Come ‘Socio scrittore’, come sono ormai stato definito , visto che scrivo libri sulla corsa, mi è stato chiesto di raccontare la mia esperienza e chiaramente non potevo esimermi da questa richiesta.
Alla 10 x 10 ho visto e conosciuto persone incredibili. Gente abituata a combattere e che tiene vivo il motto di noi podisti di ‘Non Mollare mai!’
Prima di venire ad Orta mi sentivo e mi facevano sentire i mie amici e colleghi un super uomo che corre anche 4 maratone all’anno!!
Qui’ al club è cambiato tutto il mio punto di vista. Mi sono sentito un pivello quando ho cominciato a parlare con persone che avevano corso 800 Maratone, 900 chi addirittura più di 1000 o chi corre da un anno e mezzo una maratona al giorno!!
Incredibile! Cose che non avrei mai pensato potessero esistere.
Queste persone qui ad Orta, si sono sfidate! Hanno sfidato se stessi i propri record, hanno sfidano la vita con la loro forza di volontà.
Niente e nessuno poteva fermarli dal loro intento e questa incredibile caparbietà fa capire di che pasta sono fatte certe persone.
Ho conosciuto un mondo fantastico che può dare veramente grande soddisfazione e dare una nuova voglia di vivere.
Ogni giorno combattiamo le nostre battaglie nella vita e spesso anche più dure di quelle sportive ma ad Orta si sono combattute tante battaglie e tutte vinte!
Alla 10 x 10 abbiamo tutti affrontato la nostra sfida, chi alla 10 km. chi alla 21 km. chi alla maratona e chi alla 56 Km. e combattuto la nostra personale battaglia.
Chi ha combattuto con il cronometro, volendosi a tutti i costi migliorare ad ogni gara;
Chi ha combattuto semplicemente nel voler concludere tutte le gare;
Chi ha combattuto con il proprio fisico che gli diceva no, ora basta;
Chi si è sfidato come Giorgio Calcaterra ed Adam Holland;
Chi ha combattuto con le vesciche ai piedi;
Chi spingendo un passeggino;
Chi spingendosi avanti con delle stampelle;
Chi ha combattuto nell’organizzare un evento cosi importante di cui posso solo immaginarne le difficoltà , un evento sportivo e turistico allo stesso tempo e meritevole solo di congratulazioni per quanto fatto;
Chi ha combattuto con le api ai ristori.
Battaglie che abbiamo voluto affrontare e vincere. Vincere per sentirci più forti e pronti ad affrontare qualunque difficoltà della vita.
Tutti abbiamo vinto la nostra sfida, abbiamo vinto il giorno che eravamo lì alla partenza e abbiamo vinto il giorno in cui abbiamo concluso l’ultima gara.
Quando tutto è finito ho raccolto le sensazioni e dopo la felicità, dovuta, per avere completato un’impresa come questa, ho scoperto, soprattutto per quelli che sono tornati a casa, che ci siamo trovati tutti un po’ spaesati, come se ci mancasse qualcosa, come se tutta quell’attività fisica che facevamo ogni giorno fosse diventata la nostra ragione di vita.
Ci mancavano non solo le corse ma anche i volti delle tante persone conosciute. Tantissime persone, con tantissime storie diverse che non basterebbe una vita per conoscerle e raccontarle tutte. Tutte accomunate da una stessa passione la corsa.
Capisco quelli che non smettono e che dopo Orta sono andati a Rieti. Serve per non smettere mai di vivere queste emozioni vere che solo la corsa ti può dare.
Mi mancano le corse, le gite, le feste, le persone che ho conosciuto, mi manca l’ok con il pollice che mi faceva Giorgio Calcaterra quando ci incrociavamo lungo il percorso.
Mi riguardo la grande medaglia il piccolo trofeo e mi assale un po’ di nostalgia!! Ho però tanti nuovi amici su FB con cui continuerò a condividere il nostro mondo e le nostre esperienze.
Abbiamo vinto le nostre sfide, abbiamo vinto tutti e vincere significa essere più forti per poi affrontare le sfide vere della vita.
Un grazie a tutti per la bellissima esperienza vissuta e che non vedo l’ora di poter ripeter il prossimo anno.
Luigi Ambrosino (Podista scrittore)
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