Tutti noi sapevamo che volevamo far ” pipì “, e questa comunione di intenti cimentò ancor di più il nostro sodalizio. La passione di Larry (questo è il suo nome) per le foto, tramite il suo supersonico telefonino made in “United State of America”, fece il resto. In quattro e quattr’otto eravamo amici per la pelle.
Tutto spiegato per l’ingresso nel Club, tutto OK per il futuro prossimo, a cominciare, appena un mese dopo, dalla maratona di Firenze.
E’ già qualche anno che Larry, avvocato americano, abitante a San Francisco, è socio del nostro Club. E’ orgoglioso di appartenere al nostro gruppo e “sfoggia” frequentemente la nostra maglia nelle varie e più grandi maratone americane.
A Boston è sempre presente, anche l’anno passato, dove è stato “graziato” per pochi minuti dall’esplosione di cui tutti sappiamo.
In Italia, non manca quasi mai a Firenze e Roma. E’ stato pure al pranzo dei Supermaratoneti del 2012 a Prato, dove ha cimentato tante nuove amicizie.
Siamo tutti orgogliosi che faccia parte del nostro Club, e lui più di noi, specialmente ora che ha tagliato il traguardo delle 100 maratone, divenendo “Supermaratoneta Effettivo”.
Culturalmente parlando, a parte la sua laurea in legge, apprezzo la sua grande capacità di capire la nostra lingua, compreso il dialetto, (per esempio il mio “English Tosco!”) lo capisce benissimo, meglio di tanti “Romagnoli”…, cui parlo in “Italian Tosco!”…
Conosce ed apprezza molto la cucina italiana, non per niente è ospite fisso a casa mia alla vigilia della Maratona di Firenze. E’ il periodo dell’olio nuovo, …e via con bruschette, lardo di colonnata, minestra di pane, formaggio con miele, ecc…
Spero sempre che “gettando i bachini in acqua”, come fa il pescatore per far abboccare il pesce, per sua riconoscenza possa io apparire sulla prima pagina del “NEW YORK TIMES”, dove scrive suo figlio giornalista, magari con una foto dove taglio il traguardo di una maratona prima di Paolo Gino! Se, poi, a fianco c’è spazio per un articolo o una foto con il Presidente Obama, non ne farò un dramma! Unica condizione: Berlusconi questa volta non ce lo voglio!


