Il Chateau de Vincennes, situato ad est di Parigi, vicino al Parco Floreale e allo zoo di Vincennes, è uno dei castelli più vasti e meglio conservati d’Europa. Di qui passa al km 12 la maratona di Parigi, che poi si conclude nell’altro parco Parigino il Bois de Boulogne. E’ una fortezza trecentesca costruita nel XVII secolo, il più grande castello reale francese giunto fino a noi. 
Il suo torrione misura 52 metri, rendendolo la più alta fortezza di pianura europea. Questa fortezza ha l’aspetto di una grande città fortificata o di una “residenza reale fortificata”. Infatti, il castello venne subito destinato a residenza della famiglia reale e di tutto il suo seguito, compresa parte dell’amministrazione reale e anche l’esercito necessario per la loro difesa. Una vera e propria città fortificata. Il castello è composto da una parete allungata, fiancheggiata da tre porte e sei torri di 42 metri di altezza, che si sviluppa su più di un chilometro e circonda uno spazio rettangolare di diversi ettari. Il piazzale è occupato e protetto dal torrione, che ospita edifici civili, amministrativi e militari e una cappella. Nel Medioevo, il complesso ha permesso a diverse migliaia di persone di vivere al suo interno. Il torrione è stato progettato per ospitare il Re di Francia in caso di pericolo. Costituisce di per sé una roccaforte. La sua difesa è assicurata da ampi fossati, da una guardiola e da due ponti levatoi. I lavori di costruzione e di abbellimento del castello proseguirono sotto i Valois. Enrico II trasferì a Vincennes la sede dell’Ordine di San Michele, affidando il completamento della
Sainte-Chapelle al suo architetto preferito, Philibert Delorme. La cappella venne finalmente inaugurata nel 1552. Louis Le Vau costruì per Luigi XIV le due ali del Re e della Regina, erigendo l’ala della Regina Madre nel 1658 e l’ala del Re nel 1661. Il castello, come residenza reale, venne definitivamente abbandonato quando il re si trasferì a Versailles nel 1670. Il torrione era già stato trasformato in prigione di stato per i prigionieri di alto lignaggio. L’imponente castello di Vincennes oggi dopo grandi campagne di restauro attira turisti da tutto il mondo.
La maratona parte alle 9. Sono le 8. Nessuno si sveglia. Però hanno festeggiato a lungo ieri sera! Alle 8:20 arriva una macchinetta con un tizio che scarica
4 borse e un tavolino. Mi avvicino e gli faccio un po’ di domande. Scopro che è l’organizzatore. Erick. Fa tutto lui. Corre. Scrive. Piazza il tavolo. Telefona etc. Gli chiedo quanti siamo. Risposta: Quattordici. GULP. Ma e tutti questi sui campers? Risposta: Non lo so saranno turisti. Così arrivano gli altri e via. Siamo solo in undici. Nove giri del Parco. Il Bois de Vincennes è il più grande spazio verde di tutta la capitale francese, un luogo imponente dove passeggiare, fermarsi o godere il contatto con la natura e correre in Libertà. 994 ettari di spazio aperto, con più di 145.000 alberi: tre volte più grande di Central Park e quattro volte l’Hyde Park di Londra. Il
Bois de Vincennes si trova a est di Parigi, e prende il nome dalla città vicina di Vincennes. Era una delle riserve naturali della dinastia regnante francese. Durante la rivoluzione venne adibita a zona per esercitazioni militari. Fu Napoleone III nel 1860 a dichiararlo parco pubblico. Nella zona ovest è ubicato un grande zoo, costruito nel 1934. A Nord si trova lo Chateau de Vincennes dove c’è la Start Line. A sud-oves si trova la Redoute de Gravelle, rifugio militare costruito durante il regno di Luigi Filippo nel diciannovesimo secolo. Il fiume Marna alimenta ben quattro laghi in questo colossale parco: Lac des Minimes, a nord-ovest, abbastanza grande da contenere tre piccole isole; Lac Daumesnil, a ovest, con due isolette; Lac de Saint-Mandé e Lac de Gravelle. Vi sono anche un ippodrono e un velodromo per gare di ciclismo su pista. Dicono le guide “Percorrere a piedi questo parco si rivela estremamente faticoso, pertanto è preferibile noleggiare una bicicletta, che agevola gli spostamenti, godendosi il parco in ogni suo aspetto”.
Alla domenica mattina si popola di migliaia e migliaia di runners. Nonostante l’ampiezza a volte questi plotoni attraversano e incrociano le stradine in modo pericoloso bisogna dare le precedenze o studiare i tempi di incrocio. Incredibile!!
In mezzo a uno di questi plotoni ad un certo punto sento alzarsi un grido: Paolò, Paolò…Paolò. Cerco chi grida ed ecco spuntare dalla folla Henry il presidente del CLM (Courir Le Monde, il Club Super Marathon Francese.
Gli dico “Che combinazione, cosa ci tu fai qui?” E lui: “Abito a 4 km da qui, vengo sempre a correre nel Bois. Piuttosto tu cosa ci fai qui? Ho visto le tue foto su Facebook, ieri eri a Marsiglia alla 24 ore della Muscoviscidosi.” Ci facciamo fare due foto e gli rispondo indicandogli il pettorale “Sto facendo una altra maratona, ma siam tre gatti!” Corriamo per un po’ insieme chiaccherando e mentre se ne va allungando sento che dice a un suo amico “Je suis fou de ces italien!” “Son Pazzi questi Italiani!”









