
Livigno ci accoglie sempre così: con l’aria frizzante del mattino, il profumo della resina, le cime che sembrano dipinte e quel silenzio che parla più di mille parole. Per tre anni consecutivi, il Club Supermarathon Italia ha trasformato questo angolo di paradiso in un palcoscenico epico, dove ogni passo diventa ricordo.
Un percorso che sembra un sogno
La maratona si snoda lungo la pista ciclabile, un nastro perfetto che attraversa prati, boschi, ponticelli e scorci che ti fanno dimenticare la fatica. Ogni curva regala un quadro nuovo, ogni rettilineo una boccata di libertà. E quando il sole filtra tra le montagne, Livigno sembra brillare.
Ristori impeccabili e acqua di montagna che ti rimette al mondo
I punti ristoro sono un piccolo miracolo di organizzazione: precisi, forniti, sorridenti. E poi c’è lei, l’acqua delle fontane lungo il percorso: gelida, pura, rigenerante. Bevi e senti la vita che ti torna nelle gambe.
L’albergo: il nostro rifugio dopo la battaglia
Dopo il traguardo, il paradiso continua. L’albergo che ci ospita è una coccola continua: piscine calde dove sciogliere i muscoli, saune che profumano di legno, bagno turco che ti avvolge come una nuvola. È il luogo dove la fatica diventa soddisfazione, dove le risate del gruppo riempiono la sera.
Cene e colazioni… semplicemente stratosferiche
E poi arriva il momento più atteso: la tavola. Cene che sembrano banchetti, colazioni che ti fanno venire voglia di correre altre due maratone solo per meritarti un bis. Sapori autentici, porzioni generose, atmosfera familiare. È lì che si cementa lo spirito del Club: tra un piatto fumante e un brindisi di soddisfazione.
Tre maratone, un’unica grande storia
Ogni anno è diverso, ma la magia è sempre la stessa:
la partenza con il cuore che batte forte,
il percorso che ti mette alla prova e ti abbraccia,
l’arrivo che ti fa sentire parte di qualcosa di grande.
Livigno non è solo una maratona. È un rito. È un ritorno. È un pezzo di vita condiviso con chi capisce cosa significa correre non solo con le gambe, ma con l’anima.
Luigi AMBROSINO


