Era qui che si manifestava lo spirito conviviale di Gianfranco (sempre supportato dall’onnipresente Alberta). Terminate tutte le operazioni “protocollari” della manifestazione, il nostro amico, abbandonate le vesti di “organizzatore”, assumeva quelle di “amico” e condivideva momenti in tutta tranquillità con gli amici presenti. Negli ultimo periodo le nostre frequentazioni si sono diradate; negli ultimi due anni per causa del “malo male”, ma già da prima le uscite di Gianfranco si erano diradate per qualche problema fisico. Ricevevo spesso sue notizie da amici comuni e l’ultima volta che ci siamo sentiti è stato a giugno. Leonardo mi aveva riferito che la sua salute era un po’ peggiorata e che gli avrebbe di certo fatto piacere ricevere una mia telefonata. Cosa che ho fatto. In quell’occasione l’ho sentito stanco; la sua voce mi era sembrata più flebile, ma ancora forte nel carattere e nella voglia di “ritornare”, anche solo come spettatore, per poter condividere alcuni momenti sereni con gli amici; così venivano definiti da Gianfranco tutti gli atleti che partecipavano alla sue gare.
Potrei scrivere ancora, ma il “sudore” che mi appanna gli occhi me lo sconsiglia. Lascio alle immagini il compito di ricordare l’amico!
P.S. Credo che anche in questo caso il titolo del post vada spiegato. Durante una gara, vedendo da lontano Gianfranco e Gaetano camminare assieme, mi sono apparsi come il Gatto e la Volpe. L’appellativo non voleva di certo essere offensivo, anzi. Saputo di questa mia affermazione, Gianfranco, con lo spirito arguto che lo contraddistingueva, mi ha subito chiesto: “Chi sarebbe la Volpe?”. Beh, viste le dimensioni, ho detto: “Tu”. “… ed io sarei il Gatto” gli ha fatto eco Gaetano e, mentre mi allontanavo, ho visto comparire un sorriso sui loro volti!
Mi mancherai, “grosso” maratoneta, e “grande” amico!
Che la terra ti sia leggera!










