Cerco di comprendere l’arcano. Prima della gara ho consegnato a Luciano Bigi alcuni pettorali di soci iscritti ma oggi assenti, fra i quali quelli di Gozzi, Tundo, Gino. Come mai, oltre il già citato Gianfranco Gozzi, sono stati classificati anche Giuseppe Tundo in 5:25 e (udite, udite!) nella 50 km Paolo Gino in 6:24? Posso trovare una parvenza di spiegazione solo per l’extraterrestre Paolo Gino che, pur maratonando ora in qualche altra parte d’Europa, ha certamente anche il dono dell’ubiquità. Ma gli altri? A gara conclusa, Luciano Bigi assicura di avere ancora i pettorali degli assenti e relativi chip. Aspettiamo quindi lumi dall’indiscusso Gran Capo del Gargano, il Codino terribile Pasqualino Marajà Giuliani.
Lo scorso anno la maratona era stata un pretesto per una bella vacanza. Il giorno dopo la gara ho percorso in auto tutta la costa, Rodi, Peschici, Vieste e Mattinata, infine Monte Sant’Angelo e la Foresta Umbra. M’ero ripromesso di completare il giro turistico quest’anno e così concludevo le mie riflessioni di allora: “Domani mi aspetta una maratona turistica su e giù per il Gargano. Non sanno cosa si perdono gli amici emiliani e toscani che, non essendosi organizzati con l’alloggio, stanno tornandosene a casa: li penserò mentre guidano disperatamente nella lunga notte dell’autostrada con l’insidia del colpo di sonno.” Io ero il furbetto, loro i grulli!
Partiamo in quattro pratesi e un bolognese sabato da Bologna alle 7:30. Dopo la maratona torneremo subito a casa. Un anno dopo, sono quindi diventato grullo anch’io! Siamo stipati come cinque sardine all’interno di una Renault Modus guidata da Mario Ferri. Il quale, mentre quando corre a piedi non si risparmia e dà fondo a tutte le sue energie, alla guida di un’auto si trasforma in un risparmioso lumacone. Sarei dovuto arrivare a Cagnano Varano alle 13:00 per la riunione del Consiglio del Club. Ma causa la pioggia, la pausa pranzo, le solite code chilometriche per incidenti e lavori in corso e il carburante da consumare con discrezione, quando arrivo alle 14:30 è tutto terminato: la partenza dell’ultramaratona è alle 15:00 e tre consiglieri amanti delle ultra devono recarsi ai blocchi di partenza.
Quest’anno la novità sono i pettorali: personalizzati non solo con nome e cognome, ma anche con la foto dei protagonisti. Veramente belli, bravo Pasquale! Alle 16:00 scatta anche la maratona. Nonostante la pioggia che cade per circa un’ora e il cielo nuvoloso, il paesaggio caratterizzato dal Lago di Varano e il mare azzurro è sempre suggestivo. Dopo il giro di boa a San Nicandro, ecco infine nel buio incipiente appare Cagnano Varano, un rassicurante ammasso stellare brillante di luci artificiali. All’arrivo, gran festa finale. Nel cortile della parrocchia, allegria, musica, premi per tutti (compreso l’assente Gianfranco Gozzi) e abbuffate pantagrueliche. C’è anche una maxi torta per la sua 750esima gara, offerta da Vito Piero Ancora che si appresta a diventare il più grande supermaratoneta italiano di tutti i tempi. Ripartiamo prima di mezzanotte con la radio sintonizzata sulla partita mondiale dell’Italia. Anche questa maratona si può archiviare.
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