Ad ogni incrocio di runner, o ciclista, mascherina alzata, mano a salutare e via che si continua. C’era un po’ di vento ed il sole andava e veniva, ma il poter finalmente di nuovo affrontare quel ponte, con i suoi lunghissimi ed interminabili quattro chilometri scarsi, raggiungere la colonna col leone alato sulla terraferma… beh, è una sensazione bellissima, ti senti libero e senza pensieri… Se poi ci passi l’intera mattina facendo quelle che noi veneziani chiamiamo “le vasche”, sparandoti una mezza maratona avanti e indietro… Vi lascio immaginare!
Evviva il Ponte della Libertà, che se gli hanno dato questo nome un motivo valido c’è di sicuro!





