Lago d’Orta Marathon o Marcia dei Ciliegi in fiore?

 Al mattino posso essere idealmente alla Ciliegi in Fiore prendendo parte alla 2° Crown Challenge Cherries Road competizione benefica di un solo passo con tanto di ristoro finale a base di risotto.

Al pomeriggio, giusto per smaltire il risotto del ristoro eccomi, di nuovo idealmente, alla Lago d’Orta Marathon, partecipando alla Donando sul Lago dorato.

Tra l’altro il lago d’Orta per me ha un significato speciale. Qui, in occasione della Pella-Orta di novembre 2018, alla tenera età di 54 anni suonati ho preso parte alla mia prima competizione podistica… per la serie “non è mai troppo tardi”.

Oggi poi è stata l’occasione per rimettere le scarpette dopo oltre un mese di astinenza e inanellare ben 8 km su e giù per le rampe del box condominiale: un giro di poco più di 250 metri che mi ha fatto sentire meno criceto rispetto al classico girotondo del salotto di casa.

Niente di trascendentale, ma è stato il modo per riavvicinarmi un po’ a quello che più di tutto mi manca in questi giorni di quarantena: la corsa, la fatica fisica che lava via tutte le tossine e lo stress della vita quotidiana.

tre quarti d’ora di quasi ritorno alla normalità. Tre quarti d’ora in cui restare solo con i miei pensieri (a parte le serrande dei box non è che ci fosse un gran panorama) riandando al senso più profondo di questo correre: il richiamo della solidarietà.

La solidarietà di sostenere la Protezione Civile, ma soprattutto la solidarietà che, in questo momento terribile, sta tirando fuori il meglio di questo paese con tanti, tanti, ma proprio tanti eroi silenziosi che si mettono in gioco in prima fila per contrastare questo virus anche a rischio della propria salute. Penso ai medici, agli infermieri e ai tanti volontari, ma non solo. Mai come in questi giorni il pensiero corre grato a tanti mestieri non vorrei dire umili, ma sicuramente poco considerati: tassisti, autotrasportatori, commessi di supermercato, rider, piccoli negozianti, operatori ecologici… e via così. Una volta tanto la scala sociale si è ribaltata: i colletti bianchi, i professionisti, ma anche i personaggi famosi, restano ai margini con un ruolo di spettatori, mentre i veri protagonisti sono altri, cittadini normali che nel momento più difficile non si tirano indietro, non si chiamano fuori.

a loro la mia riconoscenza e il mio impegno affinché un domani, quando sarà finito tutto, non si torni agli stessi cliché di prima. Il “prima”, quello che prima era “normale” non sarà più accettabile, né credibile.

 

P.S.

Marco Bertoletti

8 km e 10 piani di corsa

nella foto appena rientrato

2020 04 15 112730

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