Con la sua cinta muraria riverbera i fasti del passato di città d’arte e cultura quando fu per quasi un secolo sede papale fino allo scisma del 1377.
Affacciata sul Rodano, stretta dalle mura possenti, punteggiata di hôtels particuliers, viuzze tortuose e piccole piazzette all’italiana, Avignone si concentra intorno al meraviglioso Palazzo dei Papi. Oggi questa vivace città ricca di storia e di monumenti è considerata la “capitale” della Provenza. Al di fuori del centro purtroppo c’è una brutta periferia con quartieri dormitorio che danno una sgradevole immagine all’arrivo, e dove purtroppo si è corsa la maratona……
Meglio comunque venirci tra luglio e agosto, quando il ventaccio Mistral non frusta la città. In quei mesi si tiene il Festival teatrale di Avignone, evento che richiama tantissimi visitatori fra spettacoli teatrali, musicali e di artisti di strada e la città ridiventa la capitale del Mondo. Chi ci viene la prima volta conviene che parta a visitarla dal Fiume magari facendo una gita in barca sul Rodano con una piccola crociera per ammirare tutta la città e il suo famoso Pont de Avignon, mezzo distrutto, risalente al 1200 e che ha sfidato guerre e alluvioni. Dopo, camminando, si entra nelle mura della città. Con i suoi 4 km di lunghezza, 39 torri e 7 porte, la cinta muraria è davvero imponente e custodisce i tesori della città. Si va per Rue Joseph-Vernet, una lunga successione di hôtels particuliers. Un hôtel particulier è un tipo di costruzione tipica della Francia consistente in un’abitazione lussuosa e di vaste dimensioni a foggia di villa ma costruita nel tessuto cittadino, spesso su più piani ed abitata da una sola famiglia. Si sale a Place de l’Horologe che è il cuore della città, dove si svolgono le maggiori attività durante il festival e ricco di bar con enormi terrazze. Si sbuca in Place di Palais, un’immensa piazza che si affaccia sull’immenso Palazzo dei Papi ma anche il Petit Palais. Di qui dalla cattedrale si dirama la Promenade des Papes, una passeggiata che porta ai giardini Verger d’Urbain V, dove i papi coltivavano erbe aromatiche e custodivano animali esotici. Per poi finire a Rue des Teintures, una delle vie più affascinanti e poco battute della città, affacciata sul fiume, caratterizzata dalle ruote a pala e dalle passerelle per entrare alle case. Da annotare come curiosità la cappella dei penitenti che ospita l’ultima confraternita delle 7 che operavano in città. Nel Couvent des Cordeliers si trova la tomba di Laura, “l’Angelo” del Petrarca.
Da vedere sicuramente, il Palazzo dei Papi il più grande palazzo gotico d’Europa, residenza dei pontefici nel trecento. La visita attraversa 25 stanze, cortile, chiostro, sale di ricevimento, cappelle e gli eccezionali affreschi degli appartamenti privati del Papa. Prenotando si può accedere alle ali del palazzo normalmente non visitabili che comprendono gli alloggi e i bagni privati dove i papi tenevano nascoste le amanti, le torri segrete, i camminamenti sul tetto con le grandi terrazze. Da lassù il colpo d’occhio impressiona e dà l’idea di quanto fosse grande e maestosa questa Reggia Papale con le sue gigantesche sale di pietra che hanno ospitato una vita di corte opulenta. Si narra ad esempio che per la nomina di Papa Clemente VI fu allestito un banchetto con 118 buoi, 1033 pecore allo spiedo, 1195 oche, 7428 polli, 50.000 torte dolci, 39.980 uova e 95.000 forme di pane, peccato non esserci !!!
Per gli amanti della Pittura, le stradine sottostanti sono una vera delizia. Questo il catalogo:
– Musée Calvet: in uno splendido palazzo privato del XVIII secolo, una collezione di Belle Arti, pitture e sculture che vanno dal XV al XX secolo. Donazione Marcel Puech: arredi, maioliche, bronzi. Sala d’arte moderna Victor Martin: Soutine, Manet, Gleizes.
– Museo Anglandon: in un palazzo privato, capolavori del 19° e 20° secolo: Degas, Daumier, Manet, Sisley, Van Gogh, Cezanne, Picasso, Foujita, Modigliani.
– Museo del Petit Palais: straordinaria collezione di dipinti italiani e provenzali dalla fine del XIII secolo agli inizi del XVI secolo, nonché una collezione di sculture romaniche e gotiche.
