LA MIA PIU’ GRANDE SODDISFAZIONE


Vedo per la prima volta il mitico Giorgio Calcaterra e poi anche l’atleta di
punta della mia provincia, Hermann Achmüller, accompagnatore dell’agenzia di
viaggi con la quale ho partecipato ad alcune maratone, tra cui N.Y, Berlino
e Atene.
Incredulo mi guarda e mi chiede se parteciperò… alla mia risposta
affermativa si inchina e come si usa da queste parti dice Respekt… Respekt.
Ormai quasi del tutto tranquilla sicuramente per l’incoscienza di chi non sa
cosa l’aspetta.
Pronti e via alle tre di pomeriggio sotto una pioggia battente.
Arrivo a Borgo San Lorenzo tutta zuppa ma felice… mi cambio completamente,
comprese le scarpe e per fortuna mi avvisano che stavo dimendicando il chip!
Poi tra sorrisi e un po’ di chiacchiere arrivo al cinquantesimo km e lì
vengo letteralmente agganciata da quello che da allora diventerà un caro
amico che mi ha fatto conoscere il club… Alessandro Melani.
Mi dice ora la fai con me… abbiamo lo stesso passo e ti consiglio di correre
la notte con qualcuno… Io testarda e riluttante gli dico no… corro da sola…
ma alla fine cedo e sarà un bene… chiacchierando o meglio ascoltando tutta
la sua vita… riesco a non pensare troppo alla fatica e anche fortunatamente
a perdere ogni tanto il conto dei km che inesorabilmente mancano.
Il ricordo va sicuramente al freddo, alla pioggia, al terribile mal di
schiena che mi ha accompagnato dal 65° km alla fine, ai fornitissimi
splendidi ristori con addirittura uova sode e tantissima coca cola che non
mi ha fatto pensare neppure per un momento al sonno.
Se devo riassumere questa gara posso dire che, atleticamente parlando, che è
la mia più grande soddisfazione di cui sono FIERA e ORGOGLIOSA.
Facendo un salto ai nostri giorni invece:
domenica corsetta/camminata con dislivello di 500 metri  con calma e come
sempre in solitaria. 18 km al caldo (che soffro) tra i laghetti della mia
Provincia. Per fortuna un po’ di fontanelle lungo il percorso per bere e
rinfrescarmi.
Tirare su e giù la mascherina ormai è percepito da tutti come disagio
soprattutto nei boschi dove la distanza non è quasi mai inferiore a quella
di sicurezza. Diventa però un segno di educazione come quello di salutarsi o
almeno fare un cenno con la testa.
Le orde di ragazzetti ammucchiati a prendere il sole senza nessuna
precauzione fanno dimenticare il periodo di impotenza, preoccupazione e
anche terrore che abbiamo trascorso in questi mesi. Possiamo essere
ottimisti? Si va verso un rapido miglioramento? Speriamo!
Un saluto a tutte/i  Maria Grazia

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