Iniziando ad analizzare le prestazioni in maratona, ci sono due donne nei primi 10, al 5° e 10° posto, con medie rispettivamente di circa 3 ore 40′ e 4 ore 10′, che procedono con impressionante regolarità, apparentemente senza risentire del caldo, che è tornato ai livelli dei giorni iniziali, quindi intorno ai 40° percepiti, né della fatica, né degli inevitabili contrattempi che avvengono in gare di questa durata (vesciche, contratture, dolori vari). Le due top sono Therese Falk, categoria F30, che vedremo impegnata ai Mondiali dei 100 Km a settembre con la Nazionale norvegese, e Jannet Lange, categoria ben diversa, la F50, che ha compiuto imprese quali la vittoria all’Ultra Corsica, gara di 1000 km in 17 giorni con 18000 mt di D+ o il Tour de France, gara di 2741 km in 43 tappe, in cui si è piazzata seconda e 1° di categoria.
In merito alla classifica dell’ultramaratona, che si è ulteriormente ridotta a causa di un ritiro, è una donna, Luisa Betti, a comandare incontrastata, con tempi sempre migliori di giorno in giorno, concretizzando il lavoro fatto nelle molte gare del Gran Prix IUTA disputate, di cui è la leader femminile.
Ma ci sono anche altre donne straordinarie quest’anno all’Orta: Angela Gargano, che ha corso la Marathon des Sables, la 9 colli e 800+ altre maratone e ultra e si sta cimentando in una serie di 23 maratone consecutive;
Marina Mocellin, che ha domato gli Ultratrail più impegnativi, quali l’UTMB, Capo Verde, Transcanaria, 9 Colli (strada) e ha più di 500 Maratone / Ultra all’attivo;
Giulia Ranzuglia, che ha già completato le 10 in 10 nel 2017 e ha ultimato la Marathon des Sables;
Marinella Satta, che ha ultimato più volte la 6 giorni del Pantano e detiene record italiani e Guinnes, con 200+ Ultra e maratone.
E questo per parlare solo di alcune italiane (ai prossimi giorni le altre, italiane e straniere).
Ma per finire vorrei dire che la sesta giornata è stata a buon diritto la quella di Sara Jurkic e Luigi Fanelli che, guidati dall’esempio e l’esperienza di Angela Gargano, sono giunti al traguardo in 5.47.05, migliorandosi di circa un’ora e mezza e scoprendo lati della propria capacità atletica ancora inesplorati, con margini di miglioramento, vista la giovane età, ancor più consistenti. Ecco perché il sesto giorno lo dedico a loro, campioni di simpatia, lealtà e amicizia, mentre rimando all’articolo di Maurizio Lorenzini di Podisti.net. per i podi.
Non essendo ancor giunta la classifica del settimo giorno, vi lascio con il significato del numero 6 nella Smorfia napoletana, qualora qualcuno si fosse incuriosito. Ebbene, il 6 è “chella ca guarda ‘nterra”…








