Quindi, sveglia alle tre di mattina, e alle quattro ero già in pullman in
viaggio verso Mira, dove avrei incontrato gli altri per raggiungere Padova.
La compagnia ha reso piacevole il percorso tutto sull’argine e sotto il
sole, e non mi ha fatto pensare ai dolori provocati dalla mia compagna di
vita, una cavigliera elastica che puntualmente si muove assassinandomi un
piede. Ovviamente, dopo quasi tre mesi di fermo quasi assoluto, la
stanchezza si è fatta sentire, ma quando siamo giunti in vista della
Basilica di Sant’Antonio, quando abbiamo visto apparire davanti a noi le
meravigliose guglie, è stato impossibile trattenere un sorriso. E’ stato
come quando, alla fine di una gara, si avvista in lontananza il tanto
agognato traguardo col suo gonfiabile. Alla fine, ci siamo fatti una mezza
maratona, 21 km di allegria.




