Ma JUANto si sta bene JUANdo si corre insieme! (Ovvero la mia prima maratona senza tacca.)

2Due dei lampioni che fan bella mostra di sé lungo la strada, ma che poi si riveleranno completamente inutili dal momento che nessuno di essi funziona,  giacciono contorti a terra, oscuri cadaveri metallici dai vetri infranti, vittime di investimenti notturni. Il panorama poi, che spazia da una rete cespugliata sul lato ovest a uno stradone a quattro corsie su quello est, sta a metà tra Arancia Meccanica e Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo e farebbe uscir di senno qualsiasi essere ancor dotato di tale optional (niente paura, il nostro Juan il senno l’ha perso da tempo, e ne è ben lieto). Io, che pur sono reduce dai capannoni notturni di Putignano e dai capannoni diurni di Reggio Emilia, comincio molto presto ad avere allucinazioni e sostenere imperterrita a ogni giro che “Ora ne manca solo uno” e “Non ce la faccio più”, mentre Paolo mi guarda con sospetto (questa vuole tagliare!) e Daniele con paterna benevolenza (Li conosco, io, questi effetti, è la psicosi della “ciclabbile”). Unico momento felice e diciamo di divertimento, inteso come momentanea distrazione dalla nostra routine ossessiva, è in prossimità dei campi di calcio, dove bambini di non più di undici anni giocano con talento e leggerezza, e finché sono in vista li osserviamo e li incitiamo a gran voce, come fossero campioni di serie A. All’ultimo giro, visti da lontano, i piccoli ci appaiono di un’altezza spropositata rispetto all’età. Dico a Paolo che forse abbiamo fatto su e giù tanto a lungo che quelli nel frattempo sono cresciuti. Ovviamente squadre juniores, con le stesse maglie, han preso il posto dei più piccoli. Ma tutto è possibile in quel luogo, dove l’umidità e la nebbia ti avvolgono in un’atmosfera da Amarcord e le biciclette ti piombano addosso apparendo minacciose e improvvise nel buio più fitto. 3“Ma è meglio essere investiti davanti o dietro?” si chiede a un certo punto Paolo, parafrasando il Principe di Danimarca. “Mah, davanti magari siamo noi a vederle…” “Allora mettiamoci sulla sinistra.” Ottima risoluzione Mr President, ma anche tu straparli, sai? Come quando hai detto a Daniele che per cena volevi assolutamente i cannelloni, e il poveretto, finita la sua maratona, si è sguinzagliato per mezza Roma per andarteli a cercare. E poi è riapparso magicamente alla fine del nostro ultimo giro, nel parcheggio inondato di monnezza dove fa bella mostra di sé il cestino di vimini pieno di frutta, biscotti e bibite di tutti i tipi che funge da ristoro (“La bborza termica me se la so’ fregati”…, narra sconsolato Juan). Io, superata la crisi, sono raggiante, e già dico che è una delle più belle maratone della mia vita, mentre negli occhi di Paolo già lampeggia la pericolosissima espressione “DOMANI DOPPIÈTTA!”

Finisce a casa di Juan e della Top, straripante di  borsate di medaglie e scatoloni di coppe, con doccia rigenerante, ospitalità squisita e, ovviamente, CANNELLONI, innaffiati da superalcolici e fiumi di birra, ma non chiedetemi quali e quanti, perché alla seconda rossa 8.9 volumi io avevo già perso conoscenza e sognavo di essere uno di quei fantastici bambini calciatori e di non dover mai più correre…

La mattina dopo, io l’unica ad accusare i postumi degli eccessi alcoolici, gli altri tre già sgambettano felici e Top è Juan si sono incamminatidi buona lena con tanti amici su per il primo tratto della ROCHE Marathon, dove un amico di Daniele farà la sua prima maratona, non omologata e non riconosciuta, mentre io e Paolo lasciamo, non senza sollievo, la Bufalotta per raggiungere pedibus calcantibus, lungo la Nomentana, il Centro di Roma: ma sono solo 11 km di passeggiata, e poi è turismo sfrenato, sotto un sole estivo, la bellezza dell’Urbe negli occhi e il paradisiaco caffè del Pantheon nelle vene. Torniamo alla ciclabile che è sera fatta e ne percorriamo ancora una tratta, a mo’ di commiato. I campi sono bui, i bimbi a casa a fare i compiti, domani è lunedì e anche a me e Paolo tocca lavorare. Lasciamo Roma con uno dei più bei ricordi di Maratona: Grazie, Top! Buon Compleanno, Juan! E cinJUANta+cinJUANta di questi giorni!

5 in fondo grande

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