Venerdì, sveglia alle ore 4:15, partenza alle 5.00 e, dopo aver guidato per 828 km, arrivo alle 14:30 a Bad Salzungen, piccolo centro termale in Turingia, vicino ad Erfurt, ex Germiana dell’Est, zona ricca di sorgenti termali e saline naturali. La cittadina è una delle più antiche località termali della Germania.
Si corre di sabato. Con gli obbligatori casco e lampada frontale, accompagnati da minatori esperti, in pochi minuti si viene calati tramite fune e “gabbia in ferro” fino alla profondità di 500 m ed, una volta sottoterra, si raggiunge una caverna dove ci attendono dei veicoli a trazione integrale, scoperti che, percorrendo delle piste sufficientemente larghe ma molto basse e districandosi in un dedalo di cunicoli ondulatissimi e senza mai tratti pianeggianti, ci immettono, non senza qualche patema, in una ampia caverna principale da dove partiremo e dove arriveremo con la corsa. È interessante notare che tutti i visitatori hanno la sensazione che il veicolo si muova a grande velocità; il buio e gli stretti passaggi producono il ben noto effetto tunnel; infatti, vi è un limite massimo di velocità di 35 km/h, ma sembra di essere sulle montagne russe.
Il sistema di cunicoli e strade è davvero molto vasto; la caverna principale è lunga 250 m, larga 22 m ed alta 14-17 m e serviva fino al 1993 come “grande magazzino“ capace di contenere fino a 50.000 t. di sale grezzo.
La temperatura è di 21C°, con aria molto secca (30-40% di umidità). Dobbiamo inanellare 13 giri, con cancello di chiusura a tempo, al passaggio della mezza maratona. Oggi la sala è sfruttata per visite ed eventi sportivi come il nostro, ma anche per esempio per concerti (l’acustica è paragonabile ad una navata gotica). Tutta la miniera si estende per ben 140 kmq.
Durante a seconda guerra mondiale, con l’inizio dei bombardamenti, le miniere di sale sono state utilizzate per archiviare tesori d’arte, materiali d’archivio, denaro e oro. Nella “Goldraum”, sono state stipate circa 220 tonnellate di lingotti d’oro, banconote e monete per un enorme valore, vale a dire le riserve auree e di valuta della Banca nazionale tedesca a Berlino; il tesoro è stato scoperto e bloccato dalle truppe americane ed il comandante in capo delle forze alleate in Europa, Eisenhower, ha visitato personalmente la miniera con i suoi generali per esaminare questi ritrovamenti. Successivamente la DDR aveva sempre congelato informazioni sul sito come segreto di stato; poi con la caduta del “muro” anche la miniera è stata “aperta” al pubblico ed una parte rimane produttiva.
Ci siamo sciroppati 13 giri, fatti di corte e ripide salite ed altrettante infide discese, rese insidiose dal fondo “scarificato” della roccia e dal “chiaro scuro” dei tunnel, rischiarati da qualche lampada fissa e dalla nostra luce posta sul caschetto. Il terreno pianeggiante lo abbiamo avuto solo nella caverna della partenza; i ristori erano 2 ogni giro e questo per sopperire all’aria secca che ti asciuga la gola.
All’arrivo, grande festa per tutti, per le raggiunte mie 100 maratone, e per i miei compagni di viaggio, l’ultramaratoneta con le ali, Pio Malfatti di Mezzolombardo, primo di categoria e sesto assoluto, coadiuvato dalla moglie Antonella, interprete, fac totum e preziosa assistente giro su giro, e per l’intramontabile Mario Nami, classe 1944, primo di categoria anche in terra teutonica.
Poco dopo l’arrivo, il tempo di cambiarsi e lavarsi in qualche maniera (siano pur sempre in miniera!) e risalire sulla gelida superficie, e via di corsa in macchina per altri 828 km, guidati senza tentennamenti verso casa. Partenza alle ore 17:15, nebbia in Turingia, pioggia a Norimberga, neve…e gulaschsuppe a Monaco, stelle al Brennero, arrivo alle ore 3:30 di notte… per fortuna dormirò tutta la domenica.
Ho corso …
sopra i ghiacciai perenni del Circolo Polare Artico
sulle pietre millenarie della Grande Muraglia Cinese
sulla rovente sabbia del deserto del Sahara
ho corso in cima al mondo, giù dai 5354 m del campo base dell’Everest, in Nepal
radente alle acque impetuose delle Cascate del Niagara, nel vento dell’Ontario
sull’asfalto di metropoli e città:
ad Est … Belgrado, Budapest, Praga, Zagabria, Lubiana…
come ad Ovest … New York, Boston, Lisbona, Barcellona, Valencia, Siviglia, ….
a Nord … Helsinki, Berlino,Monaco,Vienna…
come a Sud … Atene, Malta…
sotto cime innevate …a Davos (Svizzera), in Allgau (Germania), Vaduz-Malburn (Liechtestein)…
totalmente immerso nella natura, come nel Parco Nazionale di Plitvice (Croazia)
sotto autentici nubifragi, come a St. Michael im Lungau (Austria)
nell’afa estiva e cocente, come a Porec (Croazia)
d’inverno e di notte sotto il gelido nevischio come a Zurich (Svizzera)
sulle strade blindate della Città Santa: Gerusalemme.
Ho festeggiato la 100° maratona nelle viscere della terra, sotto 500 metri nella miniera di Merkers (ex Germania dell’Est).
Ho corso in 22 stati …ed ho corso con la fantasia in mille altre parti del mondo…
Ho corso con il corpo e con la mente.
Ho conosciuto tante persone, modi di vita, usi e costumi diversi, ho apprezzato ogni cosa, dalla più grande alla più piccola, sempre come umile viaggiatore, come rispettoso ospite desideroso di vedere, imparare, conoscere.
Ho sempre tenuto a mente che la corsa è un mezzo, non il fine.
E ad ogni sfida rimane il motto, caro a Giulia: “si torna … per ripartire”.
Mi sia consentito un ringraziamento al Club Super Marathon in generale, ed in particolare alle squisite persone che ho conosciuto correndo, quando ancora non conoscevo il Club, come Bigi nel deserto del Sahara, Fausto Dalla Piana a St. Michael im Lungau, Liccardi a Siviglia e Gemma in centomila altri posti, e quando mi sono affiliato con le 50 maratone, come Nistri e Capecchi a S. Benedetto, e Rizzitelli a Boston, Iseo e Bagnacavallo… e naturalmente al Presidente Gozzi per tutto il lavoro che svolge.


