Lavello. La prima cosa bella

La memoria sovrappone i giri, gli anni e le occasioni, i temporali, le notti, il vento, le albe e i tramonti. Siamo 88 anime salve che su 4 gare giriamo come dervisci: chi cammina, chi corre, chi chiacchiera, chi cerca una nuova vita, chi non si inventa niente, chi a ciascuno il suo, chi è solo una tacca, chi è meglio due, chi aspettava da anni, chi parte e basta, chi è uno zingaro felice, chi adesso smetto, chi è fermo da sei mesi, chi perché non è venuto, chi se ne frega, chi te l’ha detto, chi aspettami è l’ultimo giro, chi è stato, chi l’ha visto. Le facce spariscono perché si viene solo sorpassati e alla fine si scordano anche i nomi e da buoni dervisci dimentichiamo anche il nostro nome.

002Felice Russo è il gatto nella pioggia che incanta e predice un futuro dove per mille anni ancora organizzerà questa semplice e naturale passerella di dicembre, nel cortile di casa sua. Felice va e viene, carica e scarica, incita e commuove al microfono, fa divertire i convitati da buon padrone di casa e si muove come il gatto nella pioggia del famoso racconto Hemingway, e di pioggia specie la notte ne è scesa. Si rannicchia sotto il tavolo come il gatto e tira fuori da un cappello magico medaglie, pergamene, trofei, pacchi e pacchetti, agrumi a spicchi, bottiglie e salami, c’è sempre un pensiero per tutti, come i gatti sa come farsi voler bene anche se fuori piove.

003Massimo Faleo è la volpe del piccolo Principe, occhi indagatori e spirito puro da vera volpe, nonostante le quasi 500 maratone corse e più di 50 organizzate è rimasto un animale selvatico e diretto che ispira simpatia al primo impatto. Noi piccoli Principi sognatori lo vorremmo addomesticare e portarlo sulla nostra via ma lui rimane così, col suo motto “Tuttapposto” ci insegna il significato profondo, e talvolta doloroso, dell’amicizia intesa come legame basato su un affetto sincero in grado di rendere unico il suo modo entusiasta di percepire il mondo, di farcela sempre e comunque, di solidarietà a priori. Passano gli anni e lui è sempre là con un sorriso e una battuta, torneremo anche noi a casa sul nostro pianeta ma ci ricorderemo sempre di lui e di tutte le avventure e la sua disponibilità che diventa un legame profondo. Certo non gli perdonerò mai la prima edizione di Ascoli Satriano una sei ore che per prendere la maratona si doveva fare 3500 metri di dislivello.

004“La prima cosa bella” è una vecchia canzone di Mogol e Nicola di Bari. Roberto è il cantante che è tornato qui a cantarla per la piccola festa in fondo al mondo delle mie 350 maratone. Roberto era lo stesso che cantò alla festa delle mie 101 al Grottino nel 2014. Stesse emozioni, anche se un po’ sbiadite da tutte le nuove strade percorse, gli amici son sempre qui, qualcuno se ne è andato e qualche altro è arrivato. 350 non son tante, un terzo di quelle di Piero, meno di metà di Angela e Michele, chissà e quale sarà l’ultima per me? 351 o 1051 chissà? Su un muro, un tale che ama William Shakespeare ha scritto. “Some rise by sin and some by virtue fall”. Traduzione letterale: “Alcuni sorgono per il peccato mentre altri cadono per virtù” (*). Chissà se sono 350 peccati o 350 virtù. Dubbio amletico. Chissà se sono nato o son caduto? In mezzo comunque tanta meraviglia e strada. Lo champagne è finito. Scende la sera, si riprende a girare e Roberto continua a cantare.

(*) [Significato controverso. Potrebbe essere: “Alcune persone ottengono nella vita benefici e vantaggi facendo cose sbagliate, mentre altre subiscono solo perdite e danni facendo solo ciò che è giusto fare”. NdR]

Clicca qui per la classifica

Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)

Clicca qui per le foto (di Imma Magli)

005

006

007

008

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche