Marathon de Charolais. Douce France.

002La Borgogna del Sud lascia il ricordo delle dolci ondulazioni e del verde senza fine. Pochi i villaggi. Il terreno poco produttivo ha lasciato spazio ai pascoli. Niente borghi e abbazie medievali, niente vini famosi e Gran Cru. Solo un itinerario tipicamente autunnale tra mucche, acquitrini e silenzio. Solitamente da queste parti si passa in auto andando in direzione nord, verso Parigi, la Normandia e la Bretagna, non ci si ferma. Il caso ha voluto che arrivassi qui nel cuore della Francia vera e dolce, dove da secoli succede poco, ma con molta calma. Arrivo presto al villaggio sta albeggiando. La corsa parte alle 11. Un gruppo di amici stanno bevendo un caffè in riva al fiume Auxerre. Sono gli organizzatori. Aspettavano “L’ITALIEN”, unica faccia da straniero dei 146 che correranno. Georges “le director” è un po’ troppo rilassato, sembra che l’evento che partirà tra un paio d’ore sia già archiviato. Chiacchera veloce e capisco poco, ma continuo a fargli domande. Mi accompagna attraverso il parco alla sede del centro maratona. E’ una villa del settecento che emerge nel sole dell’alba dal verde sul fiume. Le hanno dato un nome appropriato, “Chateau d’Aux”, che non è un divano ma evoca sia il Castello sull’Acqua, sia il Castello “verso” mondi sconosciuti. E’ ancora tutto chiuso, Georges mi apre una stanza del castello e mi consegna il Drossard, il pettorale. Mi fa vedere una ricca bacheca dove sono appese tanti articoli sulla “sua” maratona e con orgoglio mi parla a lungo del prossimo anno, in cui si compieranno i Dieci Anni ed è già tutto organizzato. Da “Boucle” cioè da giro la corsa avrà un percorso in linea costeggiando il fiume ed entrando in un altro paese con un altimetria più soave. Ci saranno grandi festeggiamenti con ben due “ Serate Borgognesi” e tanta musica, si raccomanda di non mancare….

003Mi metto a sonnecchiare bevendo un caffè anch’io in riva al fiume devo aspettare due ore e passa. Non c’è nessuno solo il gonfiabile della partenza. Cade qualche foglia e il sole sale piano. Per un attimo ho la bella sensazione che questa Maratona sia solo per me che partirò e arriverò vivendo una corsa unica solo mia. Non sarà Central Park ma per pochi attimi “io” mi sento molto Central, nel centro della Francia, nel centro dell’Europa e nel centro del Mondo.

Poi arriva qualcuno e tutto si anima come è normale in queste occasioni. Oltre alla maratona le staffette Duo e Trio sono molto chiassose e un po’ spiritate. Me ne sto in disparte fin quando tutta la bagarre parte e come al solito dopo 4 o 5 km mi ritrovo di nuovo da solo e cerco di rivivere il momento magico di prima. Nel verde dei pascoli collina dopo collina, villaggio dopo i 42 km finiscono presto come i miei pensieri positivi che diventano propulsivi, ecco l’arrivo. Questa è la Borgogna del Sud così semplice e motivante che entra nell’anima e fa spuntare le ali, correndo spensierati come scolaretti che tornano da scuola.

Se poi vorrete assaggiare le icone dell’altra Borgogna dovete andare dalle parti di Chalon sur Saone. Qui il panorama è fatto di piccoli e deliziosi paesini immersi in chilometri e chilometri di vigne che danno vita ad alcuni dei migliori vini di Francia. Su “Repubblica” del mese scorso c’era un bel articolo da cui traggo spunto per guidarvi in questa estremità orientale della Borgogna, regina dei rossi e terra di ottimi bianchi. Da Chalone si diramano decine di strade che vanno a perdersi nelle dolci colline di questa regione, ma ce n’è una che merita più di tutte le altre: è la “Route des Grands Cru”. Questa strada, facilmente percorribile anche in bici – mezzo assai consigliato per un tour da queste parti – attraversa tutti i vigneti e i paesi dei Grand Cru appunto. Mersault, Pommard, Volnay, Aloxe Corton, Beune, a sud, Fixin, Gevrey Chambertin, Vougeot, Nuits Saint George, Morey Saint Denis, a nord. Paesi che fanno parte rispettivamente delle aree note come Côte de Beaune e Côte de Nuits nei quali abbandonarsi a un lento girovagare tra piazzette, piccoli negozi di primizie enogastronomiche e, ovviamente, cantine. Cantine da visitare e dover poter degustare dei rossi tra i più rinomati al mondo. Tra tutti i villaggi dei questo angolo della Borgogna forse quello che più di tutti merita una visita è Beaune. Centro enogastronomico della regione, Beaune è un vivace paese con belle stradine, interessanti negozi e una vivace atmosfera. Beaune è poi anche sede dell’Hôtel-Dieu, un grande edificio in stile tardo gotico perfettamente conservato e diventato il simbolo architettonico della regione.

