Le Colline di Napoli

Due belle madrine ha scelto come vetrina della manifestazione: Gloria Marconi, forte rappresentante della maratona professionistica, ed Angela Gargano, genuina interprete della maratona-ultramaratona amatoriale. E gli uomini? Tito Tiberti, Gennaro Varrella, Luigi Guidetti, Paolo Ciappa ecc., ottimi come contorno! Sia ben chiaro, il femminismo non centra. Infatti, il sesso forte è stato premiato con lo stesso monte-premi del sesso debole!

Per l’occasione, Napoli ha messo in vetrina i suoi gioielli. Il Real Bosco della collina di Capodimonte, protetto dall’UNESCO, ha accolto gli atleti nella prima tappa, svoltasi di pomeriggio. Hanno scorazzato per 12,7 km su saliscendi, sterrati o ricoperti da cubetti di porfido, dei 120 ettari di lecci, pini e tigli. Il sole faticava a farsi strada fra i fitti rami, poi improvvisamente il bosco s’illuminava in distese di prati verdi, su cui spiccavano altissime palme a dare un tocco esotico alla severità del verde cupo della faggeta. Sbuffavano gli atleti fra i viali, come è di norma nelle corse brevi. I più fortunati erano quelli senza problemi di classifica, che potevano concedersi il tempo di alzare lo sguardo e vedere sulle loro teste stagliarsi il grandioso Palazzo Reale ed, abbassandolo, distendersi ai loro piedi tutta la città partenopea.

Da buon medico, Benny sa che il recupero è un momento importante in una gara a tappe, e ieri pomeriggio se le son date di santa ragione. Pertanto, solo 6,5 km oggi, ore 9 di sabato 18 settembre. La navetta ci porta alla volta dei Campi Flegrei, eccezionale sito geomorfologico, archeologico, storico, artistico e paesaggistico: bradisismi, sorgenti termali, ruderi sommersi, laghi vulcanici, ville romane, la Sibilla Cumana ( Ricordate? Ibis et redibis non morieris in bello). Si corre nel suo cuore: due giri intorno al lago Averno, dove gli antichi posero l’ingresso degli Inferi. Se ne percorre il periplo con frequenti divagazioni fra agrumeti, pescheti, viti pregiate ed antichità romane. Il percorso è sterrato e piatto. Ma dove sono le colline di Napoli? Sono tutt’intorno a far da corona all’ex cratere. Doccia all’aperto fra gli aranceti, e di corsa allo stabilimento termale “Stufe di Nerone”, a smaltire l’acido lattico, curare i reumatismi ed abbronzarsi. Nel pomeriggio, visita alle catacombe di San Gennaro, San Gaudioso, al brulicante rione della Sanità e…pizza.

L’otium delle Stufe di Nerone è stato salutare. Al via della terza tappa, i partecipanti si presentano freschi, belli, e possono correre la distanza di 10 km. Luogo del ritrovo è la Piana di Quarto, cioè la città situata al quarto miglio da Puteolis (Pozzuoli). Superata la “Montagna Spaccata”- profondo taglio, in cui è ancora evidente l’opus reticulatum, praticato dai Romani per farvi passare la via Campana -, agli occhi dei concorrenti si presenta la caratteristica depressione ellittica di un cratere spento, circondato da colline che sono quel che resta delle pareti dell’orlo dell’antico vulcano. E’ questa l’arena dell’ultima tappa in cui deve scorrere il sangue. Gloria Marconi è rilassata, essendo il suo vantaggio sulla seconda in classifica, Ana Nanu, incolmabile. Si preannuncia battaglia fino all’ultimo fiato fra gli uomini. Il piccolo-grande Gennaro Varrella, che oggi festeggia l’onomastico, ce la mette tutta per annullare i 18’’ che lo separano dal primo, Tito Tiberti. La sua breve e veloce falcata, i suoi atti respiratori portati alla frequenza più estrema nulla possono contro la tattica difensiva del leader.

Si spengono le luci sulle “Colline di Napoli”: felice connubio di efficienza organizzativa ed ostentazione di tesori ambientali. Non è mancato il tocco di internazionalità, dovuta alla partecipazione delle “Piume Nere”, Club cosmopolita che raccoglie i dipendenti NATO. Il suo Presidente, l’ex bersagliere Giovanni Interbartolo, è riuscito a coinvolgere un po’ tutti, dal generale alla bionda ufficiale inglese. Egli stesso ha corso con il caratteristico cappello piumato. E quando corrono i bersaglieri al ritmo della caratteristica fanfara, l’entusiasmo va alle stelle.

Le tappe delle “Colline di Napoli” non sono sempre le stesse, data la ricchezza del territorio. Il dottore ha cultura ed esperienza tali da offrire sempre percorsi interessanti. Intanto, lo vedremo all’opera il 30 gennaio 2011 nella Maratona di Napoli. Prende in cura una pianta gracilina di 350 classificati. Le sue medicine innovative saranno in grado di renderla rigogliosa come le querce del Real Bosco?

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