Maratona del Gargano – Cagnano Varano (FG) – 17/06/018

La manifestazione si è svolta su quattro distanze: la 10 km, la mezza maratona, la maratona ed infine l’ultramaratona di 50 km.
Prima di passare a parlare della gara, è però doverosa una menzione al “pasta party” (concordo col Consigliere Franco Scarpa, termine assai riduttivo per definirlo): si tratta infatti di una grande mangiata di piatti ricolmi di squisite cozze, olivette locali, pasta al sugo di carne, a cui seguivano a ruota deliziose e profumatissime salsicce alla piastra. Tutto quanto a volontà, accompagnato da acqua e da un vino rosso da tavola locale gradevolissimo e facilmente bevibile e, per finire, crema di limoncello e liquore cherry, offerti questi ultimi dalla parrocchia di Cagnano Varano, luogo di appoggio dei festeggiamenti.
Non è difficile immaginare la grande quantità di persone che ha collaborato con Pasquale per realizzare la “festa perfetta”!
A dir bene i pasta party sono stati due, pressoché identici, uno la sera prima e l’altro nell’immediato dopo gara, ma l’atmosfera che si è creata il sabato è stata impareggiabile, un incontro gioviale tra vecchi amici felici di vedersi e di raccontarsi, e di azzardare insieme programmi per le gare future.
Alle 9 in punto della domenica mattina sono partite tutte le gare, fatta eccezione della 50 km, il cui “sparo” è avvenuto venti minuti dopo. La corsa si è svolta lungo la statale n. 693 dei laghi, che collega Cagnano Varano con Sannicandro (tratto interamente chiuso al traffico), la cui vista domina imponente sul lago di Varano, esteso specchio salato che di poco si scosta per aspetto dalle acque del mare, da cui è separato da una lunga ed all’apparenza stretta lingua di terra.
Il panorama di cui si godeva dalla sommità della strada era una spettacolare cartolina, che mi ha rammentato in quanto a bellezza quello della maratona dell’isola d’Elba, che avevo corso il mese precedente e che era anche molto simile in quanto a percorso: andamento saliscendi e giro di boa a metà gara.
Ma torniamo alla maratona del Gargano: salendo verso Sannicandro, sul lato destro dominava il colore azzurro deciso del lago e più in là del mare e, tra le acque e la strada che percorrevo, il mio sguardo veniva attirato dal verde e dal marrone, intervallati in misura quasi regolare, dei rettangoli di campo adibiti a diverse coltivazioni. Sono rimasta incantata nello scorgere le bionde spighe pettinate delicatamente dal vento, che apparivano ai miei occhi come un vellutato manto dal lungo villo.
Subito al di là della strada gli alberi di ulivo, i più rappresentativi dell’intera Puglia, mentre dall’altro lato rispetto alla strada si sviluppava la famosa quanto misteriosa “macchia mediterranea”, che emanava profumi intensi che mi hanno accompagnato lungo tutto il mio cammino. In quella magica terra incantata in cui pullulano leggende su leggende, dominava una calma totale ed una pace, a dir mio, irreale, insita anche negli esseri che la popolano: cani randagi tranquilli e silenziosi si muovevano lentamente a bordo strada oppure oziavano nei vicini prati (nulla a che vedere con i quattro zampe viziati, rissosi e pronti a mordere con cui siamo abituati a convivere nelle città), mucche pasciute pascolavano serene, distese sull’erba.
Mille animali nascosti occupavano il vasto spazio naturale dall’aspetto incontaminato: le libellule attraversavano l’aria a mezz’altezza, i ramarri di un brillante verde transitavano invece sul mio percorso; a rompere il silenzio, il frinire incessante delle cicale, il cinguettio degli uccellini e l’inaspettato nitrire di cavalli selvatici, che correvano liberi nella campagna inviolata, a monte della strada.
Ho affrontato la prima parte di gara ad un ritmo fin troppo veloce per la mia scarsa preparazione, in buona compagnia del socio Gianni Genco (che si è adeguato alla mia andatura), piacevolmente, tra uno scambio di battuta e l’altro. Confidavamo che, dopo il ventunesimo chilometro, “il gioco fosse fatto”, puntando più sul fattore “testa” che su quello “fisico”. Invece dopo il giro di boa, la seconda metà della gara si è mostrata ostica fin da subito, presentandosi con una discreta rampa e vento contrario. Queste sottovalutazioni si pagano, alla stregua di ogni peccato d’immodestia!
Ricalpestando il percorso di andata, mi sono infatti accorta che, complice la stanchezza, la seconda parte, che avrebbe dovuto essere contraddistinta prevalentemente da discese, in realtà era, paradossalmente, caratterizzata da molti tratti di salita. Mi sono ritornate alla mente fin da subito le parole che aveva pronunciato la sera precedente il “Guru” Roby Trinelli: “Il Gargano è una terra magica, si sale in direzione Sannicandro e si sale pure tornando indietro”. In effetti, il rientro a Cagnano l’ho patito particolarmente: pur mantenendo la medesima andatura, la fatica aumentava; gli ultimi chilometri parevano eterni, avevo la sensazione che la strada non terminasse mai e che il traguardo fosse ancora lontano, benché il paese si mostrasse sempre più nitido e vicino dinnanzi a me, riconoscibile per le sue case abbandonate prima ancora di essere state terminate.
La temperatura, clemente grazie ad una leggera brezza al principio, si era elevata e correre diventava sempre più arduo, essendo la strada del tutto priva di zone d’ombra. Provvidenziali le bottigliette d’acqua, distribuite copiosamente lungo il percorso, che si sono rivelate utili, oltre che per bere, anche per rinfrescarsi nell’ultima ora di gara, in cui il caldo si era fatto più insistente.
Perfetta l’organizzazione di Pasquale, attento ad ogni benché minimo particolare, prezioso l’aiuto fornito dal “factotum” Massimo Faleo, impegnato sia nel delicato compito di giudice di gara che in quello di impeccabile speaker.
Oltre all’irresistibile “pasta party”, degni di nota sono stati sicuramente i pettorali personalizzati, impreziositi per i soci del Club con la propria foto, e la medaglia per i tutti i finisher, pezzi unici ideati e confezionati a mano da Pasquale con sezioni di tronco d’ulivo e corda grezza.
A completare la bella festa, che ha coinvolto l’intero paese, una grande torta dedicata ai cinque supermaratoneti che hanno portato a termine importanti traguardi: Michele Calabrese, Franco Draicchio, Vitantonio Brunetti, Paolo Farina e Domenico Massaro.
Dopo aver affrontato un lungo viaggio ed esserci sentiti appellare “extracomunitari del nord”, a metà tra lo scherzo e lo scherno, la vacanza si è invece dimostrata “vincente”, ripagata dall’accoglienza fraterna di Pasquale e dalla disponibilità e cortesia della maggior parte dei pugliesi.
Accanto alla calorosa ospitalità dei suoi abitanti, questa terra vanta molteplici luoghi favolosi che meritano ogni volta una visita: la foresta Umbra, Vico del Gargano, Rodi Garganico, Peschici, Vieste e molti altri ancora, senza dimenticare il paese che ci ha ospitati, Cagnano Varano che, oltre alla spettacolare vista sul lago di Varano, conserva un pregevole centro storico, che meriterebbe di essere valorizzato al meglio.
È stata una bellissima pausa, dedicata allo sport, alla cultura, alla ricerca di bellezze, alcune oltremodo sfruttate turisticamente, altre spesso e immeritatamente dimenticate. È stata infine una vacanza enogastronomica, alla scoperta di localini in cui assaggiare le specialità tipiche, prima fra tutte l’ottimo pesce, nonché assaporare qualche buona bottiglia di vino locale.
Grazie, Pasquale, per aver creato un’ottima occasione per tornare sul Gargano!

 

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