Lorenzo re delle maratone “Festa per la millesima”

Come Gemma, pensionato forlivese, solo altri tre podisti in Italia. A Livigno ne ha corse tre in tre giorni per poter tagliare il traguardo

di Fabio Gavelli

da IL RESTO DEL CARLINO del 12 luglio 2022

“A due chilometri dalla fine sono scoppiato in lacrime, ho tagliato il traguardo piangendo. Non avrei mai immaginato, quando iniziai a correre le maratone, nel 1994, di arrivare a mille”. Lorenzo Gemma domenica scorsa a Livigno è entrato nella storia. Perché di persone che hanno terminato mille podistiche da 42 km e 195 metri (e anche oltre), in tutta Italia ce ne sono solo altre tre.

Lui, il maresciallo dell’aeronautica in pensione, brindisino d’origine ma da tanti anni a Forlì, volontario di Sos Taxi e della Protezione civile, per centrare l’obiettivo della cifra tonda, è partito in macchina da Forlì giovedì scorso, è arrivato a Livigno, ha corso la fatidica distanza olimpica una prima volta venerdì, quindi sabato (la sua 999ª) e infine domenica. “Smaniavo da tanto tempo per raggiungere questo traguardo. Durante la pandemia siamo stati fermi a lungo, se no ce l’avrei fatta prima. Tempo fa ho corso persino con un braccio al collo, perché ero caduto e mi ero fatto male. E per riuscirci a Livigno, mi sono sottoposto a un tour de force: a giugno sono stato a Rieti dove ne ho portate a termine dieci in altrettanti giorni consecutivi”.

L’impresa di domenica scorsa “è stata soprattutto una festa. Abbiamo corso la maratona insieme, con altri amici, c’erano anche Michele Rizzitelli e sua moglie Angela Gargano, di Barletta, che assieme al leader Vito Ancora, che di maratone ne ha fatte 1300, sono gli unici, oltre me, ad avere raggiunto questo record. Nel mondo, da quanto mi risulta, sono 54°. Ci abbiamo messo 6 ore e 42 minuti, proprio perché lo spirito era di festeggiare l’evento”.

Tenace, combattivo, Gemma sa cosa vuol dire stringere i denti. Nel 2017 si operò perché aveva consumato la cartilagine del ginocchio. “Fui costretto a stare fermo 6 mesi, ero diventato intrattabile”, ricorda. E contro il parere dei medici, ha riallacciato le scarpette e via a correre. Fossero solo le maratone. Di gare da 50 o 100 km ne ha concluse a frotte: a maggio, ha finito per la ventesima volta la 100 km del Passatore, da Firenze a Faenza. “Mi hanno dato come omaggio un’opera in ceramica”. E poi tante Nove Colli (a piedi) e numerose massacranti podistiche in cui contano le gambe, ma soprattutto la forza mentale. Il suo ispiratore è Sergio Tampieri, l’inventore del Club Supermarathon. Anch’egli forlivese, Tampieri cominciò a raccogliere, con pazienza certosina e grande passione, i risultati di tutti coloro che avevano tagliato il traguardo in più di 100 corse a piedi dai 42 km e 195 metri in su. Quando nel 2010 Tampieri morì, Gemma organizzò subito in suo omaggio la “Maratona del Presidente”, la gara che raccoglieva gli apostoli della fatica. “Quest’anno si terrà il 25 settembre al parco urbano – continua Gemma – e sarà un’occasione per festeggiare le mie mille imprese”.

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