LUOGHI AMENI- BANZI DEI Templari – di Vito Carignani

7 maggio 2011, mia terza 6 Ore a Banzi, 51 Km in percorso quasi pista di pattinaggio per grandine con chicchi grandi quasi una pallina di ping-pong. Oltre mezz’ora fermi in una stanza del Municipio.

6 maggio 2023, 8 Ore, partenza alle 14. Pioggia continua e nelle ultime due ore nebbia, quasi muraglia di cemento armato al giro di boa della Madonnina.

Ogni anno aspetto l’evento perchè vado con vero interesse in luogo incantevole, rilassante che rallegra vista e sentimento. I circa millecento abitanti, nel loro essere sono parte attiva di una fresca, trasparente, quieta bellezza ambientale. Trasmettono al forestiero tranquillità, piacere.

Dopo ore di gara l’apprezzamento di uno spettatore a dirmi “Tu sei unico, il migliore” percependo gli anni nel guardarmi. Vito Ciccotti- sono stato suo ospite- venirmi incontro con abbraccio reciproco. Momenti che ti fanno sentire più grande, in profonda unione con gli altri nel mondo.

Banzi è luogo ameno dove “si ritorna lieto e sereno”, come il Conte Rodolfo ai luoghi della gioventù nella Sonnambula di Vincenzo Bellini.

Talmente conscio, responsabile del mio essere: alla fine, mirando Genzano all’orizzonte, raccolgo un fascio di rucola a bordo strada da portare a casa al ritorno.

Il mondo di noi ultra maratoneti: una grande famiglia. Compagni di viaggio che si sostengono nel momento del bisogno. Vedi Domenico Martino, dal sorriso solare a rincuorare, supportare nel comprendere la fatica dei compagni. Cossalter Piero incoraggiarmi, darmi forza a proseguire al passarmi.

In definitiva non ci si batte: conta cosa superi insieme. Ci siamo conosciuti in quel legame dato dalla strada in decenni di fatica.

La memoria va ad Angela Gargano e Michele Rizzitelli in quel 25 giugno 2005 al rifugio di Linguaglossa, dopo raggiunti i 3000 metri dell’Etna accompagnati da due cardiologi sino al traguardo a bordo di una tenda con issata Bandiera tricolore. Lo tagliammo in 59, Io 29° dopo 6 ore e 49 minuti.

Assidua presenza alle gare di Michele D’Errico, siculo di Marsala; deciso, rapido, improntato ad una sana, tradizionale educazione. Lo conobbi alla maratona di Ragusa il 20 gennaio 2008, fui 2° di cat. In 3:44.

In condivisione di vera amicizia Michele Calabrese col suo strategico pronunciamento “ma Tu fuci?” detto in esperanto; traduzione italica “ma tu corri? ogni volta che mi supera.

Con Giuseppe Tundo, avvocato nativo di Cutrofiano-LE-, trapiantato in Lombardia, abbiamo rievocato gli oltre 30 Km assieme alla maratona di Siracusa del 27 gennaio 2013, attraverso l’intricato dedalo di stretti vicoli e cortili dell’Ortigia.

Tutti sentiamo lo sport praticato al di là del cronometro, bensì quale spinta, bisogno, sensazione innata di essere parte integrante di un Gruppo comunitario. Soltanto correre porta, col passar del tempo, ad una sensazione di isolamento.

Si ha un rapporto identitario soggettivo definito con l’altro: per cultura, modo di pensare in valori positivi. Ciò è avvenuto conoscendo in gara Cesario Picca.

75 partecipanti alle quattro distanze in programma.

Presenza inadeguata in raffronto all’ impegno corale profuso dall’ Organizzazione.

D’Errico Michele, Caramia Cosima, Re Gabriele, Calabrese Michele, Favia Domenico, Martino Domenico, Palamà Patrizio, Zarola Chiara, Leopardi Antonio Barra hanno, opportunamente, ritenuto esserci.

Ad impreziosire la rosa dei partecipanti: Faleo Massimo, Cosma Barbara, Tundo Giuseppe, tra le colonne portanti del Club Supermarathon Italia.

Immancabile Alessandro Petrini, che scrive la storia del Club ad ogni gara.

Vincitore della Sei Ore Conversano Riccardo Podistica andriese, 36 giri per 65, 854 Km.

Primo, secondo, quarto nella 8 Ore Candido Antonio, Marinosci Pietro e Franco Stefanelli; miei compagni di viaggio dall’ alba a notte inoltrata.

Ne “vale la candela” esserci e, magari, ritornare a Banzi in vacanza.

Visitare anche Acerenza, Spinazzola, Venosa, che ha dato i natali ad Orazio, oltre che campo di battaglia con Annibale nella seconda guerra punica.

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