La spesa corporea durante la maratona

Ogni aumento di 5 kg di peso corporeo, determina un incremento di spesa di circa 190 kcal = 38 l/O per il maratoneta con una corsa “normale”, e di circa 180 kcal = 36 l/O per quello con la corsa molto economica (0,85 kcal/kg/km).

LA SPESA CORPOREA DURANTE LA MARATONA

Peso corporeo

(kg)

Corsa normale

(0,90 kcal/kg/km)

Corsa molto economica

(0,85 kcal/kg/km)

40 1˙519 kcal = 304 l/O 1˙435 kcal = 287 l/O
45 1˙709 kcal = 342 l/O 1˙614 kcal = 323 l/O
50 1˙899 kcal = 380 l/O 1˙793 kcal = 359 l/O
55 2˙089 kcal = 418 l/O 1˙973 kcal = 395 l/O
60 2˙279 kcal = 456 l/O 2˙152 kcal = 430 l/O
65 2˙468 kcal = 494 l/O 2˙331 kcal = 466 l/O
70 2˙658 kcal = 523 l/O 2˙511 kcal = 502 l/O
75 2˙848 kcal = 570 l/O 2˙690 kcal = 538 l/O
80 3˙038 kcal = 608 l/O 2˙869 kcal = 574 l/O

Il fisiologo Rodolfo Margaria (m. 1983) definiva costo unitario della corsa quanto un atleta spende per compiere ciascun chilometro, diviso per il peso corporeo espresso in chilogrammi: una kilocaloria per ogni chilogrammo di peso corporeo e per ogni chilometro (1 kcal/kg/km).

Nell’individuo allenato a correre, il costo della corsa è all’incirca di 0,9 kcal/kg/km, equivalente a 180 ml/kg/km (millilitri di ossigeno consumati per ciascun chilogrammo e per ciascun chilometro). Tale spesa risulta pressoché costante per tutte le velocità della maratona: infatti, a 10 km/h si spende il 7% in meno rispetto alla velocità di 20 km/h. L’esiguità di tale differenza, è dovuta principalmente al fatto che una delle componenti della spesa, quantitativamente non rilevante, è legata alla resistenza dell’aria e accresce con il quadrato della velocità.

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Esistono differenze tra un corridore e l’altro per ciò che attiene all’incremento della spesa con l’aumento della velocità di percorrenza, dovute in principal modo alle differenti percentuali di fibre lenti e fibre veloci, racchiuse nei muscoli, di sensibilità inferiore rispetto a quelle sussistenti tra due diverse autonomie, anche di medesima cilindrata.

Se, per esempio, un atleta con un primato personale sulla maratona di 2h30’, riuscisse ad abbassare il costo unitario della corsa da 0,9 kcal/kg/km a 0,85 kcal/kg/km, egli migliorerebbe il suo tempo di 8’15”. Dati statistici ci rivelano che atleti di alto livello sono anche primatisti in fatto di economicità di corsa; il che è indice dell’importanza che và attribuita alla tecnica di corsa, unita ad altri fattori costituzionali.

Dal costo unitario della corsa si può risalire alla quantità di ossigeno consumata nel corso della maratona. In un corridore che durante il corso della maratona abbia il costo, preso come punto di riferimento, di 180 kcal/kg/km, tale quantità di ossigeno è dell’ordine di 76 l per ogni kg di peso corporeo, cioè all’incirca:

340 l di ossigeno se pesa 45 kg;

455 l di ossigeno se pesa 60 kg;

570 l di ossigeno se pesa 75 kg.

Tali valori non mutano in maniera cospicua con il modificarsi del tempo impiegato a percorrere la maratona, ma tanto più velocemente si corre, tanto maggiore risulta la quantità di ossigeno che viene consumata dai muscoli nell’unità di tempo, che è all’incirca:

60 ml di ossigeno per ogni chilogrammo di peso corporeo e per ogni minuto (60 kcal/kg/min) in atleti a livello mondiale;

47 ml/kg/min in chi impiega 2h40’ per coprire la distanza di maratona;

39 ml/kg/min in chi impiega 3h20’

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