Senza dubbio queste persone conoscono il vero significato della parola “ospitalità “e il nostro soggiorno nella tranquilla località di Trboje, seppur breve, non poteva essere migliore di cosi.
Veniamo ora alla gara, la mia seconda 12 ore dopo quella di Cesano Boscone: se la prima era stata caratterizzata da freddo e pioggia ininterrotta, a far da padrone a questa è stato invece il grande, anzi grandissimo caldo, che ha costretto al ritiro molti fortissimi atleti (tra i quali la vincitrice femminile dello scorso anno, la fenomenale Neza).
Come già avevo scritto, l’organizzazione è stata veramente impeccabile: carina la festa pre-gara del venerdi sera con relativa consegna dei pettorali, molto bella la location immersa nel verde dei campi, dove era stato allestito un tendone con tavolini personalizzati per ciascun partecipante, zona massaggi, docce e spugnaggi sempre pronti all’occorrenza, e soprattutto tantissimo e caloroso tifo per tutte le 12 ore.
Il percorso, interamente piatto e scorrevole, si snodava lungo la strada principale del villaggio di Trboje, fra campi arati punteggiati da pascoli di graziose pecorelle. A differenza di altre gare simili alle quali ho partecipato, non era composto dai soliti uno-due km da ripetere ma da ben 5 km e mezzo, quasi tutti su asfalto ad eccezione di un tratto ghiaioso all’interno di un bel boschetto di alberi secolari (in pratica l’unico tratto un po’ più fresco ed ombreggiato di tutto il percorso).
I ristori erano tre, di cui l’ultimo appunto nel bosco, tutti ben posizionati e forniti di acqua, ghiaccio, coca-cola, spugne e integratori salini, piu’ cibi solidi come frutta fresca e patate lesse immerse nel sale. Il livello dei concorrenti era molto alto (vi basti pensare che la maggior parte ha partecipato almeno una volta a “garette” tipo Spartathlon) e le prime tre donne classificate sono tra le piu’ forti ultramaratonete di tutta Europa e forse del mondo intero!
Per questo mi consola un po’ essere riuscita ad arrivare quinta assoluta dietro a questi “mostri sacri” dell’Ultramaratona internazionale, sebbene non sia riuscita a raggiungere l’obiettivo dei 100 km che mi ero inizialmente prefissata.
Purtroppo il caldo infernale, specie nell’orario 12-15, ha fatto la sua parte di danni, soprattutto al mio già debole stomaco che a un certo punto si era chiuso talmente da rifiutare persino la semplice acqua, e il percorso piatto interamente sotto al sole cocente non ha certo aiutato.
Nonostante ciò, è stata comunque una splendida esperienza e sono felice di avervi preso parte: veder correre atlete incredibili di livello e bravura mondiali mi ha insegnato parecchio, soprattutto che devo ancora farne tanta, ma proprio tanta di strada per essere anche un minimo simile a loro!!
Ma del resto, sapete come si dice, no? “Anche il più lungo e arduo cammino inizia pur sempre da un primo passo”!
Intanto mi sono divertita, ho trascorso un fantastico week-end di corsa e ho conosciuto posti nuovi e persone eccezionali, il che ripensandoci non è affatto poco, anzi! Dulcis in fundo, tantissimi complimenti poi anche al mio Spagnolito, che nonostante i problemi è riuscito a toralizzare ben 104 km!!
Per concludere…direi che questa gara ci è piaciuta talmente tanto che il prossimo anno credo ci torneremo sicuramente, ovviamente cercando di migliorarci entrambi, e la consiglio senz’altro a tutti gli amanti del genere.
Grazie dell’attenzione e soprattutto del sostegno che sempre mi date in queste occasioni…e buon inizio di settimana a tutti! Vs @LuisaBetty.
(*) Dalla pagina Facebook di Luisa, nell’attesa (vana?) che con le sue 100 e passa maratone/ultra diventi dei nostri. La Speranza è sempre l’ultima Dea. (NdR)








