Maratombola ultra trail

La Variante è scelta ormai da sette automobilisti su dieci. Rispetto alla A1 tradizionale, avendo una quota di scollinamento 300 metri più bassa, fa risparmiare tempo (circa 15 minuti) e quattrini. Gallerie illuminate a giorno e pavimentazioni tirate a specchio. Sembra di essere nel salotto della Milano bene.

002Avendo perso la Maratombola numero Zero, quest’anno non sono voluto mancare. Il regolamento prevede la precedenza d’iscrizione ad un prezzo di 20,00 € ai “vecchi iscritti”, cioè a coloro che “avevano dato fiducia” nel 2014. Dal 31/05 per tutti gli altri “nuovi iscritti” 25,00 € sino ad esaurimento dei 150 pettorali disponibili. Dovendo correre all’interno della incontaminata pineta di Castelfusano, penso che il numero 150 sia stato imposto per problematiche relative alla salvaguardia dell’ambiente.

Partecipazioni simili nelle due edizioni, quest’anno 124 arrivati, contro i 128 del 2014. Nonostante l’assenza di fango, oggi i tempi impiegati sono mediamente più alti rispetto a quelli dell’edizione precedente. I numeri statistici segnalano infatti quanto segue:

anno classificati < 3 ore < 4 ore < 5 ore < 6 ore > 6 ore
2014 128 1 46 113 128 0
2015 124 0 32 88 118 6

La spiegazione è la lunghezza del percorso pari almeno a 44 km, come hanno rilevato gli atleti in possesso di GPS. Pur senza GPS, ho questa sensazione anch’io. Sputo sangue per rientrare nel tempo limite delle 6 ore, peggiorando di un’ora il risultato di 15 giorni fa a Reggio Emilia e di 30 minuti quello di domenica scorsa a Pisa.

003Come lo scorso anno, il terreno è misto. Poco asfalto e tanto sentiero boschivo, a tratti sabbioso ma generalmente compatto, che però causa qualche problema. Inciampando contro radici e sassi sporgenti, cado a faccia in giù tre volte, rialzandomi sempre miracolosamente illeso. Dopo Reggio Emilia, dove ho sbattuto naso e ginocchia sull’asfalto, le cadute sono ormai per me ordinaria amministrazione. È andata peggio a Francesco Capecci, pluridecorato Vicepresidente del nostro Club che recentemente ha tagliato il traguardo delle 600 maratone/ultra in carriera: esce malconcio da una rovinosa caduta, zoppicante e con il dito mignolo (pare) fratturato.

004Nonostante queste non conformità che hanno messo a dura prova muscoli e tendini dei runners, l’esperienza della Maratombola è stata, senza se e senza ma, positiva. In 124 ci siamo ritrovati sul litorale romano per una domenica all’insegna dell’amicizia, della simpatia e della solidarietà. Il percorso ecologico ha permesso a coloro che risiedono nelle città, mai come in questo fine dicembre 2015 avvolte da un’atmosfera mefitica velenosa e irrespirabile, di rigenerarsi con una salutare boccata di ossigeno. I ristori sono abbondanti e di qualità, ricchi di tutto ciò che serve per rifocillarsi ad ogni giro. Ho molto apprezzato i fruttini Zuegg, ottimi per fornire l’energia necessaria ad andare avanti. Non partecipo all’evento clou della giornata, la Mega-Tombolata finale con tanti premi messi a disposizione dai vari amici, partner e sponsor della manifestazione: quando taglio il traguardo, l’estrazione dei numeri è già cominciata. Il tempo di rifocillarmi con ottima birra, pizza e panettone, ultimare la distribuzione delle tessere d’iscrizione al Club Super Marathon Italia e dei calzini iniziata già al mattino, incassare i relativi quattrini, e la Mega-Tombolata è già terminata. Chi ha partecipato riferisce che quasi tutti hanno vinto qualcosa, specialmente pettorali di varie maratone e ultra donati generosamente da enti e organizzazioni. Ripartiamo alle 16:30 e, dopo aver pagato pegno nella solita coda nel GRA e alle porte di Firenze, arrivo a Bologna alle 22:00, pronto per andare a nanna.

005Un sincero ringraziamento in ordine alfabetico a Gianluca Adornetto, Mauro Firmani, Armando Quadrani e a tutti gli altri che hanno contribuito alla riuscita di questa bella e sentita manifestazione, una vera festa fra amici accumunati dalla passione per la maratona con l’obiettivo dichiarato di smaltire gli eccessi dei banchetti natalizi e nel contempo devolvere il ricavato in beneficenza al Progetto Purosangue per il Kenia.

Per finire, ecco quanto si può leggere sul sito dell’organizzazione: “Metti insieme un gruppo di amici (Marathon Truppen), la voglia di regalare e regalarsi una bella giornata di sport e fare beneficenza: nasce la Maratombola”.

Se non andrò incontro a seri inconvenienti, l’anno prossimo sarò ancora della partita.

PS! Mentre stavo per pubblicare il presente articolo, ho ricevuto una mail con il diploma della Maratombola. Ringrazio ancora per la bella giornata passata in pineta e il pieno d’ossigeno incamerato.

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