La Ronda Ghibellina ci ha fatto tremare

La calda accoglienza della palestra comunale messa a disposizione degli aspiranti ghibellini armati fino ai denti di camel bag, racchette, sacchi a pelo, materassini, borracce, i due pasta party e colazione, la bellezza al tempo stesso del percorso hanno creato un mix unico che ha permesso la partecipazione di ben 700 trailers distribuiti sulle distanze di 18, 26, e 44 km.

La mattina, il ritrovo è previsto nell’area prospiciente la palestra della città, si esce alla spicciolata in attesa della partenza, la temperatura è in linea con quella stagionale del territorio ma da nord, dietro le montagne, già si prospetta una perturbazione balcanica non per nulla stimolante.

foto 2Incuranti di tutto questo, i guerrieri provenienti da ogni dove prendono il via, alle otto suona la carica ‘’forza ghibellini’’, la battaglia è solo all’inizio e come a Montaperti vi farete valere ancora.

Al termine della estenuante iniziale erta, che molti sono costretti a percorrere in fila indiana, si è ripagati da un panorama a 360° che spazia dalla Val di Chiana alla Val d’Orcia e oltre. Ma le emozioni non mancano e come qualcuno li ha definiti “effetti speciali” sempre più fitta cade la neve, la cui presenza caratterizza gran parte del percorso e in aggiunta non poteva mancare un forte vento, che spazza gli alberi e ulula nel bosco e il freddo sempre più intenso, almeno così lo percepiscono la maggior parte dei concorrenti, vuoi per la stanchezza incombente, vuoi per l’abbigliamento inadeguato all’improvviso cambiamento del tempo.

Si percorrono alture che nel tempo hanno rappresentato, per la loro posizione strategica, ottimi siti di difesa e di avvistamento tanto da permettere la costruzione nel medioevo di numerosi castelli e fortificazioni che s’incontrano strada facendo come monte l’Agnano, Rocca Montanina e Caste d ‘Erma.

Tanti sono i valorosi volontari che ogni tanto sbucano con le loro postazioni dotati di falò lungo il percorso, cinque sono i ristori di ottimo livello forniti addirittura di barbecue’ per la cottura di salsicce,delle quali qualcuno più fortunato ne approfitta.

Le ore passano e la macchina sta per andare in riserva, ancora uno sforzo, l’ultima salita posta come un baluardo finale, il paese sembra a due passi, la luce del tramonto dietro le montagne dà una sensazione di pace che solo i grandi pittori del Rinascimento sapevano creare.

La torre del Cassero, la collegiata di San Giuliano sovrastano il borgo sono sempre più vicine dietro la curva, c’è l’ingresso della palestra ove l’agognato boccale colmo di ottima birra accoglie gli arrivati.

Forza ghibellini ancora una volta la battaglia è vinta.

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