La Ronda Ghibellina non delude le aspettative

Rispettivamente 15 sono i km per la Ronda Assassina con 950 m di dislivello, 24 e 1.500 m per la Ronda Valligiana, 45 i km con ben 2.500 m per la classica Ronda Ghibellina e dulcis in fundo la novità dell’anno la Ronda Ghibellina PLUS con 70 km e 3.500 metri D + quest’ultima, da chiudere in “sole” 12 ore per l’assegnazione dei punti ITRA.

02La settima edizione (per me la quinta) come le sette fatiche di Ercole, si è conclusa riscuotendo un grande successo, frutto dell’operato dell’infaticabile Renato Menci e del suo team che con grande dedizione e professionalità, dettate da una competenza che viene da lontano, hanno portato a termine quest’opera.

Un modello di organizzazione e gestione ”ai sensi di legge”, da cui dovrebbero trarre insegnamento organizzatori di Ultra ben più blasonate.

Tutto qui ha funzionato come un orologio svizzero. Lo spirito Trail che caratterizza questa grande famiglia, dove vige grande rispetto tra e per gli atleti oltre che per l’ambiente che ci circonda, si e palesato sin da subito. La calda accoglienza degli ampi locali della Caritas messi a disposizione degli aspiranti ghibellini armati fino ai denti di camel bag, racchette, sacchi a pelo, materassini, borracce, i due pasta party e colazione, la bellezza al tempo stesso del percorso hanno creato un mix unico.

03 Per la cronaca, la mattina il ritrovo è previsto all’interno della palestra del borgo, punto nevralgico della manifestazione, e lì si attende la partenza. I guerrieri provenienti da ogni dove prendono il via, alle otto suona la carica: “forza ghibellini” la battaglia è solo all’inizio e come a Montaperti (*) vi farete valere ancora. Si percorre in salita il paese per poi attraversare una fitta boscaglia. Al termine di questa prima ed estenuante iniziale erta, che molti sono costretti a percorrere in fila indiana, si è ripagati da un panorama a 360° che spazia dalla Val di Chiana alla Val d’Orcia e oltre. Si percorrono alture che nel tempo hanno rappresentato per la loro posizione strategica ottimi siti di difesa e di avvistamento tanto da permettere la costruzione nel medioevo di numerosi castelli e fortificazioni che si incontrano strada facendo come Monte l’Agnano, Rocca Montanina e Caste d ‘Erma. Tanti sono i valorosi volontari che ogni tanto sbucano con le loro postazioni dotati di falò lungo il percorso, cinque sono i ristori di ottimo livello forniti addirittura di barbecue per la cottura di salsicce delle quali qualcuno più fortunato approfitta.

04 Le ore passano e la macchina sta per andare in riserva, ancora uno sforzo. L’ultima salita, posta come un baluardo finale il paese, sembra a due passi, la luce del tramonto dietro le montagne da’ una sensazione di pace che solo i grandi pittori del Rinascimento sapevano creare. La torre del Cassero, la collegiata di San Giuliano sovrastano il borgo sono sempre più vicine dietro la curva, c’è l’ingresso della palestra ove l’agognato boccale colmo di ottima birra accoglie gli arrivati. Forza ghibellini, ancora una volta la battaglia è vinta. Il corpo è ora stanco ma l’animo riposato. La gara è stata dura per il fisico ma salutare per lo spirito e ciò fa dimenticare la fatica e mi incoraggia a farne altre.

E’ buio ma nel cielo delle Ultratrail italiane è sorta una nuova stella, quella Ronda Ghibellina PLUS a cui un domani non troppo lontano mi dedicherò. Ad maiora semper!

[(*) Il 4 settembre 1260 fu combattuta la battaglia di Montaperti tra le truppe ghibelline di Siena e quelle guelfe di Firenze. Sebbene in minoranza, i ghibellini  riuscirono a sconfiggere i guelfi. NdR]

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