C’è solo un paesino con un po’ di frazioni: Val della Torre. Prende il nome da una torre rimaneggiata attorno alle rovine di un castello distrutto dai francesi nel settecento. C’era anche un monastero cistercense famoso, ma è chiuso e rimane solo la chiesa. Da qui partono i sentieri delle prime montagne attorno a Torino: il Monte Musinè (1.150 m), il Monte Curt (1.132 m), il Monte Arpone (1.602 m) e il Monte Lera (1.368 m). Partono anche i sentieri che salgono ai colli Lunella (1.374 m) e Portia (1.328 m) e poi al colle del Lys.(1.311 m). Il colle del Lys una volta era famoso per le piste da sci ora dismesse; rimane una pista da fondo e, purtroppo, il memoriale dell’eccidio di 26 partigiani uccisi dopo la battaglia del 2 luglio 1944. Proprio il colle Lys è il cancello della mezza Maratona.
E’ tardo pomeriggio, facciamo un giro per la val Casternone. E’ una zona di boschi e basse montagne. Salendo si vede Torino come volandoci sopra in aereo, è proprio qui davanti. In cima si vedono le baite dove ci si arriva per irti sentieri. In basso è tutto ordinato e silenzioso. Il paese di Val della Torre è praticamente deserto. Andiamo alla trattoria dei cacciatori dove ci rifocilliamo dello sforzo della sei ore. La gente qui ha l’aspetto gentile e la scorza un po’ dura del montanaro. Pur essendo a venti chilometri da Torino, ha acquisito una sua precisa identità grazie alla fondazione nel 1976 di una Comunità Montana formata dai comuni di Val della Torre, Givoletto, La Cassa, Vallo, Varisella e Fiano. Parlano tutti molto volentieri con piglio calmo e ci dicono che questa è stata per anni terra di emigrazione, e poi il lavoro in fabbrica, il fascismo, le guerre, i rastrellamenti. Segue la ricostruzione e il boom edilizio che ha trasformato il volto dei villaggi e la socialità delle persone.
L’associazione “Sportinsieme” organizza il Trial “Maratona Alpina”. Alla loro bellissima palestra troviamo uno degli organizzatori che ci illustra, per filo e per segno, sentieri colli e altimetrie. In effetti, non sembrava un cosa impossibile scalare quelle montagnette, ma il fatto è che i 2600 m di dislivello ci sono subito e il cancello è stretto. Dormiamo nel camper in mezzo ai grilli nel parcheggio della palestra. La partenza è alle 8:00. Piero, dopo aver passato la notte insonne pensando alla altimetria, decide di non partire. Io voglio almeno provarci. La sei ore si sente un poco nelle gambe, ma spero nella buona sorte. Si parte col cielo nuvoloso. Il sole si vedrà poco. Dopo un paio di chilometri in piano, comincia la salita. Prima il Monte Baron 818 m, poi il Monte Rosselli 1.815 m, da dove partono i parapendii. Poi si scende per un sentiero ripidissimo ed è qui che sento poco le gambe e non riesco ad essere reattivo. Mi attardo e vengo raggiunto dalla scopa: Carlo. Al primo controllo orario, sono già in ritardo sulla tabella di marcia. Dicono alla radio di Carlo di muovermi. Ma le salite del Colle Lunetta e Colle Portia sono durissime. Arrivo al Colle dl Lys ormai fuori tempo e devo abbandonare. Il francese che è passato 20 minuti prima di me ce l’ha fatta a prendere il cancello delle 5 ore e concluderà in 11 ore e mezza.
Pioviggina, mi cambio e salgo su una panda che mi porta in fondo valle. Mi aspetta Piero con il ramo d’ulivo in mano della Domenica delle Palme, forse ha pregato solo a metà, ma forse è stato già un miracolo arrivare alla mezza…
Comunque sia andata, è stato il mio primo tentativo di fare un trial in doppietta, ed è stato un ottimo allenamento di gambe e umiltà….. Mi rimane il ricordo di questo piccolo angolo di pace a due passi da una grande città, di questa gente felice e soprattutto della gran polenta finale. Resta il rimpianto di una rosa che non colsi…
lI mio sogno è nutrito d’abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state… Vedo la case, ecco le rose
del bel giardino di vent’anni or sono!
(Cocotte, G.Gozzano)
Clicca qui per le foto (diPaolo Gino)
Classifica: http://www.wedosport.net/pub/cf/vedi_classifica.cfm?gara=36923


