


Mario, si parte!
Era da tempo che cercavo un evento sportivo cui partecipare per festeggiare degnamente il compleanno di Mario Ferri. Una ricorrenza particolare, quella della soglia degli 80 anni, che meritava attenzione e che si approssimava rapidamente.
Si trattava quindi di cercare un evento particolare, e non era facile considerate le numerosissime maratone a cui Mario a partecipato, e che non amava dover ripetere. L’alternativa era quella di scegliere maratone inconsuete, in paesi lontani e, aspetto non trascurabile, che fossero economicamente sostenibili.
All’inizio dell’anno avevo già proposto un viaggio in Vietnam , per partecipare alla Ho Chi Minh City Marathon, conosciuta meglio da noi come Saigon, l’occasione per conoscere meglio quel paese e la sua travagliata storia recente. Iniziativa che come sempre Mario aveva raccolto con entusiasmo, anche se in realtà con un po’ di preoccupazione perché era rimasto in relax per diversi mesi e temeva di non rientrare nei limiti di tempo imposti dai regolamenti. Superati i timori iniziali, abbiamo partecipato insieme, si è rivelata una esperienza piacevole, con una partenza notturna su un percorso che si snodava su e giu’ per la città. Il brillante risultato, con la maratona completata in 6h 28m e 34 secondi, confermava la stoffa del campione.
Abbiamo festeggiato con una foto insieme, appena arrivati, come test dopo le lunghe pause era andato tutto bene.
Era stata una lunga trasferta, il viaggio post Vietnam è poi proseguito per Hong Kong dove la settimana successiva ho corso la maratona e da lì sempre la domenica dopo ho triplicato con la Trail marathon di Angkor in Cambogia , mentre Mario da Hong Kong e’ ripartito per Bangkok dove vive parte della sua famiglia!
Effettivamente anche queste avventure avrebbero meritato altri articoli, ma il tempo scorreva velocemente e la mia attenzione, con l’approssimarsi del compleanno di Mario, era ormai concentrata sul possibile successivo impegno, per mantenere vivo il suo entusiasmo e riuscire a festeggiarlo al meglio.
Eravamo a fine Gennaio, ed il suo compleanno sarebbe stato a fine Aprile …
Non era facile, dovevo trovare una opportunità particolare che risvegliasse il suo interesse.
Poi, all’improvviso, quando temevo di dover ripiegare su qualche evento locale, vengo raggiunto da un messaggio di un vecchio conoscente.
Nel contesto della nostra competizione, effettuare almeno una maratona in tutti i paesi del continente europeo, inclusi quelli transcontinentali, rimanevano ormai pochi paesi per completare la sfida, tra questi l’Azerbaijan.
A suo tempo ero entrato in contatto con Fred, il presidente del Baku Marathon Club, perché’ interessato ad un evento sportivo nel loro paese. Loro organizzavano annualmente una Mezza maratona, e la maratona era nei piani ma senza una data certa.
Quest’anno , il giorno 03 Maggio 2026, sarebbe stata organizzata per la prima volta la Maratona di Baku. in Azerbaijan .
Una occasione imperdibile, una “prima edizione”, in una capitale di uno dei pochi paesi rimasti per completare la sfida.
Mario, si parte! … e Mario ha raccolto la sfida con il consueto entusiasmo.
Logisticamente non era complicato ma, per vari vincoli, saremmo partiti e rientrati da città differenti. All’andata ci siamo dati il rendez-vous a Budapest, dove abbiamo preso un volo Wizzair che ci ha portato a Baku, con arrivo in aeroporto previsto alle 03.45 del mattino. Breve attesa e poi in autobus fino all’Hotel, scelto in prossimità del luogo di partenza della maratona.
Baku è la più grande città sul Mar Caspio e nella regione del Caucaso. Conosciuta anche come “Città dei Venti”, combina influenze orientali e occidentali, creando una fusione unica tra tradizioni locali e modernità internazionale. La prima sensazione e’ sta quella di una capitale in espansione, caratterizzata da un affascinante contrasto tra passato e presente, con i suoi palazzi piu’ antichi ed imponenti e le nuove torri e grattacieli che si innalzavano in varie zone. Forme originali e morbide che sembravano fiorire senza offendere lo sguardo. Quasi un messaggio dell’identità che l’Azerbaijan stesso va ricercando.
Il centro storico (Icherisheher) è patrimonio UNESCO con edifici medievali come la Torre delle Vergine e il Palazzo degli Shirvanshahs del XV secolo. In netto contrasto, ci sono gli Iconici Flame Towers moderni che illuminano il skyline, e il Centro Culturale Heydar Aliyev dal design futuristico progettato da Zaha Hadid.
La città offre musei come il Museo Nazionale della Storia e il Museo del Tappeto d’Azerbaigian, nonché teatri, lungomari (come Baku Boulevard), parchi panoramici e spiagge. È chiamata “Terra del Fuoco” per i suoi legami storici con il petrolio e lo zolfo naturale.
