la Pasqua dei Giudei, consistente nella rievocazione e attualizzazione annuale del passaggio di Jahvè, arricchita dal ricordo degli altri innumerevoli interventi salvifici operati da Dio per il popolo eletto;
la Pasqua di Cristo, consistente nella sua immolazione, cioè nel suo «passaggio da questo mondo al Padre» (Gv 13,1) attraverso la passione e la resurrezione;
la Pasqua della Chiesa, la quale annualmente, ma anche settimanalmente e quotidianamente rinnova la pasqua di Cristo «sino al giorno della sua venuta» (1Cor 11,26).
Tradizioni cristiane antiche. Nell’antichità cristiana si possono distinguere due tipi di tipologie pasquali:
una prima, affermatasi in Asia Minore, celebrava il mistero dell’esodo, ovvero il passaggio del popolo eletto dalla schiavitù dell’Egitto (cfr. Es 12), cioè dal peccato;
la seconda, presente in Alessandria d’Egitto celebrava il mistero della passione di Gesù sino alla sua risurrezione.
Datazione. In rapporto alle diverse forme e date di celebrazione della Pasqua, bisogna osservare che le Chiese dell’Asia Minore, ispirandosi alla tradizione giovannea, la celebravano in data fissa, il 14 di Nisan, mentre le Chiese di Alessandria e di Roma la domenica immediatamente successiva al primo plenilunio di primavera. Solo nel IV sec. l’organizzazione, la data e la celebrazione della Pasqua e del ciclo pasquale cominciarono a uniformarsi nelle diverse regioni ecclesiastiche. Oggi la Chiesa celebra la solennità della Pasqua, che regola gran parte dell’anno liturgico cattolico, la prima domenica dopo il plenilunio di primavera, in pratica fra il 22 marzo e il 25 aprile.
Simboli della Pasqua nella tradizione culinaria.
L’uovo «Omne vivum ex ovo = tutti i viventi nascono da un uovo» è il motto che per secoli ha spiegato il principio che la vita non può aver origine dal nulla; da esso comprendiamo quale importanza abbia sempre rivestito l’uovo, con la sua forma perfetta per il nostro immaginario: infatti la sua forma ovale è una linea senza inizio e senza fine (infinita) che richiama l’eternità. Nel mondo intero, l’uovo è il simbolo della pasqua.
L’agnello. Nella tradizione cristiana a Pasqua si consuma l’agnello, in quanto nella sua simbologia ci ricorda il sacrificio di Gesù in croce, la sua passione, perché fu «immolato come un agnello». Da parte sua Gesù istituì l’eucarestia nel Cenacolo (celebriamo oggi l’istituzione dell’eucarestia il giovedì santo), che apparteneva agli esseni, i quali non sacrificavano animali. Così Gesù avrebbe celebrato la pasqua con i suoi discepoli secondo il calendario di Qumran e senza agnello. In definitiva, Gesù “Agnello”, si sostituì al sacrificio degli agnelli.
La pastiera. È un dolce di pastafrolla, ricotta, uova e grano, nato ufficialmente a Napoli nell’antichissimo monastero di San Gregorio Armeno nel quale le monache desiderarono celebrare la resurrezione, creando un dolce carico di simboli.
Il casatiello e il tartaro. Essi si fanno con la farina che simboleggia qualsiasi forma di sostentamento e di alimento. Prima di divenire simbolo del Re dei re, ossia di Cristo nell’ostia consacrata, il pane era il re dei cibi.
La torta Pasqualina. È tipica della tradizione ligure, fatta di farina con un ripieno di bietola, uova e altri ingredienti e viene cotta in forno: si caratterizza per le tante sfoglie.
Le erbe amare. Sulla nostra tavola compaiono anche altri piatti oltre a quelli sopra menzionati a base di erbe amare, in quanto fanno riferimento alla pasqua ebraica ove si ricorda l’amarezza della schiavitù egiziana, mentre i cristiani ricordano l’amarezza del peccato, raffigurata anche dal fiele offerto a Gesù, da parte di un soldato, quand’era in croce e aveva sete.
Tanti ma tanti auguri
afrikaans : Geseënde Paasfees!
albanese: Gëzuar Pashkët!
arabo : فِصْحُ سعيدُ!
basco: Ondo izan Bazko garaian!
bretone: Pask Seder!
bulgaro: Честит Великден!
catalano: Bona Pasqua!
ceco: Veselé Velikonoce!
ceco: Veselé Velikonoce!
cinese: 復活節快樂! (Mandarin: Fùhuójié kùailè! Cantonese: Feukweutjit faaileok! Minnan: 閣活節 Koh-o̍ah-choeh khòai-lo̍k!)
coreano: 행복한 부활절이 되시길!
cornico: Pask Lowen!
croato: Sretan Uskrs!
danese: God Påske!
ebraico: פסח כשר ושמח!
esperanto: Feliĉan Paskon!
estone: Häid lihavõttepühi!
fiammingo: Zalig Pasen!
finlandese: Hyvää Pääsiäistä!
francese: Joyeuses Pâques !
gaelico scozzese: A’ Chàisg sona!
galiziano: Boas Pascuas!
gallese: Pasg Hapus!
giapponese: イースターおめでとう!
giudeo spagnolo: פיליז פסח!
greco: Καλό Πάσχα!
indonesiano: Selamat Paskah!
inglese: Happy Easter!
irlandese: Cáisc shona dhuit!
islandese: Gledilega Paska!
Italiano; Buona Pasqua!
latino: Prospera Pascha sit!
lettone: Priecīgas Lieldienas!
lituano: Su Šventom Velykom!
maltese: L-Għid it-tajjeb!
mannese: Caisht sonney dhyt!
moldavo: Паште феричит!
norvegese (bokmål): God Påske!
olandese: Zalig Pasen, Vrolijk Pasen
oseto: Куадзæны хорзæх уæ уæд! (pl.), Куадзæны хорзæх дæ уæд! (sing.)
persiano: عيد پاک مبارک!
polacco: Wesołych Świąt Wielkanocnych!
romeno: Paşte fericit!
russo: С праздником Пасхи!
serbo: Срећан Ускрс! / Srećan Yskrs!
slovacco: Milostiplné prežitie!, Veľkonočných sviatkov!
slovacco: Radostné veľkonočné sviatky!
sloveno: Vesele velikonočne praznike!
spagnolo: Feliz Pascua
svedese: Glad Påsk!
swahili: Heri kwa sikukuu ya Pasaka!
tagico: Maligayang pasko ng pagkabuhay!
tedesco: Frohe Ostern!
thailandese: สุขสันต์วันอีสเตอร์
turco: Paskalya bayramınız kutlu olsun!
ucraino: З Великодніми святами!
ungherese: Kellemes Húsvéti Ünnepeket!
volapük: Lesustanazäli yofik!
yiddish: אַ פֿרײַלעכן פּסח!
yoruba: Eku odun ajinde!
Bibliografia: AA.VV., “Pasqua” in, DEI, Roma 1964, 200 – M. Canciani, Nell’arca di Noè, Padova 1990. – Catechismo della Chiesa Cattolica, Città del Vaticano 1992, nn. 631/658; 1.150; 1.169; 1.334; 1.339; 1.340; 1.363/1.365. – J. Ratzinger Benedetto XVI, Gesù di Nazareth, Milano 2007. – O. Van Asseldonk, “Pasqua” in, Dizionario Teologico Enciclopedico, Vol. IX, Casale Monferrato (AL) 2004, 97.


