Arrivo come il solito primo a prendere il pettorale, sotto una pioggerellina costante e a tratti anche intensa. E già questo crea uno scenario surreale sul lago perché ogni tanto, tra le nubi, si affaccia un timido sole.
Scatto qualche foto, una passeggiatina al mercato di Intra e poi di filato in albergo. Piccolo riposino e poi di nuovo in giro sul lungo lago dove il sole finalmente, poco prima del tramonto, ci regala delle immagini da poesia. Dopo una piccola cena, a nanna subito dopo carosello o con le galline, che dir si voglia.
La sveglia non suona perché il mio orologio mentale riesce sempre a destarmi 5/10 minuti prima.
Tanto meglio così perché sia la bimba che la cara mogliettina continuano i loro discorsi con Morfeo.
Piccola colazione, vestizione lenta e accurata come se fossi un torero e via lentamente verso la partenza che avviene a Pallanza, nei pressi del Comune, sul lungo lago. Sono le 07:30… e la partenza è alle 09:00…
Anche qui arrivo primo… E’ un lusso che mi concedo spesso perché mi piace osservare gli addetti ai lavori che con fatica e abnegazione cercano di rendere perfetta la gara. Mentre passeggio sul lungo lago scatto altre foto ad un panorama mozzafiato con i riflessi del sole nascente e le montagne con cime innevate, “cime ineguali, note…” anche a chi non è cresciuto tra voi.
Certo, il lago è diverso, ma credo di aver finalmente capito L’“Addio ai monti” di Lucia nel noto romanzo del Manzoni. Manco a farlo apposta una coppia di fidanzati mi chiede di scattargli delle foto e mi ringraziano neanche gli avessi fatto un servizio fotografico per il matrimonio. Incontro STAMPFER HARTMANN per gli amici il Paganini delle maratone. Questa per lui sarà la 99 gara diversa fatta in Italia e mi confida che appena arriva a 100 smette. Spero di no perché è una persona squisita e un valido atleta. E’ sempre un piacere incontrarlo.
Appena aperte le griglie, mi precipito all’interno e faccio qualche esercizio di stretching.
Intravedo un atleta sub che farà tutta la gara con le pinne, il boccaglio e la maschera. E poi dicono che io sono strano.
Meno 10,9,8… 3,2,1… Partiti! Subito mi accodo ai pacer delle 3 ore e 50 e comincio a svestirmi. Guanti, scaldacollo, braccioli e pure la maglietta; rimango solo con la canotta e sto benissimo perché spingo e non ho più caldo. Riesco a stare con il gruppo fino al ristoro dei 20 km, poi decido di rallentare e godermi lo spettacolo di Stresa. Giro di boa e ritorno verso Pallanza con le isole Borromeo sulla destra e il tifo dei turisti sulla sinistra. Mi sento gasato e ricomincio a spingere fin quasi a raggiungere nuovamente i compagni di avventura. Al km 30 però mi rendo conto che 3 ore 50 forse non sono ancora alla mia portata e potrei rischiare di farmi male (ho qualche traguardo da raggiungere per fine anno), quindi rallento e mi faccio raggiungere da Paganini. Facciamo qualche km insieme chiacchierando e godendoci il panorama.
Giunti al km 39 rallento decisamente, faccio 2 conti e mi “accontento” di stare sotto le 4 ore 15.
Curva finale e ultimi 300 metri decisamente in discesa. Esplodo tutta la mia gioia nelle gambe e volo fino al traguardo, superando 3 donne israeliane che nella seconda parte di gara ho superato e mi sono fatto superare per almeno 10 volte… Loro andavano ad un ritmo lento e costante, io alternavo camminata veloce e corsa. Prendo la medaglia, bacio tutti e ritorno a casa.
Nei miei occhi rimane lo scenario surreale e romantico del Lago Maggiore. Se un giorno dovessi perdermi, cercatemi tra questi laghi e queste montagne.
Un inguaribile romantico.