Una curiosità: nella Piazza della Bandiera Nazionale, località della partenza per la maratona, svetta un pennone alto 162 metri dove sventola la bandiera gigante dell’Azerbaijan che misura ben 75 metri x 35 metri con un peso di circa 350 kg. Una bandiera che sventola costantemente nella città dei venti…
Il giorno della maratona avviandoci lentamente verso la partenza, proprio nella Piazza della bandiera, ci siamo ritrovati con una moltitudine di atleti provenienti dai paesi più disparati, in particolare dalle varie repubbliche turche dell’area geografica (la maratona fa parte del trofeo TAN “Turkic Alliance of Long Run”, che comprende : Azerbaijan, Kyrgyzstan, Kazakhstan, and Uzbekistan).
La‘ sotto una moltitudine di atleti e partecipanti, tutti pronti per la festa sportiva che stava per iniziare ! Con la curiosità di noi maratoneti , che come i cacciatori , fiutano la preda quando vedono qualcosa muoversi, siamo scesi in strada e attraverso giardini e viali, arrivati all’estremità del centro maratona, entrando dentro le transenne abbiamo incontrato donne con o senza velo , anche uomini con abbigliamento improvvisato , scarpe , magari da lavoro , con dietro alle spalle zaini più o meno pesanti , bimbi di ogni età , ragazzi e ragazze adolescenti , con volti ricchi di felicità. Erano previste infatti varie distanze, anche brevi, per avere la massima partecipazione. Noi, in mezzo, con l’ incoscienza di non sapere dove stavano andando , perché TUTTI E DICO TUTTI , avevano davanti al petto e ben visibile il pettorale della maratona
Partiti dalla Piazza della Bandiera, abbiamo percorso i viali della città costeggiando il Mar Caspio, seguendo un tracciato che attraversava sia il cuore storico e moderno della città (passando davanti alla Baku Arena, lungo il viale Heydar Aliyev e il lungomare Boulevard) sia zone residenziali e industriali riqualificate (come la White City e Boyukshor), con una una vista d’insieme molto varia della capitale, dal cemento futuristico alle strade tradizionali fino alle spiagge settentrionali .
La corsa si è svolta sotto lo slogan “Vinci col vento”, un richiamo diretto al soprannome di Baku come “Città dei Venti”. Con tutti gli altri partecipanti abbiamo dovuto affrontare le brezze constanti provenienti dal Caspio, che hanno reso la gara una sfida fisica impegnativa contro gli elementi naturali oltre che contro la resistenza personale.
L’arrivo si trovava nel complesso balneare Sea Breeze, situato a nord della città, direttamente affacciato sul Mar Caspio , una vera e propria “città resort” sul Mar Caspio, progettata per offrire un’esperienza turistica e residenziale completa. Questa citta resort si estende su una costa di oltre 4 km di spiaggia con alberghi ed altri edifici caratterizzati da design moderni che ricordano le influenze architettoniche viste nella capitale (come il Centro Heydar Aliyev). Il progetto prevede spazi wellness e spa, centri commerciali, Bar e ristoranti, palestre moderne e campi da tennis, con anche un centro artistico-culturale.
Un contrasto interessante con la natura circostante che suscita emozioni anche in termini di attrazione visiva.
La scelta dell’arrivo di Sea Breeze non è stata casuale: rappresenta l’ambizione dell’Azerbaigian di espandere l’economia turistica oltre Baku, trasformando la costa settentrionale in una destinazione internazionale. Per i partecipanti alla maratona, è stato un percorso simbolico che, attraversando l’intera città, ha consentito di raggiungere un’area di ulteriore sviluppo economico del paese.
E, proprio all’arrivo, come sempre, una calorosissima accoglienza per Mario !
Il buon Fred, presidente del Club, e qui, riassumo brevemente le parole di Mario al termine della gara, felicissimo di aver completato la sfida :
“Mi sentivo sempre di più un campione e nonostante il vento di traverso ( Baku è la città più ventosa dell’ Eurasia ) riuscivo a muovermi con scioltezza senza strafare ! Liberio e sereno sulle 4 corsie dell’ autostrada completamente a disposizione, con una serie innumerevole di pullman che procedevano dall’ altra parte per trasportare i partecipanti al termine della mezza maratona ed anche raccogliere i temerari che non riuscivano ad andare avanti , portandoli prima all’ arrivo e da la ‘via via verso il ritorno all’ origine !
Dal km 40 in poi è iniziato il mio show canoro , con repertorio solito : Oh sole mio – Lasciatemi cantare con una chitarra in mano – fino all’ arrivo con decine di adepti al seguito a cantare con me , che conoscevano benissimo queste melodie Italiane !
L’ organizzatore sapeva che arrivavo entro le 6 ore e 30 ( non sapeva pero’ che avevo avuto dubbi se partire…) e mi aspettava insieme a moglie , figli e team organizzatore ed amatori curiosi di vedere un ottantenne tagliare il traguardo di una maratona , ignari del fatto che come me ci sono migliaia che fanno come me e molto meglio di me questo “ mestiere” ! Era la prima maratona di Baku e quando in casa non c’ è più “ trippa pe’ gatti..” , la miglior cosa è rinverdire i ricordi felici di imprese amatoriali passate , in Paesi lontani e vergini…sull’’argomento.
Baci abbracci e di tutto e di più ! Ricordo co


