Maratona del Barocco. A me è piaciuta

Gli atleti sembravano essere in pista lungo la strada, grazie al supporto umano di controllo, assistenza mobile e fisso. Uomini di protezione civile a gruppo agli incroci, staffette in bici, moto; polizia municipale in auto a scortare mezzi in transito obbligatorio sulla via per San Cataldo. Mantenere la struttura logistica sino all’ultimo arrivato, succede raramente. Lo affermo per personale esperienza. Risultano frutto delle diverse sinergie operanti, in primis il Comune nella persona del Sindaco. Carlo Salvemini visibile, da lustri, a piedi o in bicicletta in città, condivide istintivamente lo sport nelle primarie discipline motorie.

Partecipazione, coinvolgimento, imput del primo cittadino alla struttura amministrativa, ha reso efficace, possibile il raggiungimento dell’ottimo risultato, in rete con la podistica GPDM del vulcanico presidente Simone Lucia. Certo detrattori, critici, soliti benpensanti abituati a raggiungere in macchina anche il bar vicino casa, non mancano. Succede persino a Firenze nella stessa domenica di maratona. In centro: piazza della Signoria, Santa Croce, scritte di vituperio, irrisione appiccicate a piè dei manifesti ufficiali della gara invito ai maratoneti ad andare a correre in campagna. Da noi, in via del Mare, soggetto al volante fermo a dirmi, sprezzante: “ma dove vuoi andare?”. Vecchio miei pari, senza aver vissuto! Certo, meno della metà i maratoneti rispetto alla prima edizione del 2016. Bisogna individuarne i motivi, in parte, dovuti a scelte soggettive.

002Corrette lacune della prima edizione per ristori approssimativi, frammentari a causa dell’inesperienza. Il percorso modificato ha reso la gara più tecnica, interessante non solo in città ma anche attraversando contrade, paesaggi che conducono all’ aeroporto Lepore ed Acaia Golf Club, tra i complessi di golf ben noti in Europa. Costeggiati km di muretti a secco, masserie, casali del 1500. Territori incontaminati, per millenni coperti da folti boschi animati da fauna, flora di raro pregio, sin dalla notte dei tempi. Testimonianza il Parco delle Cesine, disseminato da infiniti rivoli, rane zampillanti, canto di uccelli, diverse specie di funghi tra erba, cespugli. Il contesto ricorda l’Oltre Po pavese nei luoghi di folta vegetazione. Accoglienza, distribuzione dei pettorali, il sabato, al Parco di Belloluogo con apposita torre cilindrica di architettura angioina medioevale del ‘300, circondata da fossato tutt’ora pieno d’acqua. A mio parere lamentele improprie per il decentramento del sito. Luogo più che degno di conoscenza per: bellezza, rilevanza storica, e sede di eventi nel corso dell’anno. Non da ultimo l’ottimale, continua segnaletica orizzontale del percorso di notevole ausilio sopratutto per gli ultimi oltre le cinque ore.

Me too, a me è piaciuta, per l’incontro dei tanti amici/amiche d’avventura in questi ormai lunghi anni d’intensa attività agonistica. Michele Rizzitelli, la sua gentile signora Angela Gargano, Nunzia Patruno e il marito Cosimo Di Giulio, la fluente barba di Gennaro Napoletano, Mario Di Monte, Michele Calabrese e Giambattista Genco con la sua Strana Marathon, l’amico ing. Andrea Adanti, l’inossidabile Domenico Martino e MASSIMO FALEO, basta il nome. Lavello, quando si dice Lavello è FELICE RUSSO!

003 Ringrazio di cuore questi amici per la presenza. Mi fa piacere nel caso abbiano condiviso analoghe mie impressioni sul positivo svolgimento dell’evento. Personalmente felice per la partecipazione, vittoria di GIORGIO CALCATERRA. Chiudere in 2:38 ad oltre 45 anni è eccezionale per un atleta in attività da un trentennio, con oltre 10 Passatore vinti, molti al di sotto di 6 ore e 30, quando io arrancavo ancora tra Panigallia e Ronta, Lui arrivato a piazza del Popolo di Faenza col sole all’occaso. Bravo, bravissimo Simone Lucia per avere nobilitato la maratona del Barocco con un’atleta di spessore pari alla stupenda umanità.

Sia consentita mia personale osservazione circa il più che dimezzato numero di partecipanti rispetto alla prima edizione. Italia, da sempre terra di contrade, torri, borghi, campanili, fazioni. Guelfi, Ghibellini non solo a Firenze. Vedi il “Ghibellin fuggiasco” e la sua Commedia. Domenica, 26 novembre data la concomitanza con la Firenze Marathon, non pochi hanno preferito andare ivi. Ognuno è libero di fare le proprie scelte, io tengo ciò che mi appartiene, parimenti bello a tanti altri luoghi per il fascino millenario della sua storia. Trascrivo una frase del mio giovane amico maratoneta Riccardo Campa: “Spesso la gente non ha le emozioni chiare. Altro che le idee”.

Un invito, nonché messaggio. Il 17 dicembre prossimo 4° Maratona delle Cattedrali. 42 km attraverso Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta, Giovinazzo. Storia, architettura romanica, normanna, angioina. Oltre all’impronta gesuitica di Sant’Ignazio di Loyola. Sarà esperienza differente per quegli amici del Club, che potranno, avranno voglia parteciparvi.

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