Maratona Città di Rieti annullata per il terremoto

Mi stavo allacciando le scarpe con un piede sul portellone della macchina, quando il suolo ha iniziato a tremare. Ero all’aperto e non ho avuto paura. Istintivamente ho girato la testa verso l’albergo che si trovava sul lato opposto della strada, dove molti stavano ancora facendo colazione. Non era crollato nulla, ma la paura di chi si trovava all’interno è stata tanta. Per prime, si sono precipitate fuori alcune maratonete con il panico stampato sul viso. Poi, via via, sono usciti tutti gli altri. Cristiana Di Pietrantonio, che in quel momento era ancora in camera, è scappata per ultima. Quando il pavimento ha iniziato a sussultare, si è aggrappata a un pilastro, nella speranza che il manufatto in cemento armato resistesse.

Con un certo timore siamo rientrati in albergo per seguire le breaking news della televisione. La magnitudo, inizialmente annunciata pari a 7.1, una mezzora dopo è stata corretta a 6.5. Dopo aver rassicurato telefonicamente i parenti lontani, ci siamo incamminati verso il luogo di partenza della maratona.

Allo stadio, la fila dei maratoneti era ordinata, e gli addetti al banco di distribuzione dei pettorali lavoravano senza interruzione. Nulla lasciava presagire che la gara sarebbe stata annullata.

L’argomento in discussione era il terremoto. Ad eccezione di coloro che alle 7:40 stavano guidando l’auto verso Rieti, tutti avevano vissuto la tremenda scossa ed avevano qualcosa da raccontare. Chi era allo stadio alle 7:40 riferiva che la struttura metallica di copertura delle tribune aveva oscillato vistosamente.

003Un po’ per volta incalzavano le notizie. Si diceva che il ponte romano di Rieti fosse crollato (in realtà era stato chiuso per verifiche strutturali e in serata sarebbe stato riaperto). Che alcune case del centro erano lesionate (vero), e che non fosse possibile accedere al centro storico transennato (vero).

Era in corso un incontro dell’organizzatore Felice Petroni con il prefetto e la protezione civile per esaminare la eventuale modifica del percorso. Intanto però, filtravano drammaticamente i crolli di Norcia e i borghi medioevali collassati che non esistevano più.

Alcuni maratoneti si domandavano se, per rispetto verso le vicine popolazioni colpite dal terremoto, non fosse più opportuno annullare la maratona. Si infoltiva la schiera dei sostenitori del NO, fra i quali il marchigiano Franco Draicchio, organizzatore della Sei ore de’ Conti. Il quale, abitando nel borgo appenninico di Serra de’ Conti, aveva già toccato con mano in agosto le sofferenze dei terremotati. Vincenzo Pelliccia annunciava che, in ogni caso, non avrebbe corso.

A porre fine alle discussioni, visibilmente emozionato, verso le 10:00 lo speaker ha comunicato l’annullamento della maratona. Annuncio seguito dall’applauso liberatorio dei presenti. Tutti a casa quindi.

Questa, la nota ufficiale emessa dagli Organizzatori: “Per la prima volta dal 1971 sarà interrotta una storica continuità, ma i drammatici eventi che in questi giorni hanno colpito al cuore l’intera Provincia di Rieti obbligano gli organizzatori a non impegnare risorse, uomini, strutture, attualmente concentrati sui luoghi feriti a morte dal terremoto”.

Ancora non è dato sapere quando la gara sarà recuperata, probabilmente nel corso del 2017. A mio parere, il recupero non è obbligatorio. Sarebbe più opportuno, in questi momenti tragici, destinarne il provento agli oltre centomila sfollati.

Un’ultima considerazione: il Club Super Marathon Italia è orgoglioso di aver donato i 3.000 € dell’incasso lordo della Maratona del Presidente alle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto. Una goccia nel mare delle risorse che serviranno. Ma, se le gocce proseguiranno senza soluzione di continuità, e gli amministratori sapranno ricostruire con efficienza senza sprechi e ruberie, il Centro Italia si risolleverà in tempi relativamente brevi.

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