Nelle due edizioni precedenti si partiva da Arona e si costeggiava il lago fino Verbania in un percorso molto bello, tanto da coniare il motto “Corri sul percorso più panoramico d’Italia”. Come già per il Garda la settimana scorsa, questa edizione è stata invece organizzata al risparmio, da “Outlet” appunto. Si è andati e venuti tra Verbania e Stresa. Sull’onda degli anni precedenti, c’è stato comunque il record di partecipazioni e i numeri almeno al momento sono vincenti: 661 i maratoneti, 2200 in totale tra mezza e 33 km. L’organizzatore Paolo Ottone ha dichiarato che la scelta è stata strategica rilasciando questa dichiarazione: «Il vecchio percorso Arona – Verbania era ricco di fascino, ma di difficile gestione dal punto di vista organizzativo; inoltre costringeva i podisti a lunghi trasferimenti. Con il nuovo percorso avremo la possibilità di offrire servizi ancora più puntuali ed efficaci ai podisti, ottenendo, inoltre – fatto da tenere in grande considerazione visti i tempi – un sostanzioso risparmio in termini di strutture necessarie allo svolgimento, pur mantenendo gli standard qualitativi della gara. La nostra idea è di alternare Verbania e Stresa come sede di partenza e arrivo; nel 2014 quindi la Maratona partirà e arriverà a Stresa».
Le mie sensazioni invece sono diverse: mi sembra di aver perso per sempre un pezzo di Lago Maggiore con i suoi meravigliosi e caratteristici paesaggi, da sempre fonte di ispirazione di molti scrittori e artisti. Hemingway, ad esempio, in “Addio alle Armi” e Dickens innamorato dell’Isola Bella. Tristissimo l’arrivo dopo cinque ore in solitudine sotto la pioggia con il solo addetto della TDS ad accogliermi al traguardo. Mi siedo su una panchina. Tutto rimanda a quanto scritto da Fogazzaro nell’epilogo di “Piccolo Mondo Antico”: lo zio Piero seduto su una panchina dell’Isola Bella muore serenamente guardando le acque calme del Lago Maggiore, pensando che tutto passerà ma il Lago rimarrà sempre lì.






