tanto, qualche stanco maratoneta!

La maratona maschile è stata vinta da Laalami Cherkaqui in 2:21:01, 2) Zain Jaquad 2:21:03, 3) Biwott Nicodemus 2:21:31.

La maratona femminile è stata vinta da Giangrandi Chiara in 2:57:53, 2) Capobelli Francesca 3:18:09, 3) Tosi Nadia 3:21:13.

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