Ci ritroviamo sabato 26 a Cesena per la periodica riunione dei consiglieri del Club, al termine della quale festeggiamo in un bel ristorantino del centro l’elezione del Vice Presidente Adriano Boldrin che subentra al dimissionario Lorenzo Gemma. Alle 15:30, capitanati da Luciano Bigi nell’insolita veste di Cicerone, visitiamo la Biblioteca Malatestiana, riconosciuta dall’Unesco “Memoria del mondo”, unico esempio di biblioteca umanistica perfettamente conservata negli arredi, nella dotazione libraria e nell’architettura dell’edificio. Mirabile la navata centrale, con copertura a botte sorretta da due eleganti file di colonne.
Dimenticati per due giorni malaffare e inciuci, sabato e domenica Roma si è trasformata in “capitale del sacro”: la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II ha riempito Piazza San Pietro e Via della Conciliazione. Grande folla anche nella godereccia Rimini, ogni fine settimana “capitale del profano”: oltre che dai maratoneti, il centro è invaso da uomini e donne di ogni età, qui convenuti per un concorso di body building femminile (sabato) e una generosa danza del ventre (domenica) offerta da formose ragazze vestite di variopinti e svolazzanti drappi trasparenti.
Partiti dall’Arco di Augusto, dopo un breve tratto lungo il Porto Canale costeggiamo l’Adriatico verso Viserba e Torre Pedrera. A Bellaria-Igea Marina giriamo a sinistra in direzione San Vito e Sant’Arcangelo. Infine, attraversato il ponte di Tiberio, torniamo all’Arco di Augusto ove è situato l’arrivo. Ad eccezione di un breve tratto periferico nei pressi della Fiera di Rimini, il percorso è piacevole e per niente noioso. I ristori sono abbondanti anche per gli ultimi della classe. La logistica è efficiente, con il vicino Palazzetto provvisto di docce sempre calde. La nota ospitalità e simpatia romagnola dà il meglio di sé nel rispetto dei tapascioni: l’ultimo concorrente taglia il traguardo in 6:57 accolto con tutti gli onori fra gli applausi e le strette di mano degli organizzatori.
Come a Padova, il tempo limite é sette ore. Dopo Sant’Arcangelo abbandono ogni velleità agonistica. Mi raggiungono i palloncini delle sei ore, capitanati dalle graziose Laura e Alina. Laura è una veterana dei pacemaker “lenti”, mentre Alina, spesso pacemaker delle 4 ore, oggi accompagna l’amica per smaltire le fatiche della 50 km di Romagna corsa due giorni prima. Discutiamo di alcune regole Fidal, sensate nella formulazione generale, ma ottuse se applicate con il paraocchi. Un esempio? Il poveraccio squalificato alla 50 km di Romagna arrivato per il gran caldo a torso nudo, quindi con pettorale non visibile a colpo d’occhio. Per non parlare della disavventura occorsa alla stessa Alina, minacciata da una zelante maratoneta per aver corso la maratona di Russi con la sua amatissima cagnolina al guinzaglio: cosa, pare, vietata dal regolamento.
Ci raggiunge il prode Alfio Polidori, vestito oggi da povero fraticello in onore di Papa Francesco. Con l’estroverso Alfio il tempo passa veloce. Propone di arrivare tutti con un cono gelato in mano. Ma Alina preferisce la birra e allora birra sia: a 50 m dal traguardo entriamo in un bar e Alfio ordina birra per tutti. Tagliamo il traguardo fra le risate con i bicchieri di birra protesi verso l’alto in segno di vittoria. Dopo il brindisi di rito, Alfio si esibisce nella sua solita posizione yoga a testa in giù.
Al termine, pasta party gratuito a base di pizza, birra e crescentine con ripieno di verdure e aringhe.
Rimini merita, ma Padova non è da meno. Spero che l’anno prossimo gli organizzatori si accordino sulle date, in maniera da poter correrle entrambe.
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