LUNGO MARE, MARE, SABBIA- LA MARATONA SULLA SABBIA 2023. SAN BENEDETTO DEL TRONTO.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO, 19 febbraio 2023

di Vito Carignani

C’era la Maratona di Filippide in quel di Metaponto, mitica invenzione di Rocco Petrocelli. Cinque km di bosco, traboccanti d’intenso, radiante profumo di eucalipti alterni a cinque di battigia sconnessa. Colonie di meduse svaporate sulla spiaggia, svanite nel calpestio di scarpette lungo il percorso. Costante presenza di Vito Antonio Ancora e Mario Licheri. Ho pensato a Metaponto  prima della partenza della “Sabbia” al Circolo Nautico Ragn’a Vela di San Benedetto del Tronto, domenica 12 febbraio 2023.

Il pomeriggio del sabato, appena arrivato, il tempo di lasciare la valigia all’ accogliente Hotel Sporting, con seguito di quasi tre ore al lungo mare. Palme protese verso il cielo, quasi novelli menhir salentini. Simili agli imponenti nuraghi sardi o a resti ciclopici dell’isola di Pasqua.

Lungo il lato sinistro della strada, il susseguirsi di alberghi, all’altro : stabilimenti balneari, ristori, attrezzature ginniche all’aperto. Il tutto quasi ad avvolgere ampia pista pedonale e ciclabile alla mediana di un viale illimitato ben oltre l’orizzonte visivo. Vissuto, per la prima volta tanta variegata ed intensa “cultura del movimento”. Ambo i sessi in corsa, in bicicletta, giovani sposi a passeggio con pargoli in carrozzina, mogli e mariti in cammino tenendosi per mano, quanta tenerezza. Il tutto con ordine, educazione civica, personale sicurezza. Quanta differenza rispetto al mio vivere giornaliero, quasi nel paradosso d’ immaginare nuovi segnali stradali di divieto transito “pedoni e biciclette” lungo le vie cittadine. Il maratoneta è portato dal costante stimolo di costante impegno, teso al raggiungimento degli obiettivi prefissati. A volere sempre, fortissimamente volere, parafrasando Alfieri. La sera del sabato tutti in comunione simbiotica, quasi unico leggendario unicorno. Primo a scelta tra pasta al sugo o marinata, alici sfilettati con pane tostato, frittura di calamari e gamberetti, deliziose crostate frammiste a composizioni dolciarie. Il tutto corroborato da raggiante prosecco. Festeggiamenti ad honorem a Cameruccio Simonetta, con i migliori auguri di ingresso nella grande famiglia del Club Super Marathon Italia con le sue 50 maratone, gemellate alle oltre 1600 del mitico decano Vito Antonio Ancora.

Di buon mattino la domenica, il tragitto dallo Sporting al Circolo Ragn’a Vela senza sensazioni particolari. Puntuale partenza alle nove. Il primo dei sei giri in 50 minuti, proiezione finale sulle 5 ore; non male anche considerando la mezza maratona ultimata in 2 ore e 37′.

Nel proseguo arriva puntuale la cruda realtà del riscontro. A punto intersecale del giro sfocia il torrente Ragnola, che nasce dal Colle Valle 278 mlm. Disposte quattro travette parallele, che impediscono alle scarpe procedere in bizze motorie nell’ attraversamento. In precedenza innocuamente espressive, di colpo, scalpitanti lungo i miei tremebondi tendini. Rammento la vecchiaia di Fausto; impaurito, storno la mente alla misura del tempo di Einstein. Dato che la salvezza dell’anima non è mai barattabile, rifuggo, con terrore dal dramma mefistofelico del Goethe. Non opportuno, al contempo, impelagarsi nel labirinto del ” volli, sempre volli, fortissimamente volli” alfieriano. Pena il crollo totale delle “giunture fasciali” degli arti inferiori. Preferibile considerare il principio che la forma delle leggi della fisica debba essere invariante al cambiamento del sistema di riferimento. Benedetto Einstein a dire che ognuno ha una propria misura del tempo, che dipende da dove ci si trovi e da come ci muoviamo. Vicino ad una ragazza carina, un’ ora  sembra come passato un minuto. Trovata oltremodo efficace al risvolto della ragazza carina, assai meno alla realtà dei miei quasi ottant’ anni. Comunque il tempo fa, benignamente, il suo corso nel rispetto di  una catartica purificazione mentale. Gli uccelli a stornellare, saltellando infra il frangersi della schiuma dell’acqua sulla battigia finemente sabbiosa. Volatili sull’ onda, stanziali nei 180 ettari della “Sentina “, riserva naturale delle Marche a nord della valle del Tronto. Il Martin Pescatore, La Folaga, la Gru, la Pavoncella, La Calandrella. La Bellezza del Creato rimane plasmata nella mente, al di là di qualsivoglia descrizione visiva. Ricordo il mio amico Francesco Capecci inviarmi qualche foto di tali meravigliose creature appollaiate in riva al mare. Ne farò un quadro per il mio studio.

Dice Enrico Stefano, giovane podista salentino, nonché virtuoso maestro di fisarmonica ” quando le gambe sono stanche corri con il cuore.” Ormai barcamenandomi tra Goethe, Alfieri, Einstein e lasciando da parte il cuore, per non ulteriormente molestarlo, caro Stefano: conclusi i sei giri in 06:20:32. Alle spalle ulteriori 10 arrivi al limite delle 7 ore concesse.

Podismo è corsa, primordiale istinto all’ inseguire finalità ideali oltre il razionale limite dell’umano scibile. La maratona sulla sabbia ha l’incomparabile mare marchigiano. Dopo cinque ore di gara è riapparso il sole con argentei raggi  all’orizzonte, che hanno scolpito gl’ infiniti versi de navigar m’è dolche in questo mare. Navigar, non naufragar vissuto dal Leopardi.

Gara da prendere con le pinze, ferreo raziocinio, il pur minimo errore nel durante consegue ad un anticipato ritiro. Il traguardo alla fine, antitesi dell’ignoto di Ulisse nella Commedia di Dante:

“O frati”, dissi “che per cento milia

perigli siete giunti a l’occidente,

a questa tanto picciola vigilia

d’i nostri sensi ch’è del rimanente,

non vogliate negar l’esperienza,

di retro al sol, del mondo senza gente.

Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza”.

 La vita del podista resta nell’ immaginario dell’ essere, antidoto alla fatica, ostacoli e, perché non, anche sofferenza. La mente rivolta ad altri pensieri evita il rischio del non desiderato ritiro.

A Metaponto, giunti al traguardo della maratona di Filippide, antistante l’Hotel Sacco, immediato tuffo nel mar dello Ionio con Vito Antonio Ancora, Mario Licheri. Peccato non poterlo fare al Circolo Ragn’a Vela di San Benedetto per diversità stagionale.

Tra gli 87 arrivati: Vito Antonio Ancora, Lorenzo Gemma, Marina Mocellin, Massimo Faleo, Pasquale Giuliani, Michele Calabrese, Michele Giammanco, Domenico Martino, Giorgio Saracini, Leonardo Manferdini, Cristiana Terenziani, Simonetti Marco, Luca Gelati, Ferdinando Gambelli, Simonetta Cameruccio

Con vera gioia ho rivisto il caro Giovanni Francioso, prima della partenza.

Fiadone Antonio Mario, primo uomo in 02:47:59.

Savini Lorena, prima donna in 03.59.32

Alla fine della classifica, ma non ultimo nello spirito Mari Franco 06:53:25

Bella esperienza sotto tutti gli aspetti. Due giorni vissuti nell’ intensità della conoscenza di luoghi, genti, ambienti, natura diversa dall’ ordinario.

Grazie al caro Vincenzo Capecci.

Un saluto particolare a conterraneo Franco Stefanelli, impossibilitato a partecipare all’edizione 2023.Il 13 febbraio 2022, primo di categoria nei 50 km in 05:18, campione italiano di categoria IUTA.

La Freccia Argento per Lecce in arrivo alle 18,16. Dall’ Hotel Sporting alla stazione 6 km necessariamente in taxi. Nei 10 minuti del tragitto a colloquiare col conducente, proprietario sig. Aniello Vallario, di anatomia, fisiologia, ortopedia, psiche, metabolismo. Il tutto connesso all’esercizio del Podismo. In taxi a New York sia conducente che clienti, quasi fossero automi anche sino ad un’ora di percorso. Constatato nelle 6 maratone fatte colà. L’ umanità dell’italiche genti, da senso, significato alla Vita. 

1 commento

  1. Grazie MILLE Carissimo AMICO Vito Carignani.
    Ti ringrazio di vero CUORE per il BEL racconto e per aver descritto alla perfezione come si presenta San Benedetto del Tronto
    ai tanti TURISTI che ogni anno visitano e AMMIRANO la bellezza della Cittadina, il MONDI ci invidia lo spettacolo delle nostre PALME e non SOLO.

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