Si parte da Cagnano Varano e alle porte di San Nicandro Garganico è piazzato il giro di boa per tornare a casa. Sono previste 5 gare in contemporanea: 50 e 10 km partiranno alle 15:00, mentre maratona e staffetta alle 16:00. Dalla locandina non è dato sapere l’orario della mezza che dovrebbe però prendere il via con la maratona. Ripassando ogni volta dal traguardo, gli atleti della 50 km dovrebbero percorrere due giri da 1 km, uno da 6 e successivamente seguire il tracciato avanti e indrè della maratona. La maratona e la mezza, invece, un solo giro da 1 km e poi via verso Sannicandro. Tutto chiaro almeno in teoria perché, non essendo l’organizzazione di stampo tedesco, dalla teoria alla pratica ci sono di mezzo innumerevoli imprevisti e contrattempi.
Circa alle 15:15 parte il primo gruppo con il n. 1 Giorgio Calcaterra. Dopo il primo giro, alcuni vigili indicano perentoriamente agli ultramaratoneti stracchi delle retrovie di proseguire diritto, col risultato che molti percorreranno un giro in meno. Si avvicendano al traguardo gli arrivi dei podisti della 10 km e i passaggi degli ultra che, stravolti dal caldo, si guardano in giro spaesati facendosi largo fra i curiosi e gli altri atleti ancora in attesa della partenza. Il Boss Pasquale cerca di rimediare correndo fianco a fianco di ognuno di loro per infondere coraggio e indicare la retta via. Il casotto regna sovrano e un povero cagnolino in cerca del padrone rischia di essere travolto dalla furia degli elementi, pardon degli atleti in arrivo. Finalmente dopo il passaggio dell’ultimo, alle 16:20 è concesso anche a noi semplici maratoneti e a quelli della mezza di partire.
Fa un gran caldo anche adesso, figurarsi la botta di calore che hanno dovuto assorbire gli ultramaratoneti!! Dopo cinque minuti sono già ultimo. Al primo passaggio dal traguardo Pasquale mi chiede se sono venuto al Gargano per correre la maratona o fare un bel giro turistico: entrambe le cose, Pasquà! Restato solo mi concentro sul paesaggio fotografando le isole Tremiti e il lago di Varano, separato dal mare da una lingua di terra e alimentato da sorgenti subacquee di acqua dolce.
Finisco in crescendo risalendo alcune posizioni e terminando secondo di categoria, piazzamento che mi consente (una delle poche volte in vita mia) di andare a premio vincendo una pregevole confezione di olio, vino e prodotti locali.
Ma il piatto forte di questa manifestazione è la festa finale: sino a notte inoltrata nel cortile della parrocchia allegria, musica, tarantella e abbuffate pantagrueliche per tutti. Ce n’è per tutti i gusti: pastasciutta, salsiccia, cozze, birra, vino locale e pregevoli torte fatte in casa.
A mezzanotte saluto e vado a nanna. Domani mi aspetta una maratona turistica su e giù per questa bellissima terra baciata dalla fortuna, il promontorio del Gargano, detto anche lo Sperone d’Italia. Non sanno cosa si perdono gli amici emiliani e toscani che, non essendosi organizzati con l’alloggio, stanno tornandosene a casa: li penserò mentre guidano disperatamente nella lunga notte dell’autostrada con l’insidia del colpo di sonno.
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