Sono partito da Prato alle ore 6.00 del sabato mattina e, dopo breve raccomandazione al bar Las Vegas di lasciarmi un cornetto caldo per la mattina successsiva, lasciando con gli occhi “strabuzzati” come al solito il barista, ho raggiunto Bologna per il primo “carico” e via via ho raccolto gli altri lungo la riviera romagnola.
L’arrivo a Cagnano Varano, luogo di partenza della maratona, prevista per le ore 16.30, è avvenuto un paio di ore prima e ciò ci ha permesso di riposare un poco al fresco delle piante che circondano la piazza principale del paese. Assolti gli iter burocratici, pettorale, pacco gara e logistica, è iniziata la preparazione per affrontare questa gara che ho scoperto, correndola, non essere per niente facile. Dopo 3 km dal via, inizia una salita “pedalabile” di circa 15 km, quasi ininterrotta, che mette in difficoltà chi non è preparato adeguatamente. Dopo metà percorso si torna indietro con, ovviamente, un percorso più docile, ma la calura accumulata e l’impatto al suolo, per la strada in lieve discesa, sottopone i muscoli, ormai stanchi, a rischio crampi.
L’ arrivo poi, previsto nuovamente in salita per oltre un km, è la classica ciliegina sulla torta per chi vuol capire di che pasta è fatto!!!
Questo non vuol dire che il percorso non mi sia piaciuto, anzi lo stare a ridosso della verdeggiante collina con i profumi di menta, ginestra, resina di pino e con la vista bellissima del mare e del promontorio del Gargano, è stato gradevolissimo, anche se la fatica accumulata ti faceva rivivere questi momenti nel dopo corsa, magari durante il viaggio di ritorno, nella notte e fino all’ alba, servendoti pure come rimedio per non addormentarti alla guida.
La partenza della maratona è stata molto carina, con la banda e l’Inno di Mameli. I tre gonfiabili posti a breve distanza facevano da cornice, insieme a piante di ulivo nel primo tratto di strada, pieno da ambo i lati di persone ad applaudirci.
L’ arrivo ha esaltato ancora di più la riuscita della manifestazione. Non mancava proprio nulla, dal cocomero ad ogni tipo di bevanda e dolci, tutti rigorosamente fatti in casa, opera delle numerosissime volontarie, che con la loro gentilezza e grazia hanno mitigato non poco la fatica del dopo corsa. Il pasta party altro non era che una vera cena, dove la pepata di cozze la faceva da padrona. La musica a ritmo latino-americano ha prodotto un effetto boomerang sulle nostre giunture; a molti di noi sono spariti tutti gli acciacchi e quello inconsueto strecking a base di contorsioni varie, con tanto di finale con “trenino”, ha avuto un effetto benefico. Le premiazioni sul palco sono state molto generose, oltre ad un pacco gara molto ben assortito in considerazione, oltretutto, del costo del pettorale.
Che dire a Pasquale Giuliani, organizzatore dell’ evento, ed al suo staff, se non grazie di avermi ed averci fatto passare una giornata indimenticabile.
NE E’ VALSA PROPRIO LA PENA !!!!!!


