La moglie che tutti i maratoneti vorrebbero avere

foto 2Chi vive accanto a chi corre è bene che si adegui, o seguendo di riflesso questa passione, o magari praticandola insieme al proprio partner, facendone un ulteriore punto dʹincontro per la vita di coppia. Chi si ostina a combattere questo “ruba tempo” e si augura che, come un raffreddore di stagione, passi presto, è destinato a trascorrere molto tempo ad aspettare invano il ritorno del proprio compagno o compagna nelle mura domestiche.

Chi si “ammala” di corsa raramente ritorna indietro sui propri passi, non rinuncia facilmente alla sua scelta, solo fattori estranei alla propria volontà possono costringerlo a tornare ad essere una persona sedentaria. Io sono una che ha deciso di seguire il proprio marito pur non avendo una particolare predisposizione verso questo sport.

Ero completamente estranea allʹambiente del podismo prima che mio marito intraprendesse questa disciplina, continuo ad essere una semplice spettatrice che guarda a bordo strada la tenacia e la determinazione dei podisti e si chiede: “Non saranno mica tutti matti!”. La risposta la leggo nell’uomo nuovo che è tornato ad essere Paolo. Allora penso che anche gli altri “matti” hanno una nuova storia da raccontare.

foto 3Allʹinizio, anchʹio ho creduto che la corsa fosse un “colpo di fulmine,” non immaginavo che si sarebbe trasformata in “unʹamica” che aiutava mio marito a mantenersi in forma e tenere lontano il fantasma dellʹuomo vecchio che lo ha tenuto, per diverso tempo, prigioniero di un corpo extra‐large.

Durante le gare, mi trovo in compagnia di quelle poche decine di mogli o compagne sostenitrici delle imprese del consorte. Alcune volte condivido pareri uguali ai miei, altre volte dissento amichevolmente da certi borbottii e insofferenze. Comunque, queste piccole comunità di “sostenitrici” sono un campionario in cui si può vedere come ogni compagna vive il rapporto amore‐odio verso la corsa.

Personalmente, il mio appoggio a Paolo non lo diedi spontaneamente fin dallʹinizio. Anzi, la prima trasferta di mio marito lʹho quasi ostacolata, ma ho riconosciuto lo sbaglio, ho capito quanto sia deleterio per la coppia non venirsi incontro. Capii lʹimportanza per chi corre, ma anche per chi affronta qualsiasi altra attività, di avere il sostegno delle persone care. Fu in seguito a quellʹevento che giurai a me stessa di stare sempre dalla parte di mio marito, sostenendo e incoraggiando i suoi sogni racchiusi nelle scarpe da corsa, anche se il modo e i tempi come realizzarli non erano esattamente uguale ai miei.

foto 4La mattina che partì per la sua prima corsa a Bolzano avevamo avuto un battibecco ed io lo salutai a malapena, non come si conviene ad uno che parte per la sua prima gara importante. Me ne pentii subito dopo la sua partenza, avrei voluto tornare indietro, buttargli le braccia al collo e augurargli tutto il bene del mondo, raccomandandogli di stare attento e mollare se avesse avvertito un qualsiasi problema.

Ma era ormai tardi. Cercai di rimediare quando lo sentii al telefono. Ero comunque tranquilla perché con lui c’era il suo amico Gianfranco, ma in fondo ci volevo essere anch’io al suo fianco e forse è stato anche questo che ci portò a litigare.

Tornò da quel viaggio felice come una pasqua, come si suole dire, perché con quella gara aveva abbattuto ogni paura. Io non potevo che essere felice per lui. Nellʹabbracciarlo, promisi a me stessa di non arrabbiarmi più prima di un appuntamento importante. Conta molto lo stato dʹanimo prima di un impegno, il mio comportamento non era stato dei migliori, ma è stato un monito che avrei ricordato le volte successive.

Mio marito, grazie a quella gara, vinse i suoi timori e riacquistò più fiducia in se stesso, si sentiva più sicuro e pronto ad affrontare altre competizioni. Infatti, si organizzò e compilò il calendario delle gare che avrebbe fatto nel prossimo futuro.

Il mio ruolo nelle sue imprese, dopo il deludente debutto, è stato senz’altro quello del sostegno incondizionato, anche quando vorrei tenerlo stretto al mio fianco. Poi ogni volta, sul mio desiderio, prevale quello di vederlo contento e felice di vivere il suo sogno realizzato con sacrificio.

Se non è stato possibile stargli vicino fisicamente non gli ho fatto mai mancare il mio appoggio morale tramite una lettera, una telefonata o una semplice e‐mail prima di partire.

Quando invece riesco ad accompagnarlo, sono viaggi piacevoli per tutti e due; lui si sente più motivato se gli sono accanto ed io, che non corro, lo seguo con la mie passioni ʺmanualiʺ: scatto le foto e con la penna scrivo la cronaca e le sensazioni che accompagnano le nostre trasferte.

Dopo ogni viaggio ritorniamo a casa naturalmente più “ricchi.” Ci portiamo dietro un bagaglio pieno di nuovi volti, di nuovi amici e di tutte le bellezze che ogni luogo sa offrire. Come collezionisti di farfalle, cerchiamo di catturare di ogni posto il fascino e le sensazioni per migliorarci come persone.

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