– Collezione Lambert: questa collezione d’arte contemporanea riflette i grandi movimenti dell’arte del nostro tempo: Minimal Art, Arte Concettuale, Land Art, pittura degli anni ‘80, video e fotografia per gli anni ‘90. Riunisce grandi artisti quali: Cy Twombly, Sol LeWitt, Donald Judd, Niele Toroni, Jean-Michel Basquiat, Anselm Kiefer, Christian Boltanski, Nan Goldin, Douglas Gordon e Jenny Holzer. Ogni anno vi si organizzano tre grandi mostre itineranti che presentano di volta in volta le opere del museo e quelle di altri artisti di spicco della scena internazionale.
– Museo Lapidario: presenta un’interessante collezione di antiche sculture con pezzi egizi, greci, romani e gallo-romani, nonché numerosi oggetti della vita quotidiana quali arredi funerari, vasi, arte vetraria, bronzi.
– Museo Luis Vouland: in un incantevole palazzo privato, una ricca collezione di arte decorativa rappresentativa del XVII e XVIII secolo con arredi parigini, maioliche del sud della Francia, di Moustier, di Marsiglia, oreficeria, arazzi, dipinti ed una nuova collezione di opere di pittori provenzali e avignonesi del XIX secolo.
– Museo Requien: museo di storia naturale, fondato nel XIX secolo da Esprit Requien. Tutto sulla geologia e sulla fauna del Vaucluse.
Ma veniamo alla Maratona. La manifestazione si è svolta all’interno della 24 ore per Telethon presso un laghetto artificiale con annessa palestra alla periferia di Avignone, non lontano dall’uscita dell’Autostrada. Partenza alle ore 18. E’ stata l’esperienza più difficile e dura in cui sia incappato da quando corro. Non tanto per il dover correre di notte su anello, quanto per il fortissimo vento: il Mistral. Raffiche a 110 km/h. Temperatura percepita -10 gradi. 3 maglie tecniche.
3 maglioni. Doppi Guanti. Doppi pantaloni. Kway etc. Impossibile correre 43 giri per la maratona, quasi ad ogni giro finivo a terra. Nel tratto vicino al lago dovevo star attento a non finirci dentro, nero cupo e tempestoso come un buco nero. Ho scoperto che quando vengo da queste parti, oltre alle notizie meteo normali, devo guardarmi anche il bollettino dei mari e dei venti. Ho scoperto pure a mie spese che il Mistral nasce proprio qui!! Succede quando le masse d’aria provenienti da Nord, scavalcando il Massiccio Centrale francese ed i Pirenei, si incanalano lungo la valle del Rodano dove vengono molto accelerate dalla rapida discesa sui versanti sottovento. Nella maggior parte dei casi, questa accelerazione consente ai venti di Maestrale di giungere potenti fino alle coste di Corsica e Sardegna con violente mareggiate sulle coste occidentali e settentrionali della Sardegna con violente mareggiate anche sulle coste tirreniche della Calabria e della Sicilia. I periodi con venti di Maestrale infatti hanno una durata molto variabile, ma in media durano 3 giorni.
Non lontano da Avignone c’è pure il famoso Mont Ventoux (monte Ventoso), sede ti tante scalate ciclistiche (anche mie), uno sperone di quasi 2.000 metri in mezzo alla pianura, spazzato da venti impetuosi dove, oltre alla salita, bisogna combattere contro le forti raffiche che colpiscono nella luce accecante del paesaggio lunare della cima.
E’ stata una esperienza terribile per il freddo ed il vento. Ad ogni giro recitavo un’Ave Maria per non cadere e per resistere alle raffiche. Quasi in trans, ho iniziato a chiedere l’intercessione del Petrarca, declamando quel che mi ricordavo dei sonetti del Canzoniere che, con la loro bellezza, mi hanno trasportato in un mondo di sogno dove il Mistral non esisteva.
Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
che ‘n mille dolci nodi gli avolgea,
e ‘l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi ch’or ne son sì scarsi;
e ‘l viso di pietosi color farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i’ che l’esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di subito arsi?
Non era l’andar suo cosa mortale
ma d’angelica forma, e le parole
sonavan altro che pur voce umana;
uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch’i’ vidi, e se non fosse or tale,
piaga per allentar d’arco non sana.
Sur Le Pont d’Avignon