004Questa parte della Borgogna non è solamente adatta agli amanti dei rossi, basta infatti spostarsi un po’ più a nord, nei pressi di Auxerre, per immergersi nella zona dove a farla da padrone è molto probabilmente il bianco più famoso del mondo: lo Chablis. Per arrivarci basta seguire la strada che da Beaune attraversa il parco naturale del Morvan, e magari fermarsi per una sosta a Vezelay, uno stupendo paesino abbarbicato sulla collina dove ha sede l’imponente Basilica di Santa Maria Maddalena, un vero e proprio capolavoro dell’architettura romanica.

Da qui per arrivare a Chablis ci vuole non più di mezz’ora, ovviamente in auto. Non appena usciti dall’autostrada si capisce subito che si è giunti in uno dei paradisi per gli amanti del vino. Distese di vigneti che l’occhio fa fatica a seguire fino all’orizzonte si estendono su colline dai disegni quasi geometrici, a fondo valle un fiume e i paesi che danno vita all’oro bianco della zona, lo Chablis. Chablis è anche il nome del paese che è il fulcro di questa zona. Un piccolo paesino piuttosto carino, con begli edifici, negozietti e, ci mancherebbe altro, decine di vinerie e cantine.

005Lo Chablis è rinomato, noto, anche un po’ di moda, e la produzione è cresciuta in maniera esponenziale nell’ultimo decennio, per cui, per andare sul sicuro, è bene sapere che anche qui i vini che vale la pena acquistare e bere sono i Grand Cru e 1ere Cru ottenuti con le uve raccolte, spesso manualmente, in zone precise e delimitate: Les Clos, Blanchot, Monte de Milieu, Vosgros, Fourchaume, Montmains, Vaucopin, alcune di queste. La zona, oltre che di vigneti, è ricca anche di chambres d’hotes e begli alberghetti a gestione familiare dove magari, vista la stagione non più estiva, sedersi in poltrona prima di cena accanto a un caminetto sorseggiando uno dei più buoni bianchi di Francia e poi chi corre più ……..

Dimenticate i Pasta Party. La Borgona oltre i vini caratteristici si accompagnano cibi altrettanto esaltanti: Manzo alla borgognona, Asparagi di Ruffey, Tartufi di Borgogna, Lumache alla borgognona, Uova en meurette, Pollo alla Gaston Gérard, Kir, Prosciutto erborinato, Prosciutto à la Chablisienne, e per finire un liquore Ratafià di Borgogna….

 

“DOUCE FRANCE” LES ENFANTS DU PAYS!

 

Il revient à ma mémoire

Des souvenirs familiers

Je revois ma blouse noire

Lorsque j’étais écolier

Sur le chemin de l’école

Je chantais à pleine voix

Des romances sans paroles

Vieilles chansons d’autrefois

 

Douce France,

Cher pays de mon enfance,

Bercée de tendre insouciance,

Je t’ai gardée dans mon cœur!

Mon village au clocher

aux maisons sages

Où les enfants de mon âge

Ont partagé mon bonheur…

Oui, je t’aime!

Et je te donne ce poème.

Oui, je t’aime!

Dans la joie ou la douleur

 

J’ai connu des paysages

Et des soleils merveilleux

Au cours de lointains voyages

Tout là-bas sous d’autres cieux

Mais combien je leur préfère

Mon ciel bleu mon horizon

Ma grande route et ma rivière

Ma prairie et ma maison.

 

Douce France

Cher pays de mon enfance

Bercée de tendre insouciance

Je t’ai gardée dans mon cœur!

Mon village au clocher

aux maisons sages

Où les enfants de mon âge

Ont partagé mon bonheur

Oui je t’aime Et je te donne ce poème

Oui je t’aime Dans la joie ou la douleur

 

Douce France

Cher pays de mon enfance

Bercée de tendre insouciance

Je t’ai gardée dans mon cœur!

 

 

DOLCE FRANCIA, I BAMBINI DEL PAESE!

 

Mi tornano alla mente

I ricordi di famiglia:

rivedo lo scossale nero

di quando fui uno scolaro

e lungo la strada verso scuola

cantavo a gran voce,

delle romantiche, senza parole,

vecchie canzoni di altri tempi

 

Dolce Francia,

cara terra della mia infanzia,

culla di tenere spensieratezze,

ti custodisco nel mio cuore!

Mio paese, il campanile e le case modeste

dove i bambini della mia età

hanno condiviso la mia felicità…

Sì, ti amo!

E ti dono questa poesia.

Sì, ti amo!

Nella gioie e nel dolore,

 

Ho visto paesaggi

e soli meravigliosi

nel corso di lontani viaggi,

tutto laggiù, sotto altri cieli.

Ma quanto preferisco, a quelli,

il mio cielo azzurro e il mio orizzonte,

la mia grande strada e il mio fiume,

il mio prato e la mia casa.

 

Dolce Francia,

cara terra della mia infanzia,

culla di tenere spensieratezze,

ti custodisco nel mio cuore!

Mio paese, al campanile e alle case modeste

dove i bambini della mia età hanno condiviso la mia felicità…

Sì, ti amo!

E ti dono questa poesia.

Sì, ti amo!

Nella gioie e nel dolore…

 

Dolce Francia,

cara terra della mia infanzia,

culla di tenere spensieratezze,

ti custodisco nel mio cuore!

 

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