Ti confesso che anche il più vecchio l’ho sbagliato; non era Gianpaolo Cera bensì Gianfranco Gozzi, però non è che per questo Gianfranco sia stato a scrivere commenti sull’errore.
E dire che per un “anziano” essere premiati ha un valore molto superiore, il tempo passa e non si sa quante altre occasioni ci saranno.
Però mi corre l’obbligo di spiegare una cosa:
A noi del Club Super Marathon Italia, delle premiazioni non ce ne “frega nulla”. Non è certo per una coppa del valore di pochi euro o una maglietta che corriamo centinaia di chilometri tutti gli anni.
Corriamo per divertirci, per stare bene e se uno pensa di entrare nel nostro gruppo per vincere qualche premio ha proprio sbagliato porta.
Ti confesso, e non me ne vogliano gli altri premiati, che tutte le coppe che consegniamo sono riciclate; ovvero durante l’anno, quando veniamo premiati come gruppo, non avendo una sede dove esporle, conserviamo la coppa e la ridistribuiamo nella cena sociale.
Ma ripeto, è solo una scusa per fare festa, per portare un po’ di allegria, per divertirci, sai come sono fatti i vecchi, vero? Hanno le loro manie.
Per il resto noncapisco proprio di cosa tu stia parlando.
Se non ti è chiaro ti spiego che noi non siamo una società sportiva come le altre.
Raggruppiamo quelli che amano la maratona, non abbiamo obblighi di avere un settore giovanile e, lasciamelo dire, non ci interessa proprio di averlo.
È evidente che, dovendo aver disputato 50 maratone per accedere al Club, l’età media è alta, non può essere diversamente.
Tu e Claudio siete giovani “relativamente”, sicuramente avete avuto fortuna a conoscere questo sport alla vostra età.
Io alla tua età ero un giocatore di pallavolo che cominciava ad essere lasciato fuori dal sestetto perché troppo vecchio, quindi come vedi è tutto relativo.
Ho conosciuto il podismo a 41 anni e quindi? Sono un falso atleta?
L’anno passato ho disputato 44 gare fra maratone ed ultra e ho chiuso più o meno tutte le maratone sotto le 3,30, ma sono vecchio; ho 60 anni e quindi come mi devo definire?
Se devo dirti il mio pensiero, ammesso che i giovani abbiano interesse ad ascoltare i vecchi, il più grande atleta, con la A maiuscola del nostro Club è Angelo Squadrone, classe 1929 che l’anno passato ha disputato 4 maratone.
Siamo sicuri che riusciremo ad eguagliarlo?
Scusami, ma è facile dire che a 29 anni si hanno potenzialità strepitose ma siamo sicuri che a 84 avremo ancora la forza e la voglia di alzarci presto, di raggiungere il luogo della maratona, di metterci in canottiera e correre per strada insieme a dei “giovani” che magari penseranno: “Ehi nonno, ma chi te lo fa fare?”.
Inoltre, quale sarebbe il valore aggiunto ad avere tre “giovani” nel Direttivo?
Nel Direttivo c’è bisogno di gente che stia davanti al computer a redigere elenchi, contatti organizzazioni, si occupi delle varie incombenze del gruppo.
Vecchi o giovani chiunque è ben accetto se viene eletto dall’Assemblea, è una regola della democrazia, non della vecchiaia.
Bandiere? Ma le abbiamo: si chiamano Ennio Tassani anno di nascita 1927; Angelo Squadrone anno di nascita 1929; Alberigio Guicciardi anno di nascita 1930.
Incentivare la partecipazione ai giovani under 30 a partecipare alle gare? Non è un problema nostro, non dobbiamo garantire un settore giovanile, non siamo una ASD.
Chi ama la maratona e vuole incontrare altri con la stessa passione, può iscriversi al Club, altrimenti farà altre cose.
Il problema dei giovani? I giovani hanno problemi molto più seri da affrontare: la disoccupazione, la casa ecc. ma sono problemi per i quali noi non possiamo fare nulla.
Con stima ed affetto: un finto atleta.
Luciano Bigi